Saldo IMU e Tasi 2015 in scadenza il 16/12/2015

IMU e TASI: saldo 2015 in scadenza il 16/12/2015

di Sergio Massa 4 CommentiIn IUC (Imu - Tasi - Tari), La Casa

Le complicazioni di queste imposte, battezzate le più odiate dagli italiani, sono note a tutti, dopo che si è lasciata libertà ai Comuni di legiferare in proposito. Infatti è arduo il compito di verificare ogni delibera comunale per conoscere le aliquote e le casistiche degli oltre 8.000 Comuni italiani, soprattutto se cambiano continuamente.

Hanno promesso che nel 2016 le cose si semplificheranno, scettici staremo a vedere.

Ricordiamo che, in generale, l’IMU colpisce tutti gli immobili ad eccezione dell’abitazione principale, la TASI colpisce anche l’abitazione principale ed i Comuni sono liberi di addossarne una parte all’inquilino, che raramente paga.

Non confondiamoci poi con la TARI, che è la Tassa rifiuti che arriva normalmente a casa, né con la IUC, che è la somma dei tre balzelli comunali.

Il termine per pagare il saldo 2015 dell’IMU è il 16 dicembre 2015.
Nel mese di giugno si è pagato il 1° acconto IMU e, ma non per tutti i Comuni, quello TASI;
a ottobre in certi Comuni si è pagato il 1° acconto TASI.

A dicembre si deve pagare il saldo IMU e quello TASI, pari alla differenza tra quanto complessivamente dovuto  e quanto pagato a giugno/ottobre. Ma era troppo semplice lasciare le cose come sono: la maggior parte dei Comuni ha modificato le aliquote per cui occorrerà scartabellare un’altra volta le delibere di tutti i Comuni.

Il versamento minimo generalmente è di euro 12,00 per ogni singola categoria di immobili, ma è bene interpellare il Comune perchè la sua delibera potrebbe aver disposto diversamente. Gli importi da indicare non vanno arrotondati se si utilizza il bollettino postale, vanno arrotondati se si utilizza la delega F24.

 

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Versamenti Imu
L’Imu viene integralmente versata a favore del Comune, mentre nei confronti dell’Erario sarà riservata la sola IMU dei fabbricati di categoria catastale D, applicando l’aliquota  dello 0,76% (il Comune, eventualmente, può stabilire a suo favore, una maggiorazione sino allo 0,3%).
Per l’Imu, mentre l’acconto risultava dovuto sulle aliquote del 2014, il conguaglio a saldo viene determinato sulla base delle aliquote 2015, se approvate entro il termine dello scorso 28 ottobre; in caso contrario anche il saldo sarà calcolato sulle aliquote 2014.
L’IMU può essere versata sia attraverso il bollettino postale, sia utilizzando il modello F24.

 

Versamenti Tasi
Il 16 dicembre scade il termine anche per il versamento del conguaglio Tasi relativo all’anno 2015.
Come per l’Imu, anche la Tasi può essere versata sia attraverso il bollettino postale sia utilizzando il modello F24.

 

Casi particolari
Terreni collinari/montani: sono in generale esenti da IMU; per calcolare l’imposta dovuta su di un terreno bisogna prendere il reddito dominicale, rivalutarlo del 25%, moltiplicarlo per 135 e al risultato applicare l’aliquota IMU deliberata dal Comune.
Riduzioni IMU: è prevista la riduzione del 50% per i fabbricati storici e per quelli inagibili.
Nel caso di leasing immobiliare obbligato all’IMU fin da subito è il locatario/utilizzatore.
Per le aree fabbricabili il valore da assumere come base imponibile è il valore venale in comune commercio al 1° gennaio dell’anno di riferimento. I Comuni solitamente sono attrezzati per fornire questo dato.

 

IMPORTANTE: L’AUTOCERTIFICAZIONE (O DICHIARAZIONE IMU)

Entro il 16 dicembre in molti Comuni (es.: Bologna) occorre presentare una Dichiarazione allo scopo di giustificare l’applicazione di un’aliquota IMU più bassa di quella ordinaria (che per Bologna eè il 10,6 ‰). Se è stata presentata questa autocertificazione già l’anno scorso, a Bologna per quest’anno bisogna comunicare solamente le eventuali variazioni intervenute. Altri Comuni invece la pretendono ogni anno ed anche a scadenze diverse.

I dati da indicare in tale dichiarazione sono, per il Comune di Bologna, i seguenti:

-ubicazione dell’immobile
– dati catastali (Foglio, numero e subalterno)
– motivo per cui si è pagata un’aliquota IMU diversa dall’ordinaria (es.: unità immobiliare occupata da parenti a titolo gratuito, affittata a canone convenzionato L. 431/98, affittata come prima casa, ecc.)
– nome, cognome e codice fiscale del parente occupante l’immobile
– data di inizio e/o cessazione di tale stato dell’immobile.

Per effettuare l’autocertificazione occorre procurarsi l’apposito modulo, reperibile tramite Internet sul sito del Comune.
Ripetiamo nel caso di Bologna: questa dichiarazione non va presentata per le unità immobiliari assoggettate all’aliquota ordinaria del 10,6‰ ma solo per quegli immobili dove e’ stata applicata un’aliquota agevolata.

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Autore dell'articolo
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Sergio Massa

Dott. Sergio Massa, iscritto all'Albo Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Bologna col n. 214/A, Revisore Svolge attività di consulenza nei confronti di societa', imprese e professionisti in materia contabile, amministrativa, tributaria e societaria, contenzioso tributario,revisione società, procedure concorsuali.

Comments 4

  1. Vorrei sapere per una casa inagibile il Comune è obbligato fare la riduzione del 50%? Infatti il proprietario paga fino ad oggi una cifra esagerata perchè non a mai avuto questa riduzione. Il mio commento su TASI/IMU è che per la prima casa non si dovrebbero pagare queste tasse solo sulle case al mare o montagna , mentre per TARI si dovrebbe pagare solo relativamente ai metri dove si vive.

  2. Per gli immobili inagibili puo’ essere d’aiuto la circolare n. 5/E del 2013 che al punto 2.6 recita:
    “2.6 Immobili inagibili
    Con riguardo agli immobili inagibili, l’articolo 13, comma 3, del d.l. n.201 del 2011, dispone alla lett. b) che la base imponibile IMU è ridotta del 50 per cento “per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati,limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono dette condizioni.
    L’inagibilità o inabitabilità è accertata dall’ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario, che allega idonea documentazione alla dichiarazione.
    In alternativa, il contribuente ha facoltà di presentare una dichiarazione sostitutiva ai sensi del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, rispetto a quanto previsto dal periodo precedente. Agli effetti dell’applicazione della riduzione alla metà della base imponibile, i comuni possono disciplinare le caratteristiche di fatiscenza sopravvenuta del fabbricato, non superabile con interventi di manutenzione.”.
    In virtù del principio di sostituzione illustrato al par. 2.1, per gli immobili inagibili per i quali siano rispettate tutte le prescrizioni di cui all’art. 13, comma 3, lett. b), del citato d.l. n. 201 del 2011, è dovuta solamente l’IMU.
    Infatti, anche se nel caso in esame l’IMU è dovuta in misura ridotta, in quanto la base imponibile è pari al 50 per cento, l’immobile non può comunque essere considerato “esente” da IMU e, quindi, opera l’effetto di sostituzione dell’IRPEF.”

  3. ho un quesito rigurdante l’imu sull’immobile attualmente abitato dalla madre. Alla morte del padre, la madre ha rinunciato all’eredità ed i figli sono diventati proprietari di quell’immobile al 50%. Al momento della morte del padre la madre aveva la residenza in un’altra abitazione ed i figli hanno sempre pagato l’imu su quell’immobile come seconda casa . ora però la madre ha spostato la residenza nella casa comiugale Il mio dubbio è se il diritto di abitazione del coniuge superstite era comunque valido alla morte di padre e se ora che ha rimesso la residenza nella casa coniugale lo riacquista e di conseguenza se i figli possono evitare di pagare l’imu come seconda casa. Grazie

  4. A mio modesto avviso, con la rinuncia all’eredità la mamma comunque conserva il diritto di abitazione sulla casa CONIUGALE. Non essendo questo immobile al momento del decesso la casa coniugale, la mamma non ha il diritto di abitazione, né lo può resuscitare trasferendo ivi oggi la sua residenza.
    In altre parole questo immobile diventa una seconda casa per i due figli, i quali forse potranno solo avere l’agevolazione IMU per il comodato figli-genitore se la delibera comunale lo prevede.

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