La settimana del fisco dal 6 al 10 giugno 2016

di Dott. Ernesto Zamberlan CommentaIn Parliamo di ..., Settimana del Fisco

Amici e Colleghi, Ben ritrovati! Ecco le principali notizie fiscali di questa settimana riguardano decreto canone RAI scadenza TASI,  agevolazione IMU imbullonati, assegnazione beni ai soci . Vediamo nel dettaglio.

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 129 di sabato 4 giugno il decreto del ministero dello Sviluppo economico n. 94 del 13 maggio 2016 grazie al quale si completa definitivamente l’iter normativo del nuovo canone Rai, iniziato con la legge di Stabilità 2016. Come previsto dal provvedimento, il primo addebito nella bolletta elettrica scatterà con le fatture successive al 1° luglio e riguarderà tutte le rate scadute dell’anno in corso. Dal prossimo anno, invece, il pagamento sarà diluito in dieci rate mensili da 10 euro l’una, da gennaio a ottobre (per un totale di 100 euro).

Nel caso in cui  il canone Rai venga addebitato a famiglie che hanno presentato la dichiarazione di non detenzione o di sussistenza di altra utenza elettrica, è possibile presentare una richiesta di rimborso: le modalità per presentare questa istanza saranno contenute in un provvedimento delle Entrate che verrà emanato entro 60 giorni dalla pubblicazione del decreto del ministero (quindi, entro il 4 agosto).

Il 16 giugno 2016 scade il termine per il versamento della prima rata della TASI 2016 a titolo di acconto. Sono tenuti al versamento proprietari o detentori, a qualsiasi titolo, di immobili (compresa l’abitazione principale e le aree fabbricabili), ad eccezione di:

¨     abitazioni principali (ed equiparate) non “di lusso”, quindi non accatastate nelle categorie A/1, A/8 e A/9;

¨        terreni agricoli;

¨        aree fabbricabili possedute e/o condotte da coltivatori diretti e IAP;

¨        immobili degli enti non commerciali destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali delle attività:

  •  assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive;
  • dirette all’esercizio del culto e alla cura delle anime, alla formazione del clero e dei religiosi, alla catechesi e all’educazione cristiana (ex art. 16 comma 1 lett. a della L. 222/85);

¨     fabbricati categorie da E1 a E9;

¨     fabbricati destinati ad usi culturali di cui all’art. 5-bis, DPR n. 601/1973 nonché quelli destinati esclusivamente all’esercizio del culto, compatibilmente con gli artt. 8 e 19 della Costituzione;

¨     i rifugi alpini non custoditi, i punti d’appoggio e bivacchi.

Escono dal calcolo della rendita catastale ai fini IMU i macchinari, i congegni, le attrezzature ed altri impianti funzionali ad uno specifico processo produttivo, ovvero i cosiddetti “imbullonati”. È questa l’innovazione che la Legge di Stabilità 2016 ha introdotto in tema di determinazione della rendita catastale dei fabbricati di categoria D ed E, ovvero le unità immobiliari urbane a destinazione speciale e particolare. Per poter beneficiare della rendita ridotta per il calcolo dell’Imu già dall’acconto 2016, è possibile presentare una dichiarazione di aggiornamento catastale per escludere eventuali componenti impiantistiche che, secondo i nuovi criteri, non fanno più parte della stima diretta, entro il 15 giugno 2016, in questo modo la nuova rendita catastale avrà valore fiscale fin dal 1° gennaio 2016 per il calcolo dell’imposta municipale propria. Tuttavia nel caso in cui non si facesse in tempo a presentare la dichiarazione catastale per lo sgravio degli imbullonati dalla rendita, sarà comunque possibile presentarla in qualunque momento, perdendo però la retroattività. Per beneficiare dell’agevolazione è necessario quindi presentare in catasto una dichiarazione di variazione (Docfa), redatta con riferimento ad una sola unità, corredata delle planimetrie catastali, con causale di variazione: «Dichiarazione resa ai sensi dell’articolo 1, comma 22, legge 208/2015», utilizzando la nuova versione 4.00.3 della procedura Docfa, realizzata dall’Agenzia delle Entrate per consentire la revisione delle rendite catastali degli immobili a destinazione speciale.

La Corte di Cassazione a Sezione Unite con sentenza n.10394 del 19 maggio 2016 ha chiarito che gli accertamenti basati sul redditometro prima del 2009, sono validi anche senza preventivo contradditorio. Dall’entrata in vigore del  Decreto Legge n.78 del 2010 , infatti, gli accertamenti da redditometro devono essere successivi a una fase di confronto tra l’amministrazione ed il contribuente, a pena di nullità dell’accertamento stesso. Tale disciplina, come evidenziato dalla sentenza della Cassazione, vale solo per i redditometri successivi al 2010.

In particolare, la sentenza 10394/2016 in oggetto precisa che il contradditorio ha effetto: “per gli accertamenti relativi ai redditi per i quali il termine di dichiarazione non e’ ancora scaduto alla data di entrata in vigore del presente decreto,(…) Non resta che evidenziare che i periodi di imposta qui in esame cioè 2006 e 2007 non risultano coinvolti dalla modifica normativa introdotta con la predetta disciplina, apparendo per essi scaduto il termine di dichiarazione, alla data dell’entrata in vigore del Decreto Legge n. 78 del 2010”. Pertanto nel caso in esame, l’accertamento da redditometro riguardava due periodi antecedenti l’entrata in vigore del Decreto Legge 78/2010 e per questo motivo l’assenza di un confronto tra l’Amministrazione e il contribuente nella fase istruttoria non mina la validità dell’accertamento stesso, diventando obbligatorio solo dal 2010.

La Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 26/E del 01 giugno 2016  ha fornito importanti chiarimenti in tema di assegnazione agevolata dei terreni agricoli, distinguendo tra quelli dati in affitto o in comodato e quelli destinati all’attività dell’impresa agricola. Il punto 3 del Capitolo 1 della Circolare 26/E 2016 chiarisce che per le società operanti nel settore agricolo: “qualora il terreno sia utilizzato per effettuare la coltivazione e/o l’allevamento di animali lo stesso non è assegnabile ai soci in regime agevolato, essendo in tal caso impiegato dalla società nell’esercizio dell’impresa.” La Circolare ribadisce più volte come sia agevolabile esclusivamente l’assegnazione di beni diversi da quelli utilizzati dalla società nel regime d’impresa, perciò l’esclusione dei terreni coltivati o destinati all’allevamento  è coerente con questo principio. Sempre nel merito delle società operanti nel settore agricolo,l’Agenzia delle Entrate nella citata Circolare 26/E 2016 specifica che possono essere assegnati in regime agevolato: ” i terreni concessi in locazione o in comodato al momento dell’assegnazione, non essendo in tal caso gli stessi impiegati dalla società nell’esercizio dell’impresa.”  L’assegnazione agevolata consiste nella facoltà della società di assegnare o cedere i beni ai soci assolvendo un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’Irap pari all’8 % (10,5 % per le società considerate non operative o in perdita sistematica in almeno due dei tre periodi di imposta precedenti a quello in corso al momento dell’assegnazione.).

 

Il 16 giugno 2016 potrebbe essere il termine ultimo per chiedere il rimborso dell’imposta Irap pagata per l’anno d’imposta 2011.  La recente sentenza della Cassazione n. 9451 depositata il 10 maggio 2016 ha ampliato la platea dei soggetti, professionisti e piccole imprese, che hanno diritto ad ottenere il rimborso dell’Irap. E’ quindi opportuno fare il punto delle annualità ancora non prescritte e presentare l’istanza di rimborso entro 48 mesi dalla data del pagamento.  Entro il 16 giugno possono essere chieste in rimborso le annualità 2011,2012, 2013,2014.  Per la precisione il versamento può essere stato effettuato anche oltre il 16 giugno, per effetto di proroghe o anche per aver usufruito della possibilità di pagare il mese successivo con la maggiorazione dello 0,40%. Tuttavia è opportuno eseguire un controllo dettagliato delle singole posizioni e bloccare la prescrizione presentando una istanza di rimborso.

L’iter per la richiesta del rimborso è il seguente:

¨        presentazione istanza di rimborso entro 48 mesi dal pagamento all’Agenzia delle entrate territorialmente competente;

¨        dal perfezionarsi del rifiuto (90 giorni dalla presentazione dell’istanza) senza atto espresso di diniego del rimborso si hanno dieci anni per presentare il ricorso;

¨        se  l’Agenzia notifica un atto espresso di diniego al rimborso, il provvedimento va impugnato entro 60 giorni dalla sua notifica.

Ricordiamo che la recente sentenza ha ammesso che anche un dipendente o collaboratore che svolge mansioni di segreteria non fa scattare il presupposto per il pagamento dell’Irap e quindi ha ampliato notevolmente la platea dei soggetti aventi diritto. Nel dubbio comunque si consiglia di presentare sempre l’istanza.

 

Autore dell'articolo
identicon

Dott. Ernesto Zamberlan

Iscritto all'Albo dei Dottori Commercialisti di Padova dal 1994 - Revisore Legale dei Conti. Svolge la propria attività dall'anno di iscrizione all'albo nei confronti di: società di persone e di capitali, artigiani, professionisti e associazioni di categoria. Fondatore del sito www.fiscoetasse.com assieme alla collega Rag. Luigia Lumia per promuovere nella professione i nuovi strumenti informatici di aggiornamento e comunicazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *