Indagini bancarie nei confronti del contribuente “generico”: il Kit di difesa n. 1 (seguirà Kit n. 2 dedicato a lavoratori autonomi / imprenditori)

di Dott. Piero Bertolaso 2 CommentiIn Accertamento, Commenti Giurisprudenza e Prassi, Parliamo di ...

Abbiamo individuato in un recente contributo le metodologie accertative adottate dall’Amministrazione finanziaria per individuare “reddito non dichiarato”.

L’indagine finanziaria, attraverso la disamina dei conti bancari, consente all’Erario di monitorare  eventuali discrasie tra manifestazione finanziaria e capacità reddituale.

La norma di riferimento è l’art 32 del Dpr 600/1973. In base a tale disposto  bisogna distinguere i contribuenti generici da chi svolge attività d’impresa ovvero esercita un’arte o una professione, soggetti quest’ultimi tenuti a tenere le scritture contabili.

Per il contribuente in senso lato (es. dipendente) rilevano esclusivamente, ai fini delle potenziali rettifiche fiscali, i soli versamenti non giustificati, mentre per lavoratori autonomi e imprenditori, operano anche i prelevamenti qualora non venga individuato il relativo beneficiario e sempreché non risultino dalle scritture contabili.

Il contribuente generico che riceve un questionario deve pertanto:

a) attivarsi anche nei confronti dell’istituto di credito per recuperare i giustificativi documentali di tutte le movimentazione richieste (generalmente per quest’ultime servono circa trenta giorni);

b) se nell’indagine vengono appresi conti del coniuge o di altri parenti (conti non cointestati e senza specimen di firma dell’”contribuente monitorato”)  valutare la legittimità dell’operato dell’Ufficio finanziario, in quanto vi sono delle sentenze garantiste nei confronti del contribuente che fanno ricadere sull’amministrazione finanziaria l’onere di dimostrare che effettivamente il contribuente ne abbia la disponibilità; c) evidenziare la presenza di movimenti non richiesti dalle circolari (esempio accredito pensione). Sui movimenti individuati vige l’inversione dell’onere della prova, nel senso che è il contribuente che ha l’onere di dimostrare documentalmente e analiticamente la linearità della propria condotta fiscale, rispetto alla capacità finanziaria evidenziata, per cui massima collaborazione e impegno anche perché quanto non prodotto nella fase istruttoria non potrà esser utilizzato in sede processuale (a meno che non dipenda da causa non imputabile al contribuente stesso).

Se pertanto il contribuente non prova che il mancato adempimento alle richieste dell’ufficio è dovuto esclusivamente a causa a lui non imputabile, o comunque non è dovuto a sua negligenza, i documenti tardivamente prodotti non potranno essere presi in considerazione ai fini del giudizio.

Al primo incontro, in cui si attiva il contraddittorio, verrà redatto congiuntamente al funzionario dell’Ufficio finanziario l’apposito verbale. In quella circostanza il contribuente può specificare che lo Statuto del contribuente fornisce esplicite garanzie al contribuente che ha diritto di sapere per quale motivo è stato monitorato e inoltre può far presente eventuali “vizi” presenti nel questionario, qualora non sia espressamente prevista la possibilità di farsi assistere da un professionista abilitato. Non dimenticate che l’istruttoria si basa sui documenti per cui numerate analiticamente i giustificativi per ogni movimento bancario inserito in questionario e conservatene copia. Al termine della verifica ci si ricordi che lo Statuto del contribuente prevede la possibilità di depositare una memoria difensiva nei successivi 60 giorni e l’avviso di accertamento emesso prima di tale termine è nullo . Inoltre il titolo impositivo deve tener conto delle deduzioni difensive eventualmente sviluppate.

Presto faro’ un breve e-book con dei format predisposti ad hoc sull’argomento. Che ne dite? Fatemi conoscere il vostro pensiero…


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Dott. Piero Bertolaso

Dottore commercialista, con Studio in Modena e Milano, si occupa essenzialmente di contenzioso tributario. Svolge la propria attività in Emilia Romagna, Veneto e Lombardia assistendo il contribuente sia nella fase istruttoria, rapportandosi con gli Uffici finanziari, sia in sede giurisdizionale davanti alle Commissioni Tributarie.

Comments 2

  1. Ottima iniziativa contro una presunzione legale che appartiene evidentemente più alle dittature e regimi che alle società democratiche.
    L’iniziativa sarà ben più valorizzata quando verrà rivolta al mondo delle partite Iva dove la stortura provoca evidentemente disastri di dimensioni enormi e spesso distruttivi per sempre.

  2. Buongiorno la ringrazio per l’incoraggiamento anche perchè pur trattandosi di una presunzione legale non è una presunzione assoluta. certo bisogna avere una certa dimestichezza con la procedura e una buona conoscenza delle circolari esplicative! Penso sia utile mettere l’ esperienza maturata in ambito del contenzioso tributario a disposizione di tutti questi casi in cui al rispetto della legalità e della “tax compliance” deve affiancarsi il rispetto dello Statuto del contribuente!

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