Territorialità imposta donazione

La territorialità dell’imposta di donazione

di Chiara Porrovecchio 1 CommentoIn Fiscalità Estera, Fiscalità Estera

Analizziamo le disposizioni del d.lgs. n. 346 del 31 ottobre 1990 (Testo Unico delle disposizioni concernenti l’imposta sulle successioni e donazioni, da adesso TUSD) che disciplinano il presupposto della territorialità dell’imposta di donazione.

Articolo tratto dalla Rivista mensile di Fiscalità Estera n. 10/2016, dove è possibile leggere l’articolo completo.

L’istituto in commento merita di essere approfondito in quanto il presupposto territoriale, come regolamentato dal TUSD, esplica i suoi effetti anche nei confronti dei non residenti, generando problemi di doppia imposizione.
L’imposta sulle donazioni, secondo quanto previsto dall’art. 2 del TUSD, si applica alle donazioni, agli atti a titolo gratuito, ai vincoli di destinazione ed alle liberalità indirette.

La donazione è il tipico atto liberale mediante il quale il donante arricchisce volontariamente il patrimonio del donatario.
Gli atti a titolo gratuito, invece, pur non prevedendo alcuna controprestazione a carico del beneficiario, sono privi dello spirito di liberalità tipico delle donazioni. Tra questi rientrano, ad esempio, la rinuncia al diritto di usufrutto. Come per le donazioni l’elemento che determina l’assoggettamento all’imposta degli atti a titolo gratuito è l’arricchimento del beneficiario.

I vincoli di destinazione sono quei negozi giuridici attraverso i quali un soggetto, detto disponente, fa confluire in un patrimonio separato determinati beni, sui quali perde la disponibilità, (c.d. effetto segregativo).
Tipiche ipotesi di evento segregativo sono, ad esempio, la costituzione di un trust e la costituzione di un fondo patrimoniale, tranne nell’ipotesi in cui la proprietà dei beni è già di entrambi i coniugi.
L’imposta di donazione è determinata applicando al valore dei beni “donati” le aliquote previste dal TUSD, come di seguito riportate:

– 4% a favore del coniuge e dei parenti in linea retta, sul valore complessivo netto eccedente, per ciascun beneficiario, 1.000.000 di euro;
– 6% per i trasferimenti a favore di fratelli e sorelle, sul valore complessivo netto eccedente, per ciascun beneficiario, 100.000 euro;
– 6% senza franchigia per i trasferimenti a favore degli altri parenti fino al 4°grado, degli affini in linea retta e degli affini in linea collaterale fino al 3°grado;
– 8% senza franchigia per i trasferimenti a favore di altri soggetti.

Il presupposto della territorialità dell’imposta sulle donazioni è disciplinato dall’art. 2 TUSD, secondo il quale:
“L’imposta è dovuta in relazione a tutti i beni e diritti trasferiti, ancorché esistenti all’estero” (comma 1); “Se alla data della donazione il donante non era residente nello Stato, l’imposta è dovuta limitatamente ai beni e ai diritti ivi esistenti” (comma 2).

Dalla lettura dell’art. 2 del TUSD emerge con chiarezza che:

– se il donante è residente in Italia l’imposta si applica a tutti gli atti liberali, compresi quelli che hanno ad oggetto beni non presenti nel territorio dello Stato, secondo la regola della “worldwide taxation”;
– se invece il donante non è residente nel territorio dello Stato l’imposta di donazione si applica solo agli atti liberali relativi a beni situati nel territorio italiano.

Dalla lettura dell’articolo si evince che il presupposto della territorialità dell’imposta dipende dalla residenza del donante, mentre altri fattori, come la cittadinanza o il suo luogo di nascita non assumono rilevanza.
Il richiamo alla residenza come presupposto della territorialità dell’imposta di donazione può generare conflitti sul presupposto impositivo con altri Stati, anche alla luce del fatto che manca una definizione legislativa di residenza o consolidate interpretazioni giurisprudenziali.

Per completezza specifichiamo che Il presupposto della territorialità dell’imposta è stato ulteriormente ampliato con l’introduzione nell’art. 55 TUSD del comma 1-bis. Secondo questa disposizione sono soggette a registrazioni le donazioni, dirette ed indirette, formate all’estero i cui beneficiari sono residenti nel territorio dello Stato.

Dalla disamina fin qui fatta emerge che i residenti sono incisi dall’imposta di donazione per tutti gli atti liberali posti in essere. Mentre i non residenti sono soggetti al tributo se donano dei beni presenti nel territorio dello Stato.

A cura di Chiara Porrovecchio e Paolo Antonio Iacopino

Ti potrebbe interessare il nostro Pacchetto Successione e Donazione contenente un eBook sulla Dichiarazione di successione e 2 tools in excel per il calcolo imposte di Successioni e Donazioni e il valore dell’usufrutto.

Autore dell'articolo
identicon

Chiara Porrovecchio

Funzionario presso una Agenzia Fiscale; oggi si occupa di attività di Audit Interno nell’ambito della Direzione Regionale del Piemonte. In precedenza ha svolto attività di consulente telefonico fiscale presso il Call Center di Torino. Abilitata all’esercizio delle professioni contabili e della Revisione legale (non esercente tuttavia in quanto attività non compatibile con quella di pubblico dipendente) è ricercatore in materie economiche tributarie dal 2008, anno in cui ha conseguito il Dottorato presso l’Università degli studi di Palermo. Autrice di numerosi articoli per il sito web www.fiscoetasse.com. Collabora dal 2013 alla Rivista mensile Fiscalità Estera.

Comments 1

  1. Buongiorno,
    un cittadino svizzero puo’ fare atto di donazione in denaro presso un notaio residente in Italia?
    La ringrazio e la cortese riposta.

    Distinti saluti

    Pierandrea Vignani

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *