le novità del dlgs 81/2015 sul lavoro di titpo accessorio

L’attivazione dei voucher dopo il decreto 185: il punto

di Rag. Giuseppina Giorgi CommentaIn Lavoro

Ecco gli indirizzi email dove inviare la comunicazione per l’attivazione dei voucher che si affianca alla precedente all’Inps: la comunicazione diventa doppia.

Il D.lgs. n. 185 del 24/09/2016, entrato in vigore l’8/10/2016, ha modificato la disciplina delle comunicazioni obbligatorie per le prestazioni di lavoro accessorio – voucher.

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, quale organo competente in materia di attività ispettiva, il 17 ottobre 2016 ha emanato la circolare n. 1, contenente le indicazioni per la piena operatività delle nuove disposizioni attinenti alla comunicazione obbligatoria preventiva per le prestazioni di lavoro accessorio.

La nuova comunicazione andrà effettuata:

–       per gli imprenditori non agricoli e per i professionisti: almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione, dovrà riguardare ogni singolo lavoratore e dovrà riportare:

1)    i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore;

2)    il luogo della prestazione;

3)    il giorno di inizio della prestazione;

4)    l’ora di inizio e di fine della prestazione.

–       per gli imprenditori agricoli: almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione, dovrà riguardare ogni singolo lavoratore e dovrà riportare:

1)    i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore;

2)    il luogo della prestazione;

3)    la durata della prestazione con riferimento ad un arco temporale non superiore a 3 giorni.

Il nuovo obbligo di comunicazione non riguarda gli enti pubblici, le famiglie, il lavoro domestico.

Il Ministero del Lavoro potrà emanare un proprio decreto per individuare ulteriore canali di comunicazione, ma allo stato attuale  le modalità per inviare la comunicazione sono due:

–       SMS

–       posta elettronica.

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha creato appositamente gli indirizzi di posta elettronica dove trasmettere le comunicazioni, per singola sede territoriale.

Per quanto riguarda l’SMS, l’Ispettorato informa che l’introduzione di tale modalità di comunicazione è rinviata alla definizione dell’infrastruttura tecnologica conseguente  all’implementazione delle nuove modalità di comunicazione che seguiranno l’emanazione del decreto ministeriale sopra citato.

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro precisa che le e-mail inviate dovranno:

–       essere prive di qualsiasi allegato;

–       riportare nell’oggetto il codice fiscale del lavoratore e la ragione sociale del committente;

–       contenere i dati richiesti circa il giorno e l’orario di svolgimento della prestazione.

Stante il fatto che il codice fiscale del lavoratore va riportato nell’oggetto, si ritiene che con una e-mail sia possibile comunicare la prestazione di un solo lavoratore.

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro consiglia inoltre di conservare copia delle e-mail trasmesse così da semplificare le attività di verifica da parte del personale ispettivo.

Eventuali modifiche o integrazioni alla comunicazione effettuata potranno essere inviate, allo stesso indirizzo di posta elettronica, non oltre i 60 minuti prima della attività cui si riferiscono. Nulla è precisato nella circolare ministeriale per quanto riguarda la comunicazione della prestazione frazionata nell’arco della stessa giornata o per ritardi nell’inizio della prestazione o termine anticipato della stessa.

La nuova comunicazione, alle sedi competenti dell’ Ispettorato Nazionale del Lavoro,  non sostituisce la comunicazione di inizio attività dovuta all’INPS, ma si affianca alla stessa, pertanto le comunicazioni da effettuare sono due.

Per quanto riguarda il sistema sanzionatorio l’Ispettorato Nazionale del Lavoro precisa che:

–       la nuova sanzione ammnistrativa, da euro 400 a euro 2.400, in relazione a ciascun lavoratore per cui è stata omessa la comunicazione, si applica nel caso di omissione della comunicazione alle sedi territoriale dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro;

–       la “maxisanzione” per lavoro nero si applica in mancanza della comunicazione di inizio attività da inviare all’INPS.

Si ricorda che il valore nominale del buono è di 10 euro per ogni ora di lavoro (7,50 euro netti a favore del lavoratore) quindi con un singolo voucher da 10 euro non si possano retribuire più ore, mente una singola ora di lavoro accessorio può essere retribuita anche con più voucher.

Il valore del voucher è comprensivo dei contributi previdenziali INPS (13%), dei contributi assicurativi con gli infortuni INAIL (7%) e del compenso spese concessionario (5%).

Il lavoratore percepirà pertanto 7,50 euro netti l’ora:

·         esenti da ogni imposizione fiscale;

·         non incidenti sul suo stato di disoccupato o inoccupato;

·         cumulabili con l’indennità di mobilità, la disoccupazione agricola e la cassa integrazione guadagni e la NASPI nel limite complessivo di € 3.000 per anno civile;

·         cumulabili con l’eventuale trattamento pensionistico;

·         utili ai fini pensionistici.

Il limite economico stabilito dal D.Lgs. 81/2015 è di 7.000 euro netti (9.333 euro lordi) per la totalità dei committenti da computarsi nell’anno civile (dal 1° gennaio al 31 dicembre), precisamente:

·          2.020 euro netti (2.693 euro lordi) per singolo committente, imprenditore o professionista, per anno civile (dal 1° gennaio al 31 dicembre);

·      3.000 euro netti (4.000 euro lordi) per anno civile per i percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito (cassaintegrati, disoccupati, lavoratori in mobilità).Superato il limite dei 3.000 euro e fino a 7.000 euro per anno civile le prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito saranno ridotte.

Ricordiamo altresì che:

–       il compenso percepito con i voucher è utile ai fini della determinazione del reddito necessario per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno;

–       è vietato l’uso dei voucher per svolgere prestazioni a favore di tersi come nel caso degli appalti.

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Rag. Giuseppina Giorgi

Consulente del Lavoro in Bologna - dal 1978 esercita la professione in forma associata con il rag. Giuliano Vitelli e la rag. Federica Vitelli. Attiva nell’associazionismo professionale ha rivestito per anni la carica di consigliere dell’unione provinciale dell’Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro di Bologna, venendo chiamata al ruolo di presidente negli anni 1991/1992/1993. Sede dello Studio Via Toscana 42/7, Bologna (BO) Tel. 051/475933 – Fax 051/475307 - [email protected]

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