La cartella pervenuta senza relata di notifica costituisce un vizio di nullità sanabile

di Francesca Romana Bottari CommentaIn Accertamento, Commenti Giurisprudenza e Prassi

L’avviso di accertamento tributario pervenuto al contribuente senza che la relata sia stata compilata o senza data, non causa la inesistenza della notifica, ma la nullità. La Sentenza di Cassazione del 15 marzo 2013 n. 6613 ritiene quindi che la consegna della notifica senza relata compilata, è nulla e sanabile con la proposizione del ricorso da parte del destinatario dell’atto, cui consegue la sanatoria della notifica nulla in applicazione del fondamentale principio del raggiungimento dello scopo (articolo 156 cpc), secondo quanto predisposto dai principi processuali e civilistici.
L’inesistenza della cartella si ha quando non avviene la notifica, stabiliscono i Giudici. Cioè quando la cartella non perviene affatto al contribuente e dunque non vi sono le modalità che consentono il collegamento con il destinatario.

La notifica ha raggiunto lo scopo a cui era destinata che è la consegna al destinatario, pur se con omessa relata. Si applica al procedimento tributario la regola della strumentalità delle forme osservata nel procedimento civile, secondo cui le forme sono predisposte dal legislatore al fine di garantire l’effettività della tutela giurisdizionale.
Con questa decisione, la Cassazione applica il principio generale della natura sostanziale e non processuale dell’avviso di accertamento tributario, che “ non osta all’applicazione di istituti appartenenti al diritto processuale,, soprattutto quando vi sia un espresso richiamo di questi nella disciplina tributaria” (Cassazione, n. 2272/2011, Sezioni Unite, n. 19854/2004)”.

Nel 2011, l’ordinanza della Cassazione n. 10637l del 13 Maggio si era pronunciata già seguendo analogo principio. Il caso riguardava la notifica di un atto di appello effettuata presso l’indirizzo del domiciliatario a persona qualificata erroneamente nella relata di notificazione quale fosse l’effettivo domiciliatario.
La pronuncia espressa affermava che la notifica dell’atto di appello, non è inesistente ma deve ritenersi affetta da un vizio di “nullità sanabile”. Pertanto, l’appello non poteva essere dichiarato inammissibile, ma doveva esserne disposta la rinnovazione.

Analogamente casi di nullità sanabile si ravvisano quando l’atto di appello sia stato notificato alla parte personalmente anziché al suo procuratore nel domicilio dichiarato o eletto (Cassazione, sentenza 17567/2009) oppure nell’ipotesi in cui la notifica dell’appello sia stata effettuata presso il recapito del domiciliatario attestato dal locale ordine professionale, anche se, successivamente, venga accertato che tale indirizzo non sia corretto (Cassazione, sentenza n. 837/2010).

Si ricorda, infine, in linea generale, che, in presenza di un vizio comportante nullità sanabile, nel caso in cui la parte intimata si sia costituita in giudizio, la nullità deve ritenersi sanata ex tunc, secondo il generale principio di sanabilità per raggiungimento dello scopo, previsto dall’articolo 156, comma 2, cpc (Cassazione 17567/2009).
Ovviamente l’atto di notifica operata in modo non rituale va conservato. E’ un atto viziato e deve essere dimostrabile la sua imperfezione e quali siano gli effetti che è comunque idoneo a raggiungere.

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Francesca Romana Bottari

Docente Universitario in Tributario a Londra. Dottore Commercialista e Certified Accountant. Ha formato la sua esperienza professionale svolgendo attività di consulenza aziendale all'estero ed in Italia Autore di numerose pubblicazioni tecniche, e ricerche E' 1,000 Curricula Eccellenti Fondazione Bellisario

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