Fisco cinese e IIT: come vengono tassati lavoratori stranieri, espatriati e locali

di Lorenzo Riccardi CommentaIn Fiscalità Estera, Lavoratori all'estero

Secondo le Individual Income Tax Implementing Rules (IIT), in Cina a diversi individui è riservato un diverso trattamento fiscale.

Le categorie per l’applicazione della Individual Income Tax sono individuate seguendo i criteri del domicilio e della durata della permanenza sul territorio cinese e sono tre:
– soggetti residenti fiscalmente in Cina,
– soggetti non residenti
– e soggetti “espatriati”

La prima include quegli individui che hanno in Cina una residenza registrata a proprio nome, il centro dei legami familiari o dei propri interessi economici; questi sono soggetti ad IIT sulla totalità dei redditi globali, ossia su tutti i redditi ovunque prodotti e ovunque percepiti.

I soggetti non residenti in Cina sono quegli individui indicati dal legislatore con il nome di temporary visitors, i quali non hanno domicilio in Cina ne’ trascorrono un lasso di tempo superiore a 90 giorni o 183 giorni nel Paese, nell’eventualità che il soggetto provenga da uno Stato con cui la Cina ha stipulato un trattato contro la doppia imposizione fiscale, come ad esempio l’Italia.

La circolare Guoshuifa n. 97 del 2004 art. 1 ha stabilito che sia il giorno d’ingresso in Cina che il giorno di partenza dalla Cina sono considerati come giorni di presenza nel territorio della RPC, ai fini del computo totale della durata della permanenza.

I temporary visitors sono soggetti alla IIT solo sui redditi percepiti da un’impresa domestica o da un datore di lavoro o da un ufficio di rappresentanza sito in Cina, mentre non sono soggetti ad IIT i compensi eventualmente erogati da una società non cinese con sede al di fuori del territorio della Repubblica Popolare. Tuttavia, questo trattamento di favore non e’ applicato indistintamente su tutto il territorio nazionale. Alcune autorità tributarie locali, infatti, considerano soggetti ad IIT anche quegli individui che, pur non eccedendo i 90 giorni o i 183 giorni di permanenza all’interno della Repubblica Popolare, lavorino presso la sede della succursale cinese di una società straniera

La categoria di “espatriati” si caratterizza per aver trascorso un intero anno fiscale in Cina.
Le assenze dal territorio cinese inferiori a 30 giorni continuativi o inferiori a 90 giorni cumulativi durante un singolo periodo d’imposta, non sono dedotte dal totale dei giorni trascorsi in Cina. Il reddito imponibile di questa categoria di individui, previa approvazione delle autorità tributarie competenti, e’ limitato alla porzione di reddito prodotta all’interno della RPC, a meno che il reddito percepito all’estero non sia percepito da individui o società cinesi. Al compimento del quinto anno consecutivo di permanenza in Cina, il beneficio fiscale verrebbe meno e il reddito globale sarà assoggettato ad IIT.

Gli individui che trascorrono in Cina un lasso di tempo superiore a 90 giorni o 183 giorni (se presente un accordo contro la doppia imposizione tra la Cina e il paese di provenienza del soggetto), ma inferiore ad un anno.
Essi sono tenuti a versare le imposte sui redditi prodotti nel territorio della Repubblica popolare cinese, a prescindere dal luogo effettivo di percezione del reddito, ad esempio in Italia. Questo perché sono considerati redditi prodotti in Cina e quindi dovuti all’erario cinese, quelli derivanti da fornitura di servizi svoltasi nel territorio della RPC per conto di una società straniera priva di stabile organizzazione, indipendentemente che il pagamento del compenso avvenga in una nazione diversa dalla Cina. Ad esempio, se un soggetto italiano svolge servizi di consulenza aziendale per società italiane site in Cina, sarà soggetto ad IIT nel caso in cui la sua permanenza nel territorio della RPC superi i 183 giorni, a prescindere che il compenso venga percepito in Italia.

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Lorenzo Riccardi

Dottore commercialista specializzato in fiscalità internazionale. E’ Professore Associato presso Xian Jiao Tong-Liverpool University dove insegna taxation e advanced taxation ed è autore di articoli e saggi su tematiche di vario genere relative agli investimenti stranieri in Asia Orientale. Vive e lavora a Shanghai, dove si occupa di diritto commerciale e tributario, seguendo gli investimenti stranieri in Cina e Sud Est Asiatico. Ricopre il ruolo di sindaco e consigliere per diversi gruppi societari ed è socio dello Studio di consulenza RSA, specializzato in Asia e paesi emergenti. Ha pubblicato “Guida alla fiscalità di Cina, India e Vietnam” edito da IlSole24Ore ed è membro dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano, del Registro dei Revisori dei Conti in Italia, dell’accountants association del Vietnam e dell’Hong Hong Institute of CPAs in Hong Kong. Tiene seminari e convegni su economia e diritto tributario in Oriente ed è responsabile della sezione “Asia” della banca dati online “Fisco e Tasse” (Maggioli Editore).

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