Imposta di registro: esenzione per gli atti relativi allo scioglimento del matrimonio

di Chiara Porrovecchio 1 CommentoIn Commenti Giurisprudenza e Prassi

La Circolare n. 18 del 29 maggio 2013 ribadisce in punto di diritto,  l’esenzione fiscale ai fini dell’imposta di registro, di bollo e di ogni altra tassa (stabilita con legge n. 74 del 1987  art. 19). L’esenzione opera, in riferimento agli “atti, i documenti ed i provvedimenti relativi al procedimento di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili, nonché ai procedimenti anche esecutivi e cautelari diretti ad ottenere la corresponsione o la revisione degli assegni familiari”.

Tale formulazione, di fatto deroga la tariffa parte I art. 8 del DPR n. 131/1986 ove risulta ancora disposta alla lettera f, la tassazione in misura fissa dell’imposta di registro per atti giudiziari “aventi per oggetto lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio o la separazione personale, ancorché recanti condanne al pagamento di assegni  o attribuzioni di beni patrimoniali, già facenti parte di comunione fra i coniugi.”

Il tema è stato oggetto di intervento della Corte Costituzionale (Sentenza  dell’11 giugno 2003 n. 202) ove è stato specificato che l’esigenza di tutelare l’accesso alla tutela giurisdizionale, giustifica il beneficio fiscale con riferimento agli atti del giudizio divorzile, ed è altresì presente nel giudizio di separazione, in quanto finalizzato a promuovere, nel più breve tempo possibile, una soluzione idonea a garantire l’adempimento delle obbligazioni che gravano sul coniuge non affidatario della prole.

In sostanza nella circolare 18 dell’Agenzia delle Entrate del 29 maggio 2013 è riconosciuto dal punto di vista oggettivo che le agevolazioni di cui al citato art. 19 della legge n. 74 del 1987 si riferiscono a tutti gli atti, documenti e provvedimenti che i coniugi pongono in essere nell’intento di regolare i rapporti giuridici ed economici  “relativi” al procedimento di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili dello stesso e, che tali accordi costituiscono, talvolta, l’unica soluzione per dirimere controversie di carattere patrimoniale.

L’esenzione fiscale prevista dall’articolo 19 della legge n. 74 del 1987 deve ritenersi quindi, applicabile anche alle disposizioni patrimoniali in favore dei figli  disposte in accordi di separazione e di divorzio, a condizione che il testo dell’accordo sia omologato dal tribunale (al fine di garantire la certezza del diritto) e deve prevedere esplicitamente che l’accordo patrimoniale a beneficio dei figli, contenuto nello stesso, sia elemento funzionale e indispensabile ai fini della risoluzione della crisi coniugale.

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Chiara Porrovecchio

Funzionario presso una Agenzia Fiscale; oggi si occupa di attività di Audit Interno nell’ambito della Direzione Regionale del Piemonte. In precedenza ha svolto attività di consulente telefonico fiscale presso il Call Center di Torino. Abilitata all’esercizio delle professioni contabili e della Revisione legale (non esercente tuttavia in quanto attività non compatibile con quella di pubblico dipendente) è ricercatore in materie economiche tributarie dal 2008, anno in cui ha conseguito il Dottorato presso l’Università degli studi di Palermo. Autrice di numerosi articoli per il sito web www.fiscoetasse.com. Collabora dal 2013 alla Rivista mensile Fiscalità Estera.

Comments 1

  1. Sarà. MA la circolare deve cedere il passo all’art. 10, comma 4, del D.L.vo 14.3.2011 n. 23. che ha soppresso con decorrenza dal 1.1.2014 (TUTTE!) le agevolazioni e esenzioni previste da leggi speciali

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