Le novità fiscali della settimana fino al 28 agosto 2015

di Dott. Ernesto Zamberlan 1 CommentoIn Parliamo di ..., Settimana del Fisco

Cari amici, buongiorno e ben ritrovati , ecco le principali novità fiscali  dell’ultimo periodo :

Sulla Gazzetta Ufficiale del 20 agosto 2015, è stata pubblicata la legge di conversione del decreto 83/2015 (Legge 132/2015). Si tratta di un pacchetto di misure urgenti  sul diritto fallimentare, civile e processuale civile, organizzazione e funzionamento dell’amministrazione giudiziaria. I principali capitoli dell’intervento  sul fallimento sono: apertura alla concorrenza nel concordato ; più tutela ai creditori chirografari; voto tardivo per i creditori; credito d’imposta per un massimo di 250 Euro per coloro che si avvarranno della negoziazione assistita.

Inoltre :

·         i beni oggetto di atti di donazione o attribuzione a trust, posti in essere nei due anni anteriori al fallimento, sono inefficaci ex lege e confluiscono nella massa fallimentare mediante semplice trascrizione della sentenza di fallimento.

·         Chi ha concorso al dissesto dell’impresa in qualsiasi tempo, non puo’ mai essere nominato curatore, infatti  l’art. 5 del d.l. 83/2015 convertito in legge n. 132 il 6 agosto 2015 ha  eliminato qualsiasi riferimento temporale al periodo in cui vige l’incompatibilità.

·           Viene istituito un registro nazionale, presso il Ministero della Giustizia, dei curatori fallimentari, dei commissari e liquidatori giudiziali con  memoria delle sorti delle procedure concorsuali.

·         L’imprenditore potrà essere autorizzato a reperire finanziamenti anche prima della presentazione del piano definitivo di concordato preventivo.

La Legge europea 2014, ovvero la Legge n. 115 del 29.07.2015, è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 178 del 3 agosto scorso. La legge prevede anche alcune disposizioni in materia fiscale. Una di queste è quella contenuta nell’art. 12, il quale prevede che le spese di trasporto relative alle importazioni di merci di valore trascurabile non saranno più assoggettate a Iva e a dazi doganali. In particolare, a partire dal 18 agosto 2015, i servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali non imponibili comprenderanno anche i servizi accessori relativi alle piccole spedizioni di carattere non commerciale e alle spedizioni di valore trascurabile

Il nuovo Intra 12 approvato con il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 25 agosto 2015, sarà obbligatorio dal 1 ottobre 2015 per comunicare  al Fisco gli acquisti intracomunitari di beni e servizi effettuati con il meccanismo dell’inversione contabile. Il nuovo modello recepisce le indicazioni fornite nella Finanziaria 2013 (L. 228/2012), secondo cui l’obbligo di presentazione riguarda gli acquisti registrati con riferimento al secondo mese precedente, e non più per gli acquisti registrati nel mese precedente.

Il 18 agosto è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la decisione del Consiglio dell’Unione Europea con cui si autorizza l’Italia ad utilizzare il meccanismo dello split payment (ovvero della scissione tra pagamento dell’imponibile e dell’IVA. Trattandosi di una misura non prevista dalla normativa UE, la sua applicazione era subordinata al rilascio di una specifica autorizzazione. Lo split payment è entrato in vigore dal 1° gennaio 2015 con la legge di stabilità tuttavia, l’autorizzazione è solo temporanea, e vale fino al 31 dicembre 2017. Successivamente, l’Italia ha assicurato che non chiederà il rinnovo dell’autorizzazione in quanto, con la fatturazione elettronica potrebbe venire meno l’esigenza antifrode.

Il 24 agosto 2015, il Cicr (Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio) ha posto in pubblica consultazione una proposta di delibera per risolvere il problema dell’anatocismo bancario. La soluzione proposta dal Cicr cerca di assicurare un equilibrio di interessi tra intermediari e clienti. Da un lato, infatti, prevede che non sarà più possibile capitalizzare gli interessi con cadenza inferiore all’anno, sia per la raccolta, sia per gli impieghi. Dall’altro lato viene introdotto un periodo di inesigibilità minimo di 60 giorni, decorso il quale gli interessi perdono la loro natura e diventano capitale.

La Relazione illustrativa al decreto attuativo sul regime Patent box, in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ha chiarito che ai fini dell’applicazione non rileva il luogo di svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo. Pertanto tali attività possono anche essere svolte all’estero. In caso contrario, tra l’altro, ci sarebbe stato il rischio contravvenire al diritto comunitario in materia di libertà di stabilimento e del diritto alla prestazione dei servizi. Ricordiamo che il regime “Patent box”, introdotto dalla Legge di Stabilità 2015, è un regime opzionale di tassazione agevolata dei redditi  che derivano da alcune tipologie di beni immateriali, connesse alle attività di ricerca e sviluppo come il software protetto da copyright, brevetti industriali, informazioni ed esperienze aziendali, disegni e modelli (giuridicamente tutelabili), e infine i marchi d’impresa.

La Corte di Cassazione con la sentenza 16109/2015  afferma il principio della neutralità dell’Iva in maniera chiara. L’autofatturazione con il sistema del reverse charge o il pagamento dell’Iva all’importazione sono due sistemi alternativi di riscuotere la medesima imposta, e quindi non possono coesistere. Sembra un principio scontato ma invece fino ad ora l’amministrazione e la cassazione hanno  sostenuto che Iva in dogana e Iva all’importazione erano tributi distinti, con due sistemi di accertamento e di riscossione e quindi potevano coesistere (si vedano le sentenze 12581/2010, 1262/2010, 12580/2010).

E’ caso molto frequente che il dominus di uno studio sostenga tutti i costi per favorire i propri collaboratori o tirocinanti. Ebbene la Corte di Cassazione con sentenza del 29 luglio 2015, n. 16035, dà ragione all’Agenzia delle Entrate sostenendo che anche se il dominus sceglie di sostenere tutti i costi per favorire collaboratori e tirocinanti, si tratta di una liberalità indiretta non deducibile dal reddito. Ai fini della deducibilità è quindi necessario che il titolare dello studio riaddebiti le spese ai collaboratori e tirocinanti in proporzione all’utilizzo di ciascuno, in mancanza di tale ripartizione non potrà portare in deduzione i costi dal suo reddito. Con questa sentenza la Corte di Cassazione ha in pratica condiviso la posizione espressa dall’Amministrazione finanziaria con le circolari 58/2001 e 38/2010.

 

 

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Dott. Ernesto Zamberlan

Iscritto all'Albo dei Dottori Commercialisti di Padova dal 1994 - Revisore Legale dei Conti. Svolge la propria attività dall'anno di iscrizione all'albo nei confronti di: società di persone e di capitali, artigiani, professionisti e associazioni di categoria. Fondatore del sito www.fiscoetasse.com assieme alla collega Rag. Luigia Lumia per promuovere nella professione i nuovi strumenti informatici di aggiornamento e comunicazione.

Comments 1

  1. Il chiarimento riguardante l’obbligo del codice fiscale anche per i cosiddetti condomini minimi è stato oggetto, a metà giugno 2014, di uno specifico aggiornamento della guida edita dall’A.E. riguardante le ristrutturazioni edilizie.
    Con la Risol. 74/E del 27/8/15 si da modo di sanare l’eventuale omissione del C.F. per i lavori fatti nel 2014. Nulla si dice, invece, per quanti hanno effettuato lavori condominiali in anni antecedenti all’aggiornamento della guida. ( 2009 – 2013 ).
    Sarebbe opportuno ed auspicabile un chiarimento al riguardo.

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