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IMU: dal 2013 allo stato il gettito IMU derivante dagli immobili ad uso produttivo

di Andrea Mannara 1 CommentoIn IUC (Imu - Tasi - Tari)

Imu fabbricati ad uso produttivo, gettito allo stato.

L‘Imposta Municipale Propria (IMU) che sin dal suo nascere è stata oggetto di numerosi dibattiti politici ed economici, per l’anno 2013 ci riserva delle novità, apportate dalla legge di stabilità per il 2013.

Tali novità sono contenute nel comma 380 dell’art. 1 della Legge 228/2012 (legge di stabilità per il 2013) e sono state oggetto di approfondimento anche da parte del Ministero delle Finanze con propria circolare n. 5/DF del 28/03/2013.

Le novità essenziali introdotte dalla norma di legge sono due:

1. è stata soppressa la riserva allo Stato della quota di imposta, di cui al comma 11 dell’art. 13 del D.L. 201/2011;

2. è stato riservato allo Stato il gettito Imu derivante dagli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D.

Facciamo alcune considerazioni.

Come si ricorderà, nell’anno 2012 il calcolo dell’Imu è stato un po’ complicato in virtù della quota di imposta da riservare allo Stato. Infatti, l’Imu sulle abitazioni secondarie o, più precisamente, sugli immobili a disposizione del contribuente (quelli nei quali, per intenderci, il contribuente non ha né residenza anagrafica né dimora abituale), era riservata una parte allo Stato (pari al 50% delle aliquote standard di legge) e parte al Comune. La complicazione nasceva allorquando il Comune ha modificato le aliquote standard e da qui i problemi di conguaglio tra quota Stato e quota Comune. Inoltre il contribuente doveva egli stesso indicare distintamente e separatamente nel modello di pagamento F24, l’importo da destinare al Comune da quello da destinare allo Stato.

Per il 2013 non sarà più così. Abolita la riserva a favore dello Stato, il gettito Imu sarà interamente a favore del Comune.

E qui si inserisce anche la seconda novità apportata dalla legge di stabilità. Infatti, per recuperare fondi, lo Stato si è ora riservato l’intero gettito Imu derivante dagli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D, applicando l’aliquota standard dello 0,76 per cento.

Soprattutto questa ultima ipotesi avrà importanti conseguenze sulle deliberazioni dei Comuni, nel decidere quali aliquote applicare per l’anno 2013.

Oggi, infatti, la discrezionalità dei Comuni nel variare le aliquote è limitata alla sola ipotesi di aumento dell’aliquota standard, che può variare dallo 0,76 per cento fino ad un massimo di 1,06 per cento.

In virtù di questa previsione normativa, dunque, il Comune può solo aumentare l’aliquota standard e non più ridurla, come invece ha potuto fare nel 2012.

Ma le novità introdotte, in tema di Imu, dalla legge di stabilità per il 2013, riguardano anche il caso dei fabbricati rurali ad uso strumentale per le attività agricole e classificati anch’essi nel gruppo catastale D.

Per questi fabbricati, la normativa Imu prevede un’agevolazione, consistente nell’applicazione di una aliquota ridotta pari allo 0,2 per cento.

Questa previsione normativa, come si vede, contrasta con quanto contenuto nella legge di stabilità 2013 (ricordiamo: aliquota standard allo 0,76 per cento per i fabbricati ad uso produttivo in categoria D).

Come risolvere, allora, questo contrasto tra norme?

La disciplina giuridica insegna che le antinomie tra norme, cioè i contrasti tra due norme differenti regolanti però la medesima materia, vanno risolti secondo alcuni criteri logici, uno dei quali è quello “della specialità”: la norma speciale prevale sulla norma generale.

Nel caso dei fabbricati rurali ad uso strumentale classificati nel gruppo catastale D, il legislatore ha voluto privilegiare ed agevolare questi immobili, mediante una norma di legge apposita e quindi speciale, prevedendo l’aliquota Imu standard allo 0,2 per cento.

Il favore normativo delinea un carattere di specialità che non può essere travolto dallo norma, a carattere generale, che prevede invece l’aliquota standard allo 0,76 per cento per i fabbricati ad uso produttivo in categoria catastale D.

La conseguenza di ciò è che, per i fabbricati rurali, si applicherà l’aliquota Imu dello 0,2 per cento e il gettito sarà interamente riservato allo Stato.

 

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Andrea Mannara

Dottore Commercialista e Revisore Legale dei conti, è iscritto all'Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania. Specializzato in economia aziendale, contabilità e bilancio, opera nell'ambito della consulenza amministrativa, contabile, fiscale e del lavoro. Ha maturato una notevole esperienza nell'ambito della revisione contabile, soprattutto in aziende di credito, finanziarie, assicurazioni, industriali e commerciali. Si occupa anche di contenzioso tributario ed è consulente tecnico del giudice. Dal 2013 collabora con l'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania sulle tematiche relative alla legislazione e alle politiche fiscali del territorio. Impegnato in parrocchia e nel volontariato, è attento conoscitore dei riti liturgici. Amante della musica classica, svolge anche il servizio di organista nella propria parrocchia".

Comments 1

  1. ho mantenuto la ripartizione 50% allo stato, cod. 3918 e al comune, cod. 3919 dal 2013 al 2017 (in questo caso acconto) come posso mettermi in regola

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