Lavoratori non residenti (Parte 2°)

di Rag. Luigi Rodella 2 CommentiIn Fiscalità Estera, Fiscalità Estera

La tassazione del trattamento di fine rapporto tra leggi convenzioni e giurisprudenza per i lavoratori non residenti.

La tassazione del trattamento di fine rapporto, corrisposto nei confronti di quei dipendenti non più residenti in Italia, è particolarmente complessa quando i lavoratori, nel corso della propria vita lavorativa sono stati distaccati per lunghi periodi in Paesi diversi.

Riportiamo le sentenze più significative della Corte di Cassazione e i passaggi più importanti contenuti nelle circolari e risoluzioni dell’Agenzia delle entrate sulla tassazione del trattamento di fine rapporto.

Ad esempio, con la Sentenza n. 26438 del 04.11.2008, la Sezione Tributaria della suprema Corte di Cassazione ha chiarito che il TFR e le indennità equipollenti corrisposte a soggetti non residenti (nella specie, l’indennità supplementare per licenziamento prevista dall’art. 19 del CCNL per i dirigenti di aziende industriali) è soggetta a tassazione, ai sensi dell’art. 23 del TUIR, solo nel caso in cui trovi la propria fonte in un rapporto di lavoro dipendente il cui reddito sia assoggettabile ad imposizione in quanto prodotto nel territorio dello Stato, e non anche quando derivi da lavoro dipendente prestato all’estero in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto, in quanto i redditi derivanti da tale tipo di rapporto sono esclusi in ogni caso dalla base imponibile, ai sensi dell’art. 3 del TUIR. La Corte di Cassazione, partendo dal presupposto che il soggetto non è fiscalmente residente in Italia, ha dunque ritenuto non assoggettabile a tassazione nel nostro Paese il suindicato emolumento differito.

Con la Circolare n. 207/E del 16.11.2000, invece, il Ministero delle Finanze ha chiarito che  l’inserimento del comma 8-bis) all’articolo 48 del Tuir (oggi articolo 51), valeva per i lavoratori residenti in Italia inviati all’estero, mentre “nessuna esclusione dalla tassazione può essere invocata per le indennità di fine rapporto corrisposte da imprese italiane al personale italiano che abbia prestato il lavoro all’estero alle dipendenze, anche per la parte afferente ad annualità lavorate effettivamente all’estero”.

L’articolo completo può essere letto sulla Rivista Fiscalità Estera n. 2/2014 di cui si riporta il Sommario Completo:

– Le clausole penali nel commercio internazionale di Sara Martucciello

Capital Gain internazionali da parte di un residente in Italia di Carlo Adriani

Il principio di neutralità fiscale nella Fusione Inversa Intracomunitaria e l’opzione di affrancamento dei maggiori valori contabili espresso nella Legge di Stabilità 2014  di Chiara Porrovecchio

Lavoratori non residenti (Parte 2°) di Luigi Rodella

– Le nuove procedure concorsuali in Cina (parte 2°) di Silvia Salvini

– Guida alla costituzione di una societa a Malta (parte 2°) di Guido Ascheri, Paolo Battaglia

– Business Angels o Angel Investors sono gli investitori informali in capitali di rischio di Francesca Romana Bottari

– Quesiti

Leggi anche “Lavoratori non residenti” (Parte 1°)

 

Autore dell'articolo
identicon

Rag. Luigi Rodella

Google+

Consulente del lavoro – Da oltre venti anni si occupa della gestione del “rapporto di lavoro estero”, collaborando con Istituti di formazione alla redazione di pubblicazioni, all’attività di formazione e di consulenza sugli expatriates. In importante Gruppo industriale italiano, ha ricoperto il ruolo di Responsabile di “Amministrazione dirigenti e compensation”. Successivamente come professionista, ha assistito Commissari governativi alla definizione di processi di ristrutturazione, che prevedevano la cessione e la ricollocazione dei lavoratori in esubero. mail to: [email protected]

Comments 2

  1. Buongiorno,
    avrei una domanda riferita al mio caso.
    L’anno scorso mi sono trasferito per lavoro dipendente negli USA e iscritto all’AIRE. Poiche’ per il 2013 sono considerato fiscalmente residente in Italia, devo dichiarare al nostro fisco il mio reddito USA usufruendo del credito d’imposta sulle imposte pagate in via definitiva.
    Le imposte che ho pagato in USA sull’imponibile si dividono in Social Security, Medicare e Federal tax.
    Essendo che questo stesso imponibile lo dovro’ dichiarare in Italia, il credito di imposta di cui posso usufruire puo’ comprendere tutti e tre i tipi di tasse o solo la parte Federal?
    Grazie in anticipo, Stefano

  2. Egregio Signor Stefano,
    Le allego stralcio della Convenzione Italia – Usa contro le doppie imposizioni, dove all’articolo 2 vengono evidenziate le imposte che rientrano nella Convenzione

    Con i migliori saluti.

    Luigi Rodella

    —————–

    Allegato n. 1

    2. Le imposte attuali alle quali si applica la presente Convenzione sono:
    (a) per quanto concerne l’Italia:
    (i) l’imposta sul reddito delle persone fisiche;
    (ii) l’imposta sul reddito delle persone giuridiche; e
    (iii) l’imposta regionale sulle attivita’ produttive, ma soltanto la parte di tale imposta che e’ considerata imposta sul reddito in conformita’
    al paragrafo 2(c) dell’articolo 23 (Eliminazione della doppia imposizione);
    ancorche’ riscosse mediante ritenuta alla fonte (qui di seguito indicate come “imposta italiana”).
    (b) per quanto concerne gli Stati Uniti: le imposte federali sul reddito previste dall'”Internal Revenue Code” (con l’esclusione dei contributi previdenziali), ed i tributi federali (excise taxes) applicati sui premi di assicurazione pagati ad assicuratori stranieri ed in relazione a fondazioni private (qui di seguito indicate come “imposta statunitense”);

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *