Imu e Tasi 2016 ridotte per gli immobili in comodato

Imu e Tasi 2016 ridotte al 50% per gli immobili concessi in comodato

La legge di stabilità per il 2016 (L. 208/2015) ha introdotto importanti agevolazioni in tema di tassazione della proprietà immobiliare.

Le principali agevolazioni fiscali riguardano:

– l’esenzione dal pagamento della Tasi per gli immobili adibiti ad abitazione principale;
– la riduzione del 50% dell’Imu e della Tasi per gli immobili concessi in comodato;
– l’esenzione dell’Imu sui terreni agricoli.

In questo articolo parleremo più compiutamente della riduzione del 50% dell’Imu e della Tasi sugli immobili concessi in comodato.

IN COSA CONSISTE

L’agevolazione consiste nella riduzione del 50% della base imponibile ai fini del calcolo dell’IMU (Imposta Municipale Unica) per le unità immobiliari concesse dal proprietario in uso gratuito – comodato – ai parenti in linea retta, i quali la destinano a propria abitazione principale. Tale agevolazione non si applica per le unità immobiliari identificate con codici catastali A/1, A/8 e A/9 (cioè le case di lusso).

I REQUISITI E LE CONDIZIONI

I requisiti per poter fruire dell’agevolazione sono:

– il comodante deve essere proprietario dell’immobile concesso in comodato;
– il beneficiario del comodato (il comodatario) deve essere un parente in linea retta (cioè genitore o figlio);
– il comodatario deve destinare l’unità immobiliare a propria abitazione principale, quindi con residenza anagrafica ed abituale dimora.

Rispettati i requisiti di cui sopra, per poter beneficiare dell’agevolazione sono inoltre necessarie le seguenti ulteriori condizioni:

– il contratto di comodato deve essere registrato (sia se esso è stipulato in forma scritta, sia se è stipulato in forma verbale);
– il comodante deve possedere un solo immobile in Italia;
– il comodante deve risiedere anagraficamente ed avere dimora abituale nello stesso comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato.

CHIARIMENTI FORNITI DAL MEF

Il Ministero delle Finanze (Risoluzione del 17.02.2016 n. 1) è intervenuto per offrire chiarimenti in merito all’applicazione della nuova disciplina.

Figura del comodante
In merito a ciò, il Mef ha chiarito che il beneficio si applica anche nel caso in cui il comodante, oltre all’immobile concesso in comodato, possieda nello stesso comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale.
Inoltre, l’agevolazione spetta anche a colui che possiede la sola nuda proprietà dell’immobile.

Abitazione principale
A partire dall’anno 2016, i comuni non possono più assimilare all’abitazione principale l’unità immobiliare concessa in comodato ai parenti in linea retta che la utilizzano quale propria abitazione principale.
In ogni caso, i comuni possono stabilire un’aliquota agevolata, non inferiore allo 0,46%.
Anche le pertinenze, se concesse in comodato all’immobile principale, seguono lo stesso trattamento fiscale dell’abitazione principale. Le pertinenze devono però essere accatastate con i codici C/2, C/6 e C/7.

Contratto di comodato
Per espressa previsione normativa, il contratto di comodato deve essere registrato. E ciò sia nel caso in cui il contratto abbia forma scritta, sia nel caso in cui esso sia verbale.
Se il comodato è redatto in forma scritta, allora sono dovute: imposta di registro in misura fissa pari ad euro 200,00 ed imposta di bollo pari ad euro 16,00 ogni quattro facciate. La registrazione del contratto deve avvenire entro 20 giorni dalla data della stipula.

Possesso di un solo immobile da parte del comodante
La norma prevede che l’agevolazione fiscale in commento si applica a condizione che il comodante possieda un solo immobile in Italia.
Il Mef ha precisato che tale limitazione è relativa ai soli immobili ad uso abitativo.
Quindi, se il comodante possiede in Italia più immobili, tutti ad uso abitativo, non potrà beneficiare della riduzione della base imponibile Imu. Se, invece, egli possiede, oltre l’immobile concesso in comodato, altri immobili non ad uso abitativo (per es. terreni, negozi, etc.) allora potrà beneficiare dell’agevolazione fiscale.

TASI

L’agevolazione fiscale in commento opera anche con riferimento alla TASI (Tassa sui Servizi Indivisibili).
Gli ambiti applicativi della norma sono due:

– il comodatario, il quale utilizza l’immobile ricevuto in comodato destinandolo a propria abitazione principale, non sarà soggetto né ad Imu né a Tasi;
– il comodante, sarà soggetto al pagamento dell’Imu e della Tasi con l’aliquota stabilita dal comune per gli immobili tenuti a destinazione, ma con la riduzione del 50% della base imponibile.

Se il comune non ha deliberato la percentuale di Tasi a carico del comodante, allora questi dovrà pagare la Tasi nella misura del 90% dell’ammontare complessivo del tributo dovuto.

Per approfondire leggi anche le nostre Circolari del Giorno in vendita sul Business Center:

1. Imu immobili in comodato: chiarimenti del Mef
2. Le novità IMU e TASI dal 2016

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Articolo pubblicato il 1/04/2016 in IUC (Imu - Tasi - Tari), La Casa, Legge di Stabilità

18 Commenti per Imu e Tasi 2016 ridotte per gli immobili in comodato

  1. Angelo Scarola
    02/04/2016 alle 09:58

    Sono veramente soddisfatto poiché le vostre illustrazioni sono chiare ed esaurienti in tutti i particolari.
    Grazie.
    Desidero conoscere qualche spiegazione: professionista in regime dei minimi dal 2012, continua ad applicare le stesse regole per il 2015 e 2016, ultimo anno dei cinque?

    • Dott. Andrea Mannarà
      04/04/2016 alle 10:35

      In merito al regime forfettario ed ex minimi, le chiedo la gentilezza di postare il suo quesito in coda al relativo articolo, sempre pubblicato da me sulla sezione blog di questo portale. Grazie

  2. enzo
    04/04/2016 alle 10:26

    Quindi se un genitore concede in comodato al proprio figlio un proprio appartamento non deve possederne altri del tipo abitativo né nello stesso Comune né in altra parte d’Italia per cui deve andare ad abitare sotto un ponte o affittarsi una abitazione! Quindi e a fronte della sbandierata riduzione del 50% il povero genitore deve affrontare l’onere di un affitto! Ma caro Renzi non è questa una presa per il culo????.

    • elio
      07/04/2016 alle 16:09

      Si ! può possedere un altro appartamento nello stesso comune ed essere residente e null’altro Sempre presa per il culo è.

  3. Max
    20/04/2016 alle 18:13

    L’AdE nelle istruzioni del 730 scrive che può essere prevista l’esenzione totale da parte dei Comuni. E’ norma superata ? Una ulteriore domanda: Se il comodato è concesso per usi commerciali come attività di affittacamere si potrà avere ugualmente la riduzione ?

    • Dott. Andrea Mannarà
      29/04/2016 alle 16:02

      Con l’introduzione della norma descritta nell’articolo – riduzione della base imponibile Imu e Tasi per gli immobili concessi in comodato – il Comune non ha più la facoltà di prevedere l’esenzione totale.
      La riduzione opera soltanto per gli immobili concessi in comodato a parenti in linea retta e adibiti da questi a propria abitazione principale.

  4. Lucia de Battista
    30/04/2016 alle 20:44

    Abbiamo dato in comodato un appartamento A/3 a nostro figlio, con regolare contratto registrato nel 2012. Nel contratto per sbaglio non abbiamo scritto anche la pertinenza C/6, per avere l’esenzione devo registrare anche questo? Spendendo € 200? A suo tempo avevo comunicato tale pertinenza al comune. Ringrazio.

    • Dott. Andrea Mannarà
      02/05/2016 alle 15:21

      Se si vuole usufruire dell’esenzione Imu anche sulla pertinenza, questa deve essere indicata insieme all’immobile concesso in comodato, nello stesso atto.

  5. Antoniakis
    30/04/2016 alle 21:03

    Come dovrà regolarsi – ai fini IMU e TASI – il proprietario di un immobile concesso in comodato gratuito, regolarmente registrato, ad uno zio? In questo caso, se non vi è esenzione per la Tasi il comodante dovà pagare la tassa per intero o nella percentuale stabilita dal Comune? e chi dovrà pagare la quota residua che prima faceva carico al comodatario?

    • Dott. Andrea Mannarà
      02/05/2016 alle 15:23

      La risposta è riportata nell’articolo.
      Se il comune non ha stabilito la percentuale di Tasi a carico del comodante, allora questi pagherà la Tasi nella misura del 90% dell’ammontare complessivo dovuto, e il restante 10% sarà a carico del comodatario.

  6. giovanni
    23/05/2016 alle 18:06

    esiste una riduzione imu sui fabbricati affittati a canone libero cedolare secca? grazie

  7. muratori nazzareno
    28/05/2016 alle 23:28

    abito in un app. dato da mio figlio in comodato registrato all ufficio delle entrate per me e una prima casa ho 78 anni sono esente dal pagare imu.grazie.

  8. Giampaolo Mistè
    08/06/2016 alle 01:41

    A seguito di provvedimento di separazione coniugale, l’appartamento di mia proprietà precedentemente dato in comodato gratuito a mio figlio, è stato assegnato alla di lui moglie. Domanda: devo pagare l’IMU, come richiestomi dal comune? O trattandosi di diritto di abitazione (art 4 comme 12/5 DL 16/2012) su prima casa ne è prevista l’esenzione? Molte grazie per la risposta.

  9. costa
    15/06/2016 alle 08:30

    buongiorno vorrei avere notizie in merito al pagamento dell’ imu.
    Insieme a mia sorella ho ereditato la casa dei miei genitori , loro entrambi deceduti. in questa casa ci vive mia sorella (prima casa per lei) e quindi io devo pagare l’imu per seconda casa.
    non c’e la possibilita’ di fare un comodato d’uso gratuito a lei direttamente per non pagare la tassa!

  10. luigi
    26/08/2016 alle 17:11

    Complimenti per la rivista che seguo assiduamente, almeno nelle parti di mio interesse, ma permettermi:
    “Imu e tassi 2016:non c è pace, ancora modifiche” Dell egregio Sergio massa
    .chissà se Ha avuto la pazienza di rivedere esenzioni e casi di esonero imu agricola.
    Cordiali saluti luigi

  11. Daniele
    30/08/2016 alle 13:02

    Buongiorno, se posso avrei un quesito interessante: il giudice ha stabilito (con sentenza dal 15/12/2015) ,che mio figlio vive da me (padre), io ho un appartamento di cui pago l’affitto. La madre risiede in un appartamento in qualità di usufruttuaria al 50 % con me. Devo considerarla 2° casa?? continuo a pagare l’IMU?.
    Grazie e complimenti per la rivista. Daniele G.

  12. luigino
    13/11/2016 alle 17:45

    è possibile pagare un bene una parte in contanti
    fino alla concorrenza di 2999 euro ed il rimanente con assegno o bonifico, Per esempio
    la somma da pagare di euro 3900 di cui 2900 in contanti e il rimanente di 1000 euro con assegno.
    ringraziandovi anticipatamente porgo cordiali saluti
    luigino

  13. Alberto
    25/12/2016 alle 14:15

    Sono interessato alla risposta fornita alla richiesta n. 9 Costa del 15/06/2016 potete cortesemente fornirmela ?
    Inoltre chiedo, abbiamo acquistato un appartamento con mia moglie però lei vive e lavora in Romania mentre io sono infermiere professionale lavoro e vivo nell’appartamento cointestato e nel quale ho la residenza. Ai fini dell’Imu e della Tasi con un contratto di comodato registrato potrei evitare il pagamento di quelle imposte Imu e Tasi ? Grazie Alberto

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Dottore Commercialista e Revisore Legale dei conti, è iscritto all’Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania. Specializzato in economia aziendale, contabilità e bilancio, opera nell’ambito della consulenza amministrativa, contabile, fiscale e del lavoro. Ha maturato una notevole esperienza nell’ambito della revisione contabile, soprattutto in aziende di credito, finanziarie, assicurazioni, industriali e commerciali. Si occupa anche di contenzioso tributario ed è consulente tecnico del giudice. Dal 2013 collabora con l’ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania sulle tematiche relative alla legislazione e alle politiche fiscali del territorio. Impegnato in parrocchia e nel volontariato, è attento conoscitore dei riti liturgici. Amante della musica classica, svolge anche il servizio di organista nella propria parrocchia”.

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