Il nuovo contratto di lavoro part-time modificato con il Jobs act

Jobs act: il nuovo contratto di lavoro part-time

di Francesca Romana Bottari 1 CommentoIn Lavoro, Le novità del Lavoro

E’ definito lavoro parziale (contratto di lavoro part-time) il lavoro dipendente inferiore a 40 ore settimanali o del minor orario fissato dai contratti collettivi di riferimento, stipulato per iscritto, con indicazione della durata complessiva e della collocazione temporale dell’orario stabilito facendo riferimento a giorno, settimana, mese e anno.

E’ possibile trasformare il lavoro a tempo pieno in lavoro a tempo parziale.
Deve risultare da atto scritto controfirmato da datore di lavoro e lavoratore, contenente: dati del dipendente e dell’impresa, data di assunzione, tipologia di contratto, qualifica e mansione, trattamento economico, durata e articolazione dell’orario di lavoro. La comunicazione va inviata entro 5 giorni ai servizi competenti. L’eventuale rifiuto del lavoratore alla trasformazione non costituisce giustificato motivo di licenziamento.

Il lavoratore part-time ha diritto alla stessa retribuzione oraria del tempo pieno e allo stesso trattamento normativo: ferie annuali, congedo di maternità e parentale, trattamento di malattia e infortunio (in caso di part-time verticale l’indennità spetta solo per i giorni per i quali contrattualmente è prevista prestazione lavorativa).

La retribuzione è proporzionale alle ore svolte. Come pure l’assegno del nucleo familiare fa riferimento alle ore lavorate nella settimana: se pari o superiori a 24 si ha diritto a quello pieno, se inferiori sono previsti tanti assegni giornalieri quante sono le giornate effettivamente lavorate.

Il lavoratore part time adibito alla stessa mansione o equivalente, ha diritto di precedenza nel caso di assunzione di personale a tempo pieno. Il datore di lavoro è tenuto a riconoscere un diritto di precedenza e inoltre, è tenuto a darne comunicazione al personale a tempo pieno e a prendere in considerazione eventuali domande di trasformazione in part-time. In caso di violazione del diritto di precedenza, il lavoratore ha diritto al risarcimento del danno in misura corrispondente alla differenza tra l’importo della retribuzione percepita nel part-time e quella che gli sarebbe stata corrisposta a seguito del passaggio al tempo pieno nei sei mesi successivi.

Le ore di lavoro eseguite oltre l’orario concordato nel contratto individuale ma entro il limite del tempo pieno sono lavoro supplementare.
La contrattazione collettiva deve indicare il numero massimo di ore effettuabili, causali e conseguenze del superamento dei limiti. La contrattazione collettiva può anche prevedere clausole che consentono al datore di lavoro di variare la collocazione delle prestazioni lavorative (clausole flessibili) e aumentare la quantità delle prestazioni (clausole elastiche), con indicazione dei limiti massimi di variabilità.

In ogni caso il datore di lavoro potrà modificare la collocazione temporale o aumentare la prestazione lavorativa con preavviso al dipendente di almeno cinque giorni lavorativi. La condizione per l’apposizione nel contratto di lavoro o nell’atto pattizio delle clausole elastiche o flessibili è anche il consenso del lavoratore in forma scritta, da manifestarsi in sede di stipula del contratto o successivamente in caso di mutate esigenze organizzative aziendali.

A differenza del lavoro supplementare, il lavoro straordinario è la prestazione che va oltre l’orario di una giornata lavorativa nel part-time di tipo verticale o misto. E’ consentito solo quando sia stato raggiunto il tempo pieno settimanale.

Ricordo che il part-time si definisce verticale quando l’attività viene svolta solo in determinati giorni della settimana, in determinate settimane del mese o in prefissati periodi dell’anno. Si definisce misto quando combina la tipologia verticale con quella orizzontale che è quella che si verifica quando il lavoratore presta attività tutti i giorni per un numero di ore inferiore allo standard.

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Autore dell'articolo
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Francesca Romana Bottari

Docente Universitario in Tributario a Londra. Dottore Commercialista e Certified Accountant. Ha formato la sua esperienza professionale svolgendo attività di consulenza aziendale all'estero ed in Italia Autore di numerose pubblicazioni tecniche, e ricerche E' 1,000 Curricula Eccellenti Fondazione Bellisario

Comments 1

  1. Domanda: un lavoratore part time a 20 ore settimanali, viene invitato a prorogare l’orario – con lavoro supplementare – fino alle 40 ore settimanali; non si rifiuta ma per almeno 2 mesi lavora in lavoro straordinario come un full time; mentre è in questa situazione l’azienda assume altri lavoratori ma a tempo determinato. E’ corretta questa procedura?

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