L’Agenzia delle Entrate presenta il “Redditest” – il nuovo temuto redditometro

di Francesca Romana Bottari 11 CommentiIn Accertamento

Sul sito dell’Agenzia delle entrate è comparso il seguente comunicato stampa datato 8 novembre, ancora reperibile al link L’Agenzia delle Entrate presenta il “Redditest”
“Martedì 20 novembre, l’Agenzia delle Entrate presenta il Redditest, il nuovo strumento di compliance che permette a tutti i contribuenti di valutare la coerenza tra il proprio reddito e le spese sostenute.
I giornalisti che intendono partecipare alla conferenza stampa, che si terrà alle ore 11 presso la sede di via Cristoforo Colombo 426 c/d, possono inviare una richiesta di accredito al seguente indirizzo e-mail [email protected], entro le ore 14 di lunedì 19 novembre.”

Se si mantengono le anticipazioni di circa un anno fa, dovremmo trovare circa cento voci di spesa individuate nella vita di ogni giorno aggregate nelle categorie: abitazione, mezzi di trasporto, assicurazioni e contributi, istruzione, attività sportive e ricreative e cura della persona, altre spese significative, investimenti immobiliari e mobiliari netti. Queste voci oltre che essere attribuite a famiglie tipo concorrono alla determinazione di definite tipologie di reddito stimabili a cui vengono relazionate con sistemi matematico – statistici.
La differenziazione per campioni di famiglie, ben undici tipologie differenziate e per aree geografiche, ben cinque, porta alla individuazione di ben cinquantacinque gruppi omogenei. Fra le famiglie tipo ci sono per esempio: coppia senza figli, differenziata per fascia di età, inferiore ai 35 anni, tra 35 e 64, 65 o più; single, coppia con un figlio, con due figli con tre o più, coppia con altri familiari e con o senza figli, un solo genitore. Ognuno di questi gruppi omogenei ha specifiche voci indicative della capacità di spesa che contribuiscono in misura differenziata alla stima del reddito della famiglia, attraverso una funzione di regressione multivariata.
Ecco dunque che il tanto preannunciato e temuto “termometro” del reddito arriva.
Mi piacerebbe proprio essere un giornalista per poter ascoltare la conferenza stampa !
Più di tutto sarei tanto curiosa di capire perché si parla di compliance.
Ma che vuol dire compliance?
Il termine è un po’ “abusato”.E’ un inglesismo un po’ troppo italianizzato, che perde il suo senso, o forse sarebbe meglio dire che non ha traduzione adeguata in italiano.
Compliance in lingua originale vuol dire conformità, ma anche obbedienza, compiacenza, condiscendenza. Mi viene da pensare che il contribuente per poter controllare la compatibilità del proprio reddito con il tenore di vita, vada quatto quatto “on line” e verifichi in autonomia la congruità fra reddito e spese, attendendo una luce verde che gli dica che c’e’ coerenza fra entrate dichiarate e uscite oppure una luce rossa che lo allerta di un possibile accertamento sintetico. Che farà a questo punto ? Si compiacerà? Accondiscenderà? Si conformerà o si disciplinerà?
Ricordiamo soltanto che il Redditometro del Fisco servirà a valutare se far scattare o meno eventuali controlli sulla congruità dei redditi a partire dal periodo d’imposta 2009. L’articolo 38 DPR 600 del 1973, modificato dal D.L. 78 del 2010, convertito nella Legge 122 del 2010, stabilisce che il Fisco “può sempre determinare sinteticamente il reddito complessivo del contribuente sulla base delle spese di qualsiasi genere sostenute nel corso del periodo d’imposta, salvo la prova che il relativo finanziamento e’ avvenuto con redditi diversi da quelli posseduti nello stesso periodo d’imposta, o con redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o comunque, legalmente esclusi dalla formazione della base imponibile”.
Dunque l’onere della prova spetta sempre al contribuente.
Francesca Romana Bottari

Autore dell'articolo
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Francesca Romana Bottari

Docente Universitario in Tributario a Londra. Dottore Commercialista e Certified Accountant. Ha formato la sua esperienza professionale svolgendo attività di consulenza aziendale all'estero ed in Italia Autore di numerose pubblicazioni tecniche, e ricerche E' 1,000 Curricula Eccellenti Fondazione Bellisario

Comments 11

  1. Domanda cattiva:

    – Se io ho evaso per centinaia di migliaia di euro e sono passati i termini di prescrizione (ora elevati ad otto anni) per contestarmi l’evasione, posso candidamente dichiarare che vivo di rendita con i frutti dell’evasione (soldi contanti tenuti in cassaforte), nel caso mi venga richiesto di giustificare il mio tenore di vita?
    Saluti, Anonimo.

    1. La “domanda cattiva” dell’anonimo su un ”evasore” accertato nel 2013 per evasioni antecedenti al 2005, mi dà lo spunto di rispondere ad alcuni punti :
      1. – Lo strumento in oggetto, è inteso a valutare se porre in essere o meno eventuali controlli sulla congruità dei redditi a partire dal periodo d’imposta 2009. Per quelli antecedenti vale la precedente normativa.
      2. – L’accertamento può scattare se lo scostamento è di almeno il 20% del reddito dichiarato. ”. Esiste la possibilità che lo scostamento non comporti alcuna evasione: eredità, risparmi, rendite esenti …
      3. – Il Fisco deve prima convocare il contribuente e chiedere spiegazioni: “… ha l’obbligo di invitare il contribuente a comparire di persona o per mezzo di rappresentanti per fornire dati e notizie rilevanti ai fini dell’accertamento.

      Ricambio i saluti
      Francesca Romana Bottari

  2. L’art. 14 comma 4 Legge 537/93 costituisce norma interpretativa dell’art. 6 D.P.R. 917/86 e prevede la tassazione dei proventi da illecito penale, civile o amministrativo.
    L’art. 36 comma 34-bis D.L. 223/2006 ha previsto che i redditi illegittimi, se non altrove classificati, costituiscono redditi diversi.

  3. Mi scusi, non riesco a sapere una cosa, ed è la seguente: potrei sapere se è stata introdotta una proroga all’Articolo1 , Comma 1324, della legge 27 Dicembre 2006, N. 296. relativa alla detrazione per carichi di familia? (Euro 1297,80) Qualche mese fa mi aveva risposto una certa Yassine. Grazie. P.S. Scusate se mi sono inserito in questo articolo che non c’entra niente, ma magari mi potete aiutare

  4. Grazie per la risposta precedente e per aver risposto ad una domanda “anomala”.
    Ora, se non la importuno troppo, posso chiedere se è un eccesso di prudenza fotocopiare i ticket di pagamento delle vincite alle videoslot (quelle poste nei locali appositi), prima di incassarli (naturalmente quelli fino a 999 euro)? Non essendo tassati alla fonte, in seguito al ricorso al TAR dei gestori di videoslot, essi non sono tassati alla fonte e anonimi.
    Diversamente dalle vincite sopra i 1000 euro, per le quali vine emesso assegno intestato e tracciabile (gestore-cliente).
    Pertanto se, ipoteticamente nell’arco dell’anno, vincessi una serie di fortunate somme, magari anche consistenti, che innalzassero, in modo sifnificativo, il mio reddito personale, sarebbe prudente poter dimostrare la provenienza del “plus” economico, ad un eventuale controllo ?
    Personalmente, per abitudine e prudenza, fotocopio ogni ticket prima di incassarlo dal gestore della sala slot.
    Avrei piacere di conoscere la sua opinione.
    Nuovamente grazie e saluti.

  5. Gentile Anonimo,
    Prudenzialmente fotocopierei comunque le ricevute, indipendentemente da motivazioni di ordine fiscale.
    Se il pagamento è over 999 può essere effettuato anche per bonifico bancario.
    Consideri comunque che se dovesse “ innalzare in modo significativo il suo reddito personale” in 1 anno con vincite inferiori a 999, dovrebbe vincere per lo più ogni giorno e le”fortunate somme” dovrebbero essere superiori a 100 euro giornalieri.
    Rinnovo i saluti

  6. La ringrazio per il consiglio. Per darle un idea del tipo di vincite, le posso dire che la scorsa settimana (a fronte di un investimento di 150 euro) ne ho incassati oltre 2.500 su apparecchhi AAMS, frazionati in importi sotto i 1.000 euro..
    Quindi, capirà la mia prudenza (e fortuna)….
    Solo un ultimo quesito. I proventi di tale entità, che non sono costanti, ma che possono raggiungere anche 30.000 euro l’anno, vanno dichiarati sul 730 e in caso affermativo sotto quale voce?
    Spero vivamente che la fortuna non divenga un reato fiscale ed ecco la necessità prudenziale di conservare i ticket. Se mi metto al posto di un controllore del Fisco, avrei forti dubbi sulle mie affermazioni, se non supportate da prove…
    Nuovamente saluti e grazie per le risposte, anche se scriverle in anonimo mi è quasi necessario, anche se non educato nei suoi confronti. Spero lei capirà.

  7. Gent.mo Luigia Lumia,
    ho preso visione della descrizione del libro, ma pare esere orientato ad operatori e gestori del settore, compresi coloro che dovrebbero sostenere un eventuale contenzionso, come giuduci e e avvocati.
    La mia domanda richiedeva, se possibile, una risposta più diretta, vista da parte di un giocatore, che vorrebbe essere ligio alle leggi fiscali. Temo che, vista la legislazione in materia, non vi sia una legge sancita e chiara, ma una serie di regole intrepretabili a secondo del terzetto, cliente, avvocato e giudice. Come molte altre situazioni legislative in Italia, dove la legge è una serie di codici e codicilli, senza che vi si possa CHIARAMENTE dedurne un comportamento legale e coerente, nella certezza del Diritto, credo opterò per l’unica regola consentitami dall’anonimato della vincita, ovvero l’ocultamento delle somme vinte e il silenzio verso il Fisco.
    La ringrazio comunque dell’informazione e le auguro un proficuo lavoro.

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