La deducibilita’ dei costi telefonici e dei servizi internet: facciamo il punto

di Chiara Porrovecchio 1 CommentoIn Deducibilità dei costi

Un riepilogo delle regole per la deducibilità dei costi relativi alle spese di acquisto e impiego degli apparecchi telefonici ed i componenti accessori necessari per la connessione ed il funzionamento del servizio telefonico e/o internet quali, ad esempio, le spese per l’acquisto del modem, del router ovvero dello specifico software.

I costi sostenuti per l’acquisto, l’impiego e la manutenzione degli apparecchi terminali per la comunicazione elettronica, utilizzati nell’esercizio di imprese arti e professioni, sono soggetti a deducibilità parziale. Le regole sono state introdotte a partire dall’anno di imposta 2007, per mezzo della Legge Finanziaria. I medesimi effetti, e i limiti cui si dira’, sono estesi anche ai titolari di reddito derivante dall’esercizio di attività artistiche o professionali, per conseguenza della modifica dell’art. 54, c. 3-bis del TUIR.

In base all’attuale formulazione dell’art.102, comma 9, del D.P.R. 917/1986: “le quote di ammortamento, i canoni di locazione anche finanziaria o di noleggio e le spese di impiego e manutenzione relative ad apparecchiature terminali per servizi di comunicazione elettronica ad uso pubblico di cui alla lettera gg) del comma 1 dell’articolo 1 del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, sono deducibili nella misura dell’ottanta per cento”

 Tipologie di servizi

La summenzionata disposizione normativa, qualifica quali servizi di comunicazione elettronica, quelli “forniti di norma a pagamento, consistenti esclusivamente o prevalentemente nella trasmissione di segnali su reti di comunicazione elettronica, compresi i servizi di telecomunicazioni e i servizi di trasmissione nelle reti utilizzate per la diffusione circolare radiotelevisiva “.

Si tratta, pertanto, di servizi di comunicazione trasmessi attraverso qualsiasi modalità tecnologica; infatti, l’articolo 1, comma 1, lettere bb) e dd) del citato decreto legislativo 259 del 2003 prevede che i “segnali” dei suddetti servizi possono essere trasferiti “via cavo, via radio, per mezzo di fibre ottiche o con altri mezzi elettromagnetici, comprese le reti satellitari, le reti terrestri mobili e fisse, a commutazione di circuito e commutazione di pacchetto, compreso Internet.”

 Tipologie di costi oggetto della deduzione

Nella Risoluzione del 17 maggio 2007 n. 104/E, l’Agenzia delle Entrate ha evidenziato che le spese di acquisto e impiego degli apparecchi telefonici ed i componenti accessori necessari per la connessione ed il funzionamento del servizio telefonico e/o internet quali, ad esempio, le spese per l’acquisto del modem, del router ovvero dello specifico software sono da considerarsi deducibili nel limite dell’80%, ed ha escluso invece i costi relativi al personal computer, i quali sono dedotti secondo i criteri generali che sovrintendono alla formazione del reddito d’impresa o professionale.

 Promiscuità potenziale dell’uso

Il legislatore ha inteso limitare, “ab origine” e con forza di presunzione assoluta,(1) la rilevanza fiscale dei costi sostenuti per l’acquisto e la gestione di tali cespiti, che “per le loro peculiari caratteristiche tecniche, oltre ad essere destinati all’esercizio di attività produttive di reddito, si prestano potenzialmente a soddisfare anche esigenze e necessità personali degli utilizzatori”.

Conseguenza naturale di tale scelta operativa, è che in presenza di costi suscettibili di utilizzazione promiscua si applicano le limitazioni imposte dal legislatore senza possibilità di effettuare alcuna valutazione in ordine alla circostanza della loro effettiva destinazione a finalità strettamente connesse all’esercizio dell’attività di impresa.

 Eccezione dell’utilizzo esclusivo per finalità imprenditoriali

L’Agenzia delle Entrate nella Risoluzione del 24 luglio 2008, n. 320/E, affrontando il caso in cui il sostenimento di costi è effettuato per consentire la trasmissione di flussi dati esclusivamente tra banche e software house per la gestione della loro attività di impresa, ha ritenuto ammissibile la deduzione in misura piena dal reddito imponibile, considerando che nel caso di specie siffatte apparecchiature non rientrassero nel campo oggettivo di applicazione della previsione di carattere limitativo di cui all’art. 102, comma 9, del TUIR, in quanto relativamente alle stesse, non poteva tecnicamente sussistere la possibilità di utilizzo o impiego differente da quello per finalità di carattere imprenditoriale.

Si è ritenuto infatti, che solo la prova dell’assoluta impossibilità di un utilizzo diverso da quello relativo all’ attività aziendale caratteristica, possa vincere la presunzione antielusiva posta dalla norma e di conseguenza determinare la piena deducibilità richiesta.

(1) Così come si evince dalla relazione illustrativa di accompagnamento al decreto legge 13 maggio 1991, n. 151 che ha introdotto nell’articolo 67 del TUIR (attuale art. 102).

 

 

 

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Chiara Porrovecchio

Funzionario presso una Agenzia Fiscale; oggi si occupa di attività di Audit Interno nell’ambito della Direzione Regionale del Piemonte. In precedenza ha svolto attività di consulente telefonico fiscale presso il Call Center di Torino. Abilitata all’esercizio delle professioni contabili e della Revisione legale (non esercente tuttavia in quanto attività non compatibile con quella di pubblico dipendente) è ricercatore in materie economiche tributarie dal 2008, anno in cui ha conseguito il Dottorato presso l’Università degli studi di Palermo. Autrice di numerosi articoli per il sito web www.fiscoetasse.com. Collabora dal 2013 alla Rivista mensile Fiscalità Estera.

Comments 1

  1. la nostra azienda ha due call center con numero verde per il servizio agli utenti … vorrei sapere se il costo del numero verde del nostro call center è completamente deducibile.

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