La tassazione degli atti notarili: una Guida operativa dall’Agenzia delle Entrate

di Chiara Porrovecchio CommentaIn Attualità, Commenti Giurisprudenza e Prassi, Parliamo di ...

La tassazione degli atti che non contengono disposizioni patrimoniali (procure, rinunce all’eredità e verbali di assemblea): tutto nella Circolare n. 18/2013 dell’Agenzia delle Entrate. 

Non è affatto agevole,  per coloro che si occupano di Imposta di Registro , individuare tra le fattispecie concrete delle clausole negoziali, i presupposti per l’applicazione dell’art. 21 TUR in materia di tassazione degli atti.

La recente circolare n. 18 E del  29 maggio 2013 ha affrontato la questione riproponendo integralmente le osservazioni rese con un precedente documento di prassi ,  circolare 44 E del 7 ottobre 2011, frutto del lavoro congiunto tra l’Agenzia ed il Consiglio Nazionale del Notariato.

La norma infatti è stata interpretata alla luce delle Sentenze  della Corte di Cassazione n. 10789\2004 e  10180\2009 in cui si ravvisava  che le singole disposizioni contenute nell’atto rilevano autonomamente, solo qualora ciascuna di esse sia espressione di una autonoma capacità contributiva.  Per comprendere il senso delle argomentazioni  in esame dobbiamo individuare nelle disposizioni negoziali cui si compone l’atto, quelle dotate di contenuto economico che concretizzano un indice di capacità contributiva.

Nel caso in cui siano presenti più disposizioni di contenuto economico apprezzabile, occorre assoggettare a tassazione autonomamente le singole disposizioni  così come disposto dal 1 ° comma art. 21 TUR;  viceversa se  tra le singole disposizioni emerge un rapporto di necessaria derivazione causale interviene il comma 2 del predetto articolo, il quale statuisce che l’imposta deve essere corrisposta solo con riferimento alla disposizione più onerosa.

Una prima importante conseguenza delle considerazioni suesposte è che l’articolo 21 TUR, non si applica agli atti che non hanno contenuto patrimoniale, di conseguenza tali atti vanno assoggettati ad un’unica imposizione fissa (168 euro).

Già con circolare AE n. 44  del  7 ottobre 2011 a seguito delle determinazioni del Tavolo di lavoro Congiunto  istituito con il Consiglio Nazionale del Notariato, era stato chiarito che l’atto che contiene più procure deve scontare  un’unica tassazione di importo fisso, stante la carenza di contenuto patrimoniale  di tale specifico istituto. Ad analoghe considerazioni, l’Agenzia ha risposto per il caso degli atti contenenti più rinunce all’eredità di cui all’art. 519 c.c.

Tali chiarimenti hanno di fatto stabilito il diritto al rimborso in tutti quei casi ove  era stata applicata una tassazione  impropria. A tal proposito si rammenta  la  possibilità di fare istanza di rimborso presso l’ufficio ove l’atto è stato registrato,  entro 48 mesi dalla data del  pagamento.

Il principio poco innanzi espresso, trova applicazione anche con riferimento alle modifiche statutarie contenute nei verbali di assemblea delle società.  In particolare se un verbale contiene diverse modifiche statutarie occorre verificare, in primis, se ciascuna di esse sia dotata di un autonomo contenuto patrimoniale o meno.  Nel primo caso, l’art. 21 TUR trova applicazione e vanno applicate tante imposte fisse quanto le singole modifiche statutarie contenute nel verbale. Viceversa una variazione di sede e/o di denominazione sociale ad esempio, in quanto priva di ogni riferimento al contenuto patrimoniale è da tassare con una singola misura fissa (168 euro) in quanto non vi è espressione alcuna di capacità contributiva.

Infine nel caso del verbale a contenuto ibrido, ovvero con una disposizione a contenuto patrimoniale ed una disposizione priva di tale requisito,  è stato precisato che l’imposta deve essere corrisposta solo con riferimento alla disposizione che esprime una manifestazione di capacità contributiva, ed il suo importo non può essere inferiore alla soglia della misura fissa (168 euro).

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Chiara Porrovecchio

Funzionario presso una Agenzia Fiscale; oggi si occupa di attività di Audit Interno nell’ambito della Direzione Regionale del Piemonte. In precedenza ha svolto attività di consulente telefonico fiscale presso il Call Center di Torino. Abilitata all’esercizio delle professioni contabili e della Revisione legale (non esercente tuttavia in quanto attività non compatibile con quella di pubblico dipendente) è ricercatore in materie economiche tributarie dal 2008, anno in cui ha conseguito il Dottorato presso l’Università degli studi di Palermo. Autrice di numerosi articoli per il sito web www.fiscoetasse.com. Collabora dal 2013 alla Rivista mensile Fiscalità Estera.

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