La nuova SRL semplificata ad un euro tra euforia e perplessità

di Giovanni Emmi 10 CommentiIn Attualità, Manovre Fiscali, Nuove srl, Parliamo di ...

Alla fine, dopo tanti proclami e dopo innumerevoli rinvii, è arrivato il nuovo modello societario tanto atteso e tanto “strombazzato” dai media e dalle autorità: la SRL semplificata (e il suo acronimo SRLS, anch’esso modificato nelle mille e più variazioni che ha subito la riforma dell’art.2463 del C.C.) è adesso realtà. O quanto meno prova ad essere realtà, perchè molti aspetti rimangono comunque oscuri, a cominciare dall’operato dei notai: quanto resisteranno senza pretendere alcunchè dalla miriade di giovani (e vorrei aggiungere di “anziani mascherati”) che si avvicineranno al mondo del lavoro?

Il consiglio del notariato ha voluto sottolineare l’opera di aiuto al paese che sta svolgendo in un particolare momento storico ed economico (ed in effetti si tratta di un sacrificio che la categoria sta portando avanti con spirito di dedizione, ma per quanto?), ma presumo che il tempo dedicato dai notai alle pratiche relative alle SRL a 1 euro (uno dei tanti nomignoli affibbiati al modello societario) sarà molto basso, e i tempi di attesa possibilmente elevati, con una prelazione riservata alle attività redditizie.

Un sacrificio richiesto ai notai: ma dove è il sacrificio richiesto allo Stato ed alle Camere di Commercio?

Se vediamo infatti che fra i costi iniziali spiccano:

  • 168 euro per imposta di registro;
  • 200 euro (variabile per provincia) per diritto camerale anticipato;
  • 309,87 euro per tassa cc.gg.vidimazione libri sociali (una delle cose che mi lascia più perplesso, perchè non eliminarla?);
la dicitura “1 euro” può essere facilmente scambiata per un specchietto per le allodole.

Quindi, oltre al risparmio immediato di capitale sociale, che potrebbe comunque rilevarsi un boomerang (non sto qui a dilungarmi sugli aspetti relativi ai rapporti della SRLS con il credito bancario e dei fornitori), nella pratica il risparmio immediato si traduce negli onorari notarili (variabili, sui 1000/1500 euro) e nei bolli camerali (sui 100 euro circa).

E la tenuta contabilità ed i costi per il commercialista? Identici a quelli di una SRL “classica”, visto che la gestione contabile è ordinaria, e quindi di gran lunga più elevati rispetto ad una ditta individuale (inutile fare una stima dei costi perchè variabili, sicuramente più elevati in città e al nord rispetto al sud e nelle piccole città).

Solo contro e nessun pro quindi?

No di certo, è indubbio che tale modello societario è un notevole passo in avanti e permetterà l’avvio di numerose imprese in proprio da parte della popolazione under 35, visto che in ogni caso vi sono dei discreti vantaggi. Il consiglio che mi sento di dare è però quello di non pensare a “1 euro” e di iniziare le proprie attività (soprattutto per i soggetti non avvezzi) con formule più semplificate e meno onerose nella gestione e nei costi come le ditte individuali.

 


Autore dell'articolo
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Giovanni Emmi

Dottore commercialista e revisore legale dei conti, è titolare dal 1999 di studio professionale in provincia di Catania, e si occupa di consulenza fiscale, tributaria, societaria e del lavoro. Nel corso degli anni ha maturato particolare esperienza in ambito start-up aziendale (pratiche telematiche, finanziamenti agevolati, business plan e studi di fattibilità), anche con riferimento alle attività che maggiormente si stanno sviluppando negli ultimi anni in ambito web: e-commerce, webmaster, affiliazioni web e servizi web in generale. E' fondatore del portale partitaivaonline.com, attraverso il quale offre in tutta Italia servizi di consulenza per start-up e, in generale, sugli aspetti burocratici e fiscali di impresa. Ha inoltre alle spalle pubblicazioni su siti internet specializzati nel settore fisco e impresa, ed è moderatore attivo in sezioni fiscali/tributarie di forum.

Comments 10

  1. Indubbiamente in questo articolo il sapore raffinato si sente (e si legge). Finalmente una persona che sa di quello che parla.

    Inutile dire che concordo su tutto, forse l’unica frase che mi lascia un filo perplesso è “si tratta di un sacrificio che la categoria sta portando avanti con spirito di dedizione”: suvvia, i notai di certo non soffriranno la fame per un pratica gratuita così veloce e semplice!

    1. identicon Post
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      Salve, onestamente da professionista ritengo che offrire servizi gratuitamente per “il bene della patria” sia in ogni caso un sacrificio (poi diciamo che il passaggio è un pò “romanzato”, ma credo che scrivere in maniera piatta e solo informativa lasci poco spazio al lettore e sia un pò ripetitivo). Poi possiamo disquisire per ore sul tempo effettivamente perso per tali pratiche da parte dei notai, ma tale materia non mi compete.
      Quello che auspico è la serietà da parte della categoria dei notai (come legge sotto, e come ho già avuto modo di vedere, in effetti molti liquidano le pratiche in maniera veloce), anche perchè ho ricevuto richieste di informazioni sulla SRL semplificata nelle quali mi si chiedeva a riguardo dei costi per l’apertura della partita iva e della posta certificata (un notaio aveva chiesto 100 euro per l’apertura della partita iva e 100 euro per la posta certificata, il che mi sembra una follia). Saluti

      1. Beh il ns. commercialista ha chiesto 50,00 euro per la PEC, però le società sono due quindi 100,00 euro in totale.

        Comunque al di là dell’onorario del notaio che può anche non esserci oppure essere a prezzo fisso (per es. 50,00 euro), sarebbe doveroso cancellare tutti quei balzelli tipo imposta di registro, diritto CCIAA, tassa vidimazione registri, ecc.
        Di fatto la società necessita di poco meno di 1.000,00 euro per essere avviata, mi è sembrato uno spot pubblicitario la storia “s.r.l. ad 1 euro”.

        1. SI tutto sommato è uno spot “Una srl al prezzo di un caffe!”…. solo che un caffe’ non basta neanche per arrivare a mezzogiorno e un euro ancora meno…

  2. identicon Post
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    Io definisco 1 euro “uno specchietto per le allodole”, e sono d’accordo, si poteva fare una pubblicità migliore e non ingannevole, anche perchè la maggior parte delle persone ritiene che il costo sia 1 euro, poi quando si inizia a sciorinare il costo effettivo si lamenta…

  3. Ma poi non ho capito perchè è stata creata la s.r.l.s. per poi creare la s.r.l.c.r.: di fatto le società sono identiche, cambiano solo i costi iniziali (oneri notarili) e la compagine sociale ed amministrativa (persone fisiche nella s.r.l.s.).
    Bastava creare la s.r.l.c.r. con l’esenzione dagli oneri notarili per i soci under 35. Troppo semplice per un paese dalla burocrazia difficile.

  4. @francesco: certamente si tratta solo dei soci.

    @guazza: in realta le srlrc non sono nate da una legge vera e propria ma solo in sede di trasformazione del DL… all’ultimo istante per intenderci senza troppe riflessioni…
    tieni conto però che ci sono enormi differenze tra srlrc e srls.

  5. correzione : @francesco: solo dei soci e aggiungo al momento della costituzione!
    perchè non si sa bene cosa succeda quando il socio compie 36 anni o semplicemnte mortis causa la quota viene ereditata magari dal padre di 60 anni, 70 80 anni…

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