Lavoro intermittente e Incentivo Under 35: focus compatibilità

di Nicole Rizzano CommentaIn Contratti di lavoro, Lavoro, Primo Piano

Il contratto di lavoro intermittente (anche detto a chiamata/job on call) è un  contratto di lavoro atipico, molto adoperato dalle aziende soprattutto per assumere giovani. Esso consiste nell’effettuare una prestazione non continuativa, verso un datore di lavoro che, a seconda delle esigenze, chiama il lavoratore per eseguire la mansione stabilita a priori nel contratto individuale. Può essere sia a tempo determinato che indeterminato.

Proprio quest’ultima ipotesi potrebbe far pensare che un contratto di lavoro intermittente a tempo indeterminato non permetta di fruire di uno degli incentivi presenti nella legge di bilancio 2019 ovvero quello rivolto all’assunzione degli under 35.  Oltre che all’età, infatti, requisito fondamentale è anche quello dell’assenza nel passato lavorativo del candidato di un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Ma procediamo con ordine:

L’incentivo per le assunzioni  di giovani under 35 a tempo indeterminato di per sé non rappresenta una novità dato che era già presente nella legge di bilancio 2018. Nel 2019 si è deciso di riproporlo portandolo fino al 2021, dopodichè si prevede un abbassamento del limite di età da 35 a 30 anni. Per poter ottenere lo sgravio, dunque, devono essere rispettati alcuni parametri.

Da parte del lavoratore i requisiti richiesti sono:

·      Età sotto i 35 anni (fino a 34 anni e 365 giorni)

·      Nessuna occupazione precedente con contratto di lavoro a tempo indeterminato (un eventuale periodo di apprendistato sia con il datore di lavoro medesimo che con altro datore, non ostacola alla fruizione dell’incentivo)

Da parte dell’azienda che assume :

  • regolarità con gli adempimenti per la contribuzione previdenziale (con relativo DURC)
  • nessuna violazione delle norme fondamentali a tutela delle condizioni di lavoro
  • rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, regionali, territoriali o aziendali, qualora siano presenti

Per quanto concerne l’azienda, nel caso dell’Incentivo under 35, nulla viene detto in merito all’assenza nei 6 mesi precedenti di licenziamenti collettivi o di sospensioni dal lavoro connesse a crisi o riorganizzazione aziendale, ma ad avviso di chi scrive, questi dovrebbero in generale essere rispettati per l’accesso a qualunque Incentivo.

Lo sgravio consiste in un esonero contributivo del 50% per un massimo di 36 mesi sui contributi a carico del datore di lavoro con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, per un massimo di 3.000 euro su base annua ed è cumulabile con altri sgravi, quali l’Incentivo Occupazione Mezzogiorno (OMEZZ), Incentivo Occupazione NEET, e con il nuovo Bonus occupazione giovani eccellenze, anch’esso previsto nell’ultima legge di Bilancio.

Veniamo ora alla descrizione del contratto di lavoro intermittente. Le sue particolari caratteristiche, che lo differenziano appunto da un contratto di lavoro standard sono:

  •  La chiamata: già nel Contratto individuale al lavoratore viene spiegato che, quando il datore di lavoro avrà bisogno della prestazione oggetto dello stesso Contratto, chiamerà entro le 24 ore precedenti e verificherà la sua disponibilità.
  •  L’eventuale disponibilità del punto precedente è più o meno vincolante a seconda che sia stata stabilita dalle parti la presenza nel contratto dell’ indennità di disponibilità: in tal caso il lavoratore, nel periodo di non prestazione, percepirà  un  compenso e dovrà, tuttavia, essere sempre disponibile alla chiamata del datore (nel caso in cui si verifichi un oggettiva impossibilità, dovrà prontamente comunicarlo ancor prima di ricevere la chiamata)
  •  Complessivamente un contratto di lavoro intermittente non può superare i 400 giorni in un lasso di tempo di 3 anni, altrimenti si presume la continuità del rapporto di lavoro.
  •  Non può essere stipulato con persone che abbiano meno di 24 anni o più di 55
  •  Può essere sia a tempo determinato che indeterminato sia part-time che full-time.

La sua casistica è quella del Contratto di lavoro subordinato, quindi, in teoria, chi ha avuto un rapporto di lavoro intermittente a tempo indeterminato non dovrebbe essere un lavoratore per cui l’azienda può richiedere tale beneficio contributivo.

Nella realtà non è così. L’INPS, infatti, in una  circolare  del 2 marzo 2018-n 40 ha sottolineato come il rapporto di lavoro intermittente è completamente escluso dall’orbita dell’Incentivo. Questo perchè l’obiettivo  del bonus è “la promozione dell’occupazione giovanile stabile” , dunque  non è possibile in primis assumere il lavoratore con tale contratto per ottenere il beneficio (altro contratto escluso è quello per dirigenti).

In coerenza però con quanto appena detto, l’Istituto di previdenza sociale ha precisato che lo stesso principio vale per la valutazione dei requisiti del lavoratore. Per un lavoratore che  abbia alle spalle uno o più rapporti di lavoro intermittente, anche a tempo indeterminato, l’azienda  che intenda assumerlo con contratto a tempo indeterminato “standard” può, a pieno titolo, richiedere lo sgravio triennale  ed essere accettato.



Autore dell'articolo

Nicole Rizzano

Praticante Consulente del Lavoro presso l'Ordine di Salerno. Dopo la Laurea Magistrale in Scienze delle Pubbliche Amministrazioni, integrata da esami aggiuntivi come Economia Aziendale e Statistica Matematica, ho iniziato il percorso per l'abilitazione alla professione nel 2016 con uno Studio di Professionisti Associati con cui ad oggi collaboro ancora occupandomi di amministrazione del personale, rapporti con le aziende e Istituti previdenziali ed assicurativi, conteggi per cause di lavoro. Appassionata della materia lavoro-legislazione sociale fin dall'Università ne ho voluto fare una professione a tutti gli effetti.

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