brexit e business corporation

La Brexit e i possibili impatti per il business delle grandi corporation

di Stefano Grigoletti CommentaIn Brexit, Fiscalità Estera, Fiscalità Estera

Ad oggi, molte grandi multinazionali hanno preferito stabilizzare il proprio headquarter europeo in Gran Bretagna, in particolare a Londra.
Il contesto sociale, linguistico e fiscale rendeva la scelta strategica per poter operare il proprio business in tutta Europa.

Con la Brexit, da un lato, nel breve si aprirà un periodo di incertezza che potrebbe portare una riduzione delle attività e dei profitti, così come mettere in pausa gli investimenti stranieri in attesa di maggior chiarezza. Dall’altro lato, nel medio e lungo periodo, le stesse grandi corporation dovranno guardare al nuovo contesto amministrativo, fiscale, commerciale e salvaguardare, come molte hanno già dichiarato, gli interessi dei clienti, degli azionisti, degli altri stakeholder, con possibili effetti su riallocamento fisico e riorganizzazioni strutturali.

L’articolo è tratto dalla Rivista mensile di Fiscalità Estera n. 7-8/2016 dove è possibile leggere l’articolo completo.

 

Le prime dichiarazioni delle grandi corporation su Brexit

Le grandi multinazionali e corporation che operano a livello globale e in Europa, anche grazie ad una presenza fisica in Gran Bretagna, non hanno ritardato nel dare comunicati ufficiali sull’esito del voto per la Brexit. Da questi comunicati, raccolti con un estratto su Fortune.com “Here’s What Fortune 500 Companies Are Saying About Brexit”, emerge un seppur preliminare quadro di come l’economia internazionale e i suoi settori più rilevanti potrebbero reagire, nel mediolungo periodo, al “leave” della Gran Bretagna dall’Unione Europea.

I servizi finanziari, con particolare riferimento ai grandi network di pagamento, parrebbero non essere influenzati direttamente, almeno a breve termine, dagli effetti della Brexit.

Da American Express viene dichiarato che non ci si aspetta un immediato impatto del voto britannico sul proprio business. Così come Mastercard, che evidenzia come non ci sono impatti operativi sul proprio network di pagamenti in UK e nel mondo. Quindi, Business As Usual.

Da parte delle grandi banche d’investimento, le considerazioni sono cautelative. J.P. Morgan che conta 16.000 impiegati nel Regno Unito manterrà una larga presenza a Londra, Bournemouth e Scozia per servire i clienti locali. Tuttavia nei mesi a venire potranno essere necessari aggiustamenti strutturali al dipartimento Legale in Europa così come il ricollocamento di alcuni ruoli.

Ci si prepara al nuovo contesto, sempre nell’ottica di preservare il business a livello globale.

Per Morgan Stanley, il voto è significante e avrà un impatto considerevole, che potrebbe non essere chiaro per un pò di tempo. Nel mentre, saranno implementati i cambiamenti richiesti per adeguare il business al nuovo contesto, dando priorità agli interessi dei clienti, degli azionisti e dei dipendenti.

Per il comparto industriale, General Electric, che conta 22.000 impiegati nel Regno Unito e complessivamente 100.000 in Europa, rimane focalizzata sul Mercato Europeo e Britannico e ne rileva le potenzialità di sviluppo.

Nel manifatturiero, Caterpillar, per cui la Gran Bretagna riveste un ruolo importante lungo la filiera globale, manifesta la necessità da parte del governo Britannico e dei partner Europei di negoziare nuovi accordi.

Rimane l’intenzione di mantenere una presenza competitiva in Gran Bretagna e si guarderà diligentemente a come mitigare l’impatto della Brexit.

L’articolo, a cura del dott. Stefano Grigoletti, è tratto dalla Rivista mensile di Fiscalità Estera n. 7-8/2016, dove è possibile leggere l’articolo completo. La Rivista è disponibile anche in ABBONAMENTO in offerta speciale!

Autore dell'articolo
identicon

Stefano Grigoletti

Google+

Stefano Grigoletti, laureato in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi di Verona, è consulente e formatore in Marketing e dal 2009 professore a contratto per l’insegnamento di Economia e Gestione delle Imprese alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Padova. Collabora con aziende di diversi settori ed in particolare dei servizi di Information Technology Business to Business.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *