La spending review non è abbastanza efficace

di Prof. Dott. Francesco Verini CommentaIn Attualità

Per ridurre le tasse bisogna effettuare le spese in base alle entrate.
Nonostante i lodevoli e pratici sforzi per tenere sotto controllo la spesa pubblica e far ripartire l’economia, qualcosa non funziona nel complesso meccanismo attivato.
I dati ci dicono che le entrate tributarie sono in aumento ma anche il debito pubblico aumenta anziché diminuire !
Forse il processo di revisione ha bisogno di essere esteso per essere ancora più efficace e, soprattutto, per consentire la riduzione delle imposte che darebbe l’effetto “riavvio economico” agli investimenti, alla produzione ed ai consumi.
A nostro modesto parere il filo logico dovrebbe essere un’ inversione di tendenza nel prevedere le spese in funzione delle entrate e non, come si è sempre fatto, il contrario.
Il buon padre di famiglia effettua le spese destinando le entrate in funzione dei bisogni ed in ordine di priorità, partendo dalle necessarie fino alle superflue ed eliminando, tra queste ultime, quelle che non possono essere sostenute perché non vi sono sufficienti entrate. I debiti che vengono contratti sono sempre in relazione a spese necessarie.
Come è possibile che il debito pubblico aumenti se aumentano le entrate tributarie ?
Vengono programmate nella gestione corrente le spese in funzione di entrate non certe, nella speranza di recuperare l’evasione d’imposta (ma ciò non accade) e si crea uno sbilancio che dovrà essere sanato con l’aumento della tassazione. Si crea una spirale che si avvita su se stessa. Il debito pubblico aumenta perché lo Stato deve reperire le risorse per coprire le spese.
Deve necessariamente essere interrotta questa programmazione della spesa ancorandola al livello di entrate certe e riducendo la spesa in tutte quelle voci di bilancio che non sono produttive cioè non raggiungono un determinato risultato ma sono solo di “funzionamento”.   “L’ equilibrio corrente” con un avanzo primario  dovrà essere destinato alla riduzione del debito pubblico.
Cercare di raggiungere il risultato solo attraverso la riduzione degli sprechi nell’ erogazione dei servizi essenziali non è sufficiente.
Tagliando fortemente la spesa potrà essere possibile ridurre le imposte e programmare una tassazione che consenta a tutti di pagare, attraverso la tax compliance, e riavviare la crescita economica.
Riproduzione riservata


Autore dell'articolo
identicon

Prof. Dott. Francesco Verini

Twitter

Dottore Commercialista e Revisore Legale dei Conti, Revisore degli Enti Locali in Roma, L’Aquila e Pescara. Ha svolto le funzioni di Giudice Tributario in grado di appello a L’Aquila. Componente dell’Osservatorio Regionale per gli Studi di Settore presso l’Agenzia delle Entrate - Direzione Regionale Abruzzo. Libero Docente di Economia. Docente di Conciliazione Civile e Commerciale, di ADR Network con sede in Roma, accreditato al Ministero della Giustizia. Componente della Commissione Consultiva sul Processo Tributario presso L'Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Roma. Economista. Giornalista Pubblicista.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *