Imposta di bollo: come utilizzare i vecchi contrassegni

di Andrea Mannara CommentaIn Attualità, Decreto del Fare Governo Letta, Decreto Lavoro Governo Letta, Manovre Fiscali, Parliamo di ...

Il Decreto Legge n. 43 del 2013 ha modificato l’importo dell‘imposta di bollo. In particolare, all’art. 7-bis comma 3, il decreto prescrive che “a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, le misure dell’imposta fissa di bollo attualmente stabilite in euro 1,81 e in euro 14,62, ovunque ricorrano, sono rideterminate, rispettivamente, in euro 2,00 e in euro 16,00”.
Quindi, a partire dal 26 giugno 2013, le nuove misure dell’imposta fissa di bollo sono: euro 2,00 ed euro 16,00.

E’ interessante affrontare due questioni legate alla modifica normativa in commento. La prima riguarda alla possibilità di utilizzare i vecchi contrassegni già stampati; la seconda riguarda la responsabilità in caso di mancato versamento dell’imposta di bollo.

Possibilità di utilizzare i vecchi contrassegni.
Come prescrive il DPR 642/72 all’articolo 3, l’imposta di bollo può essere assolta in due modi:

– mediante pagamento dell’imposta ad intermediario convenzionato con l’Agenzia delle Entrate che rilascia, con modalità telematiche, apposito contrassegno;

– in modo virtuale, mediante pagamento dell’imposta all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate mediante versamento in conto corrente postale.

Maggiormente utilizzato nella prassi è il primo metodo, mediante stampa di un contrassegno che riporta il codice identificativo del contrassegno, la data di emissione e l’importo del bollo. Detto contrassegno sarà poi applicato, mediante adesivo, sul documento interessato dall’imposta.
La modifica normativa comporta un problema per quanto concerne lo smaltimento dei contrassegni già stampati con i precedenti importi.
In questo caso il contribuente può operare in due modi:
1. non utilizzare i vecchi contrassegni ed acquistare i nuovi con gli importi maggiorati;
2. utilizzare i vecchi contrassegni ed integrarli con altri contrassegni fino a raggiungere il nuovo importo del bollo. Più precisamente, il contribuente potrà conservare ed utilizzare i vecchi contrassegni (bollo di euro 1,81 e bollo di euro 14,62), applicarli al documento che li necessita ed integrarli con altri contrassegni di importo pari ad euro 0,19 per il bollo di euro 2,00, e di euro 1,38 per il bollo di euro 16,00.

Responsabilità in caso di mancato versamento dell’imposta di bollo.
Cosa succede nel caso in cui il contribuente non assolva al pagamento dell’imposta di bollo?
Ebbene, le sanzioni previste sono disciplinate dall’art. 24 e seguenti del DPR 642/72, cioè del testo recante la disciplina dell’imposta di bollo.
In particolare, è previsto che in caso di mancato assolvimento dell’imposta, la sanzione varia dal cento al cinquecento per cento dell’imposta evasa. Inoltre, in caso di mancato versamento del bollo, sono solidalmente responsabili del versamento dell’imposta evasa e delle relative sanzioni tutte le parti che sottoscrivono, ricevono, accettano o negoziano atti, documenti o registri per i quali è previsto il pagamento dell’imposta di bollo.
Colui che riceve un atto non in regola con l’assolvimento dell’imposta di bollo, può entro 15 giorni dalla data del ricevimento presentarlo all’ufficio del registro per la spontanea regolarizzazione dell’imposta. In questo caso egli non sarà esonerato dalla responsabilità solidale, non gli saranno irrogate le sanzioni e la violazione sarà accertata soltanto in capo al trasgressore.
Ove, invece, nessuna delle parti abbia provveduto al pagamento dell’imposta di bollo, né in sede di formazione, né in un momento successivo tramite regolarizzazione, entrambi i soggetti restano responsabili sia ai fini del pagamento del tributo che ai fini dell’irrogazione della relativa sanzione.

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Andrea Mannara

Dottore Commercialista e Revisore Legale dei conti, è iscritto all'Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania. Specializzato in economia aziendale, contabilità e bilancio, opera nell'ambito della consulenza amministrativa, contabile, fiscale e del lavoro. Ha maturato una notevole esperienza nell'ambito della revisione contabile, soprattutto in aziende di credito, finanziarie, assicurazioni, industriali e commerciali. Si occupa anche di contenzioso tributario ed è consulente tecnico del giudice. Dal 2013 collabora con l'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania sulle tematiche relative alla legislazione e alle politiche fiscali del territorio. Impegnato in parrocchia e nel volontariato, è attento conoscitore dei riti liturgici. Amante della musica classica, svolge anche il servizio di organista nella propria parrocchia".

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