La settimana del fisco dal 5 al 9 ottobre 2015

di Dott. Ernesto Zamberlan CommentaIn Parliamo di ..., Settimana del Fisco

Amici e Colleghi,

Ben ritrovati! Vediamo quali sono state le principali novità fiscali dell’ultima settimana.

In base a quanto affermato dal premier Renzi, il taglio dell’Ires per il 2016 dovrebbe riguardare tutti e non ci sarà nessuna misura ad hoc per il Mezzogiorno, come ipotizzato inizialmente. Ora spetterà ai tecnici del Fisco trovare la soluzione ottimale e le risorse per anticipare già dal 2016 una riduzione anche solo parziale dell’Ires. In una prima fase, il taglio dell’Ires dovrebbe riguardare le imprese che effettuano investimenti, con un superammortamento (40% aggiuntivo) dei nuovi beni acquistati nel 2016. In sostanza, l’impresa che acquista un nuovo macchinario per l’intero periodo di ammortamento potrà beneficiare di una “deduzione maggiorata”. La misura si aggiungerebbe alla “Nuova Sabatini” sui finanziamenti per macchinari e beni strumentali.

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha rilanciato il progetto del pagamento del canone Rai attraverso la bolletta elettrica. L’obiettivo del Governo è far pagare un canone (un po’  ridotto) ai proprietari di prime case e alle famiglie in affitto. Resta il  problema delle seconde case, che pagano l’elettricità, ma non il canone.

Nel cantiere della Legge di Stabilità 2016 si fa strada l’ipotesi di introdurre la deducibilità dell’Imu pagata dalle imprese anche dall’Irap. La soluzione allo studio potrebbe anche prevedere un innalzamento dal 20 al 50% della quota di imposta comunale versata sui capannoni deducibile dall’Ires e l’estensione dal 2016 dello sgravio anche all’Irap.

E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 231 del 5 ottobre 2015 il decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze del 21 settembre 2015, attuativo dell’articolo 24, comma 3-bis del Tuir che, come previsto dall’articolo 7 della Legge europea 2013 bis (Legge n. 161/2014), ha introdotto nel nostro ordinamento il regime dei “non residenti Schumacker”. La norma, in vigore dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2014, estende alle persone fisiche residenti in un altro Paese Ue o in uno degli Stati aderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo, il sistema di determinazione dell’imposta stabilito dagli articoli da 1 a 23 del Tuir, incluse quindi eventuali detrazioni e deduzioni. Il presupposto è che essi abbiano prodotto almeno il 75% del loro reddito complessivo nel nostro Paese.

La relazione illustrativa “ufficiale” al decreto legge n.153/2015 di proroga dei termini della voluntary disclosure presenta rilevanti novità rispetto alla bozza circolata il giorno di approvazione (29 settembre) e rivede il calendario degli adempimenti. E’ stata, infatti, inserita una precisazione che afferma che la procedura di collaborazione volontaria può essere integrata una sola volta dai contribuenti (sia in aumento sia in diminuzione) entro 30 giorni dalla data di presentazione e entro lo stesso termine andrà presentata la relazione illustrativa contenente i documenti e le informazioni rilevanti. La previsione è da coordinarsi con quanto indicato, sempre dalla relazione e non dalla legge, per le istanze già presentate al Fisco alla data in vigore del decreto (30 settembre) per le quali è specificato che è possibile produrre i relativi documenti entro il 30 dicembre 2015. E’ da chiarire meglio questo coordinamento, ma esso porta a dedurre che chi intenda presentare una dichiarazione integrativa lo deve fare, se i termini non sono già scaduti, entro 30 giorni dall’istanza originaria anche se questa è stata presentata entro il 30 settembre 2015. Chi, invece, non presenta dichiarazioni integrative può fruire del termine unico del 30 dicembre per l’invio della relazione e della documentazione. L’obiettivo di una tale restrittiva interpretazione della legge potrebbe essere quello di colpire i comportamenti abusivi di coloro che hanno presentato istanze incomplete a ridosso della scadenza, al solo scopo di scongiurare eventuali accertamenti.

Sono stati finalmente pubblicati nella Gazzetta Ufficiale n. 233 del 7 ottobre 2015 (nel Supplemento Ordinario n. 55) i decreti legislativi del 24 settembre 2015 attuativi della Delega fiscale (Legge n. 23/2014) riguardanti: la riforma della disciplina degli interpelli e del contenzioso tributario (D.Lgs. n. 156/2015); la riorganizzazione delle Agenzie del Fisco (D.Lgs. n. 157/2015); la revisione del sistema sanzionatorio (D.Lgs. n. 158/2015); la semplificazione e razionalizzazione della riscossione (D.Lgs. n. 159/2015); la lotta all’evasione ed all’erosione fiscale (D.Lgs. n. 160/2015).

Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 233 del 7 ottobre del D.Lgs. n. 159/2015 sulla semplificazione e razionalizzazione della riscossione, diventa operativa la possibilità di presentare al Fisco un’istanza di dilazione di precedenti rateazioni scadute, entro il termine improrogabile di 30 giorni dall’entrata in vigore della riforma della riscossione, che avverrà il prossimo 22 ottobre. La facoltà di rateizzare nuovamente il carico non pagato è limitata alle decadenze intervenute entro i 24 mesi precedenti il 22 ottobre 2015 (quindici giorni dalla pubblicazione del decreto). Pertanto, scade il 21 novembre 2015 il termine di presentazione della domanda di nuova dilazione di precedenti piani di rateazione da cui il contribuente è decaduto entro il 22 ottobre 2013. Tale nuova dilazione straordinaria non può eccedere i 72 mesi e il contribuente vi decade se non versa due rate, anche non consecutive.

 

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Dott. Ernesto Zamberlan

Iscritto all'Albo dei Dottori Commercialisti di Padova dal 1994 - Revisore Legale dei Conti. Svolge la propria attività dall'anno di iscrizione all'albo nei confronti di: società di persone e di capitali, artigiani, professionisti e associazioni di categoria. Fondatore del sito www.fiscoetasse.com assieme alla collega Rag. Luigia Lumia per promuovere nella professione i nuovi strumenti informatici di aggiornamento e comunicazione.

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