La trasmissibilità dei debiti agli eredi

di Camurri Dott. Matteo 20 CommentiIn Dichiarazioni

L’erede è chiamato a rispondere di tutti i debiti facenti capo al de cuius non soltanto con i beni oggetti del patrimonio dell’estinto ma altresì, nel caso in cui questi ultimi non siano sufficienti al loro assolvimento, con il proprio patrimonio personale.

Questa disposizione è sancita dagli articoli 752 e seguenti del Codice civile i quali prevedono la responsabilità dei coeredi del defunto al pagamento dei debiti e pesi ereditati, in proporzione alle loro quote ereditarie, salvo una disposizione testamentaria differente.

In deroga alla suddetta responsabilità “pro quota” o “parziaria” l’articolo 65 D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 prevede che per le obbligazioni di carattere tributario gli eredi sono responsabili in solido e non per quota ereditaria, attribuendo in sostanza all’erario la facoltà di richiedere a ciascuno di essi di onorare l’intero debito del de cuius.

La trasmissibilità non interessa tuttavia le eventuali sanzioni comminate al defunto e pertanto gli eredi sono responsabili unicamente della somma capitale e dei relativi interessi.

Con l’accettazione dell’eredità viene attribuita agli eredi la responsabilità per le obbligazioni relative ai beni e ai redditi del de cuius; tale accettazione può essere espressa, quando la volontà di essere erede viene manifestata in modo diretto in un atto formale, oppure tacita, quando la persona chiamata all’eredità compie un atto che implica necessariamente la volontà di accettare l’eredità.

Per i redditi posseduti dal defunto anteriormente alla sua morte, è compito degli eredi sia il pagamento dell’imposta ché la presentazione della dichiarazione ai sensi dell’art.65 del D.P.R.600/73 secondo i termini ordinari se il decesso è avvenuto nel periodo oggetto dell’imposta oppure entro il mese di febbraio dell’anno successivo; nel caso in cui il decesso sia avvenuto successivamente a tale data i termini, sia della presentazione della dichiarazione sia del pagamento delle imposte, sono prorogati di sei mesi. Per ciò che concerne i redditi che, pur prodotti dal defunto, vengono percepiti direttamente dagli eredi, essi stessi diventano i soggetti passivi dell’imposta e potranno sottoporli a tassazione separata ai sensi dell’art.7 c.3 del DPR 917/86 salvo opzione per l’imposizione ordinaria. Per poter usufruire di questa possibilità i redditi in questione devono essere imputati al periodo d’imposta in cui sono percepiti (ovvero i redditi soggetti a tassazione con il criterio di cassa) e pertanto oltre ai redditi di lavoro dipendente la tassazione separata può essere applicata ai redditi di lavoro autonomo, di capitale e ai redditi diversi, ma non hai redditi fondiari o d’impresa che vanno imputati nella dichiarazione dei redditi del de cuius.

Fintantoché l’eredità non viene accettata non esiste alcun soggetto passivo d’imposta ovvero alcun titolare del reddito conseguito e pertanto, dell’obbligazione tributaria.

Se tale situazione si protrae oltre il periodo d’imposta ed il chiamato all’eredità non l’ha accettata, oppure non è nel possesso dei beni ereditati, ai sensi dell’art.528 del codice civile, si costituisce eredità giacente ed occorre eleggere un curatore del patrimonio ereditario.

In questo caso il soggetto passivo d’imposta non è individuato nel “patrimonio ereditario”, bensì, in colui al quale verrà attribuita successivamente l’eredità in via definitiva e pertanto le imposte verranno liquidate, dal curatore, durante il periodo di eredità giacente, in via provvisoria.

Nel caso in cui il soggetto chiamato all’eredità sia una persona fisica oppure non sia ancora individuato si applicano le norme Irpef (titolo I, sezione I DPR 917/86), diversamente, nel caso in cui si tratti di una persona giuridica si applicano le norme Ires per gli enti non commerciali.

In seguito, al momento dell’accettazione dell’eredità, tali redditi concorreranno a formare il reddito complessivo dell’erede con effetto retroattivo e pertanto quest’ultimo sarà tenuto a riliquidare le imposte versate nei periodi d’imposta precedenti.

Al fine di non incorrere nel rischio di essere chiamati a rispondere con i beni propri dei debiti del defunto esistono due forme di tutela da parte dell’erede. La prima, a carattere permanente, è la rinuncia all’eredità nelle forme previste dall’art. 519 C.c. in quanto lo stesso “non diventa erede e pertanto non può essere chiamato a rispondere delle obbligazioni tributarie riferibili al de cuius” (Risoluzione Ministero delle Finanze 5.11.1980, n. 7/3801).

La seconda, a carattere transitorio, si attua mediante l’accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario. In tale ipotesi si comporta una limitazione legale della responsabilità patrimoniale dell’erede per i debiti ereditari entro il valore massimo dell’eredità ricevuta. Ciò sta a significare che nell’ipotesi si verifichi una successione onerosa, ove le passività eccedano le attività, l’erede non sarà chiamato a rispondere delle obbligazioni trasmessegli oltre i limiti del valore del patrimonio ereditario, poiché con l’accettazione dell’eredità con beneficio dell’inventario viene elusa la confusione del suo patrimonio con quello del defunto. Il beneficio d’inventario, di cui la legge ne richiede la forma solenne della dichiarazione ricevuta da un notaio o da un cancelliere del tribunale del circondario ove la successione si è aperta, è rimesso alla facoltà di ogni chiamato, che ha l’onere di specificare nell’atto di accettazione se intenda avvalersi di tale diritto.

Tale forma di tutela ben si adatta alle ipotesi in cui si è chiamati a decidere sull’accettazione di un’eredità avendo una sommaria conoscenza della situazione economico patrimoniale del congiunto de cuius.

 


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Camurri Dott. Matteo

Commercialista e Revisore Contabile in Reggio Emilia. Opera professionalmente nella consulenza aziendale, fiscale, societaria e del contenzioso tributario. Curatore fallimentare per il Tribunale di Reggio Emilia iscritto nell'elenco dei mediatori della CONSOB e delle Camera di Commercio di Reggio Emilia, Parma e Modena.

Comments 20

  1. ok solo capitale e interessi per i debiti tributari e no sanzioni….ma…..per INPS INAIL o fornitori?…..e dovo trovo un riferimento normativo che mi aiuti a capire cio?grazie

  2. Vorrei fare la rinuncia
    a all’eredità dopo la morte di mio figlio 9 mesi fa, che ha lasciato solo debiti.Ho però riscosso la sua ultima busta paga per pagare parte delle spese funerarie. I debiti equitalia sono di quasi 5000euro.Io non ho reddito.come posso fare?Grazie

  3. MIA COGNATA HA RITIRATO UNA PARTE DEI SOLDI IN BANCA DI SUO MARITO DOPO LA SUA MORTE PER PAGARE PARTE DELLE SPESE FUNERARIE DI SUO MARITO LEI NON è IN GRADO DI PAGARE IL FUNERALE.PUO DISPORRE DELLA RIMANENZA PER IL SALDO.?CHE RESPONSABILITA’SI ASSUME?come fa a pagare se non è in condizione di pagare

    1. Il 30 novembre è morta mia mamma. Premesso che sono figlia unica ed abitavamo nella stessa casa di cui ho ereditato 1/4 dalla morte di mio padre ed avevamo un c/c cointestato e quindi bloccato, le bollette intestate alla defunta … chi le deve pagare ? E se non ho abbastanza soldi x pagare il funerale ? PS: ha una sorella. Cordiali saluti

  4. Salve Avvocato,
    Quando mia madre era in vita mi ha coinvolto come socio minoritario in una attività commerciale, quando è mancata ha lasciato dei debiti nei confronti della agenzia delle finanze. Aveva poco quindi per tutelarmi ho fatto rinuncia all’eredità, e nessuno mi ha cercato. Ora ho un figlio che adesso ha 10 anni, ho saputo che quando sarà maggiorenne potrebbe ritrovarsi una cartella fiscale che gli chiede di pagare questo debito. Volevo sapere se è vero è se si cosa fare per tutelarlo. E se lo posso fare adesso che è minorenne, o dobbiamo aspettare la maggiore età? Grazie

  5. Mia sorella è separata dal marito dal gennaio 2000. alla morte del marito gli è pervenuta cartella di pagamento rifiuti (del marito) come può evitare di pagare? Grazie.

  6. Buongiorno volevo avere un chiarimento sulla mia situazione debitoria ho indebito con Equitalia in caso di un mio decesso fino a quale grado di parentela deve essere fatta la rinuncia alla eredità

  7. Buon giorno,
    siamo 10 figli e mio padre (ancora in vita) ha donato nel 2014 i suoi 3 appartamenti a 3 fratelli miei. Gli appartamenti sono in affitto ad altre persone e i miei tre fratelli che hanno ricevuto la donazione dividono con gli altri 7 gli utili. Tra noi ci sono buoni rapporti e non ci sono disaccordi. Il problema è sorto quando ci siamo accorti che mio padre dal 2007 al 2015 non ha presentato la dichiarazione dei redditi (in quel periodo mio padre aveva 3 contratti di affitto a nome suo) e sono iniziate ad arrivare alcune sanzioni dall’agenzia delle entrate e poi da Equitalia. Al momento stiamo pagando le prime 2 sanzioni arrivate da Equitalia ma sappiamo che ne arriveranno altre. Sono stato all’agenzia delle entrate e il totale delle tasse non pagate è di circa 70.000. In questo momento non ci sono ipoteche o pignoramenti sui tre appartamenti perché siamo stati sempre regolari con i pagamenti Equitalia.
    La mia domanda è: Possiamo vendere i tre appartamenti ora (e dividere per 10) e poi alla morte di mio padre rifiutare l’eredità per non dover pagare tutte le sue tasse? o potrebbe essere considerato reato?
    Grazie mille

  8. Salve, un anno e mezzo fa e’ venuta a mancare mia madre. Purtroppo aveva contartto dei finanziamenti i cui solleciti ora sto subendo io. C’ e’ la possibilita’ di ovviare a tutto cio’. Mia madre non mi ha lascaito alcuna eredita’ e per me e’ davvero un problema ora. Grazie anticipatamwntw

  9. Ma i debiti che si ereditano hanno una prescrizione? Mi spiego siamo tre cugini eredi di una zia,ora i miei due cugini vantano dei crediti dicendo di averle prestato dei soldi e mostrano i bonifici ma si tratta di più di 10 anni fa… Inoltre dicono che devo pagare solo io,in realtà mi sembra che dovremmo dividere in due..la ringrazio

  10. ho saputo che mio padre deceduto 27 anni fa aveva 1/9 di eredità del padre, deceduto 38 anni fa, per una piccola casa. Ora non so cosa devo fare per sistemare la pratica.

  11. Buon giorno avvocato…sono creditrice di un ultimo stipendio e t f r di due ragazze alle quale e mortoo il padre( il mio titolare) ad agosto l anno scorso ..loro hanno aperto la successione con beneficio di inventario….cosa devo fare per richiedere i miei soldi…e quanto tempo ci vorrà..perché ho sentito dire anche 10 anni…La ringrazio Simona

  12. Buongiorno avvocato, Mio padre prima di morire si era separato da mia madre con ordinanza del tribunale, lo stesso aveva decretato i beni a mia madre come risarcimento. Quando mio padre è morto non ho fatto quindi nessuna accettazione ereditaria, non avendo lasciato nulla. adesso mi chiedono di pagare l’Irpef del 2009. Cosa posso fare?

  13. Buon giorno acvvocato, mio papà è morto già da più di due anni, io non ho mai fatto la rinuncia all’eredità, ma nemmeno l’accettazione o preso soldi perché era nullatenente (tutto é intestato alla mia matrigna). Ora sono arrivate delle lettere da pagare… come devo fare? devo fare la rinuncia o l mancata accettazione ha valore?
    Grazie.

  14. buongiorno.
    Mio marito è morto nel mese di febbraio e le pratiche per la successione sono ancora in corso.
    Ieri mi è arrivata la raccomandata del curatore fallimentare dell’azienda agricola di cui era presidente del consiglio di amministrazione che notifica irregolarità di gestione e quindi personali responsabilità di mio marito con richiesta di rimborso da parte degli eredi di una somma assurda(oltre il milione di euro!!)Ora premesso che mio marito era una persona di una correttezza intoccabile e che ha fatto tutto il possibile per salvare la sua azienda, entrata in concordato nel 2012 e fallita nel dicembre 2016, e aggiungendo che l’unica eredità che io e i miei figli avremmo ricevuto è la casa dove io abito(i miei figli sono maggiorenni e indipendenti, ma non hanno beni personali)….ovviamente ho interpellato un avvocato, ma sono comunque preoccupata e mi chiedevo se la via da seguire per la successione in qs momento sia l’accettazione con inventario… grazie per la cortesia .

  15. se l’erede rinuncia all’eredità ma fa la dichiarazione dei redditi per il decuiius omettendo il pagamento delle imposte che ne scaturiscono. A cosa va incontro? grazie

  16. Facendo la rinuncia all’errdita automaticamente non si accettano ne proprietà e nemmeno tutti i tipi di debiti ?

  17. Gentile avvocato,
    mi è giunta notizia che mio nipote (con il quale non ho relazione da ca. 20 anni),ha contratto debiti con delle imprese: come posso tutelarmi da eventuali rivalse sempre che vi siano? O ancor meglio, debiti simili fino a quale grado di parentela ci può essere una rivalsa?
    grazie per l’eventuale risposta.
    Adriano B.

  18. Mio marito morto quasi 7 anni fa non aveva pagato 2 bollette Edison. Preciso che eravamo separati e le bollette erano della sua abitazione.Non rinunciato all’eredita essendo comproprietari di 2 negozi.Ora Edison mi chiede di pagare dopo quasi 7 anni. Che devo fare?

  19. sono edere a seguito di morte di mio padre nel 2018 e dei liberi professionisti mi richiedono oggi degli oneri per un progetto immobiliare portato ad approvazione su una proprietà di mio padre che io dopo aver accettato in eredità ho liquidato concedendo al compratore di ritirare poi il permesso a costruire a nome di mio padre.
    Ora i professionisti mi chiedono oneri per diversi progetti sulla stessa proprietà presentati ma mai portati ad approvazione comunale e mai ritirati fin dal 1995? Ritenendo che mio padre abbia pagato i debiti presunti c’è un limite di prescrizione? cosa effettivamente sono tenuto a pagare?

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