Il trust: caratteristiche e soggetti coinvolti

di Dott. Luca Santi CommentaIn Trust e Patrimoni

Dopo oltre 15 anni dall’entrata in vigore della Legge con la quale l’Italia ha recepito la Convenzione dell’Aja, dopo la Legge Finanziaria del 2007 che ha definito la disciplina fiscale dell’istituto, dopo numerose sentenze che ne hanno confermato la valenza protettiva, è possibile utilizzare l’istituto del Trust con “relativa” tranquillità. Con il presente intervento s’intende fornire alcuni spunti di applicazione di questo istituto, dopo averlo brevemente inquadrato. Questo strumento giuridico è conosciuto ed utilizzato da secoli, ormai in Paesi come l’Inghilterra, Stati Unici, Canada, Australia.

In sostanza si tratta di una “cassaforte”, giuridicamente ammessa in cui una persona “disponente” o “settlor” trasmette, ad un altro soggetto denominato “amministratore del Trust” o “trustee” la gestione di un patrimonio (beni o diritti) con tutti i diritti e doveri che avrebbe un vero proprietario, per un fine stabilito “scopo” a favore di uno o più beneficiari. In pratica il disponente utilizza l’istituto per proteggere il suo patrimonio dalle sue vicende personali o dall’azione dei terzi. Il fine ultimo potrebbe essere quello di protezione e sostegno dei beneficiari, quali ad esempio figli, nipoti, disabili, animali, ecc.

L’atto che costituisce il Trust è un atto unilaterale e la forma scritta è richiesta solo ad probationem. L’atto contiene almeno due negozi: il primo di trasferimento dei beni ed il secondo contiene le regole da seguire per la gestione degli stessi. Per questo motivo è senz’altro meglio la forma scritta anche per avere ben presenti le istruzioni e le volontà del disponente.

Una volta fatto l’atto il disponente esce di scena: occorre fare attenzione perché ogni sua ingerenza, se non preventivamente stabilita, non è ammessa, anzi potrebbe fare perfino disconoscere l’istituto stesso. Questo effetto segregativo per cui il disponente si spossessa per sempre dei beni conferiti in Trust è una tra le caratteristiche fondamentali.

L’amministratore del trust, quindi, diventa il legittimo proprietario dei beni in Trust per la cui gestione dovrà attenersi alle indicazioni “regole” stabilite nell’atto istitutivo stesso.

Questa descritta è la versione diciamo “classica” dell’istituto, è possibile istituire un Trust n cui manchi una delle tre figure richiamate. È il caso in cui il disponente e l’amministratore del Trust siano la stessa persona. Si ha il c.d trust auto-dichiarato: il settlor nomina se stesso come trustee.

Spesso accade nella pratica che non vengano nominati i beneficiari (c.d. Trust opaco), tuttavia occorre ricordare che lo scopo deve necessariamente essere stabilito nell’atto, essendo anche questa caratteristica necessaria per la creazione di un Trust.

Altra figura, quindi da 3 si passerebbe a 4, che potrebbe essere introdotta nel trust è quella del “protector” o “guardiano” con funzioni di sorveglianza del trustee e funzioni straordinarie tra cui, per esempio, sostituzione del trustee, spostamento della sede operativa. Questa figura è un figura in ascesa, in considerazione del fatto che sempre più spesso il trustee è svolto da società o da fondazioni bancarie, o simili, ecc.

Da ricordare poi che il trust ha una durata limitata in cento anni.

Vi è da sottolineare che le caratteristiche e gli elementi minimi sopra richiamati possono variare da Paese a Paese: San Marino, per esempio, ha da poco normato gli elementi minimi che il trust, a pena di nullità, deve contenere.

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Dott. Luca Santi

Dottore Commercialista - Revisore Contabile - International Advisor Specializzato in operazioni straordinarie e di riorganizzazione societaria, ha creato una fitta rete di legami con altri Professionisti al fine di fornire una consulenza completa ed esaustiva. Membro di collegi sindacali, Curatore fallimentare per il Tribunale Civile Penale di Verona, Consulente esperto del Giudice in campo penale, è iscritto nell'elenco dei conciliatori della Camera di Commercio Industria Agricoltura di Verona. Collabora alla stesura di articoli, libri e monografie di approfondimento in materia fiscale e tributaria, ed è docente in seminari di formazione ed in convegni di aggiornamento destinati a professionisti e personale amministrativo in materia fiscale, di bilancio e società. Lo Studio ha adottato un manuale interno di qualità al fine di fornire alla clientela un'elevata professionalità. Da un anno circa è entrato a far parte del Gruppo PASUT specializzato nella delocalizzazione e internazionalizzazione delle imprese nel Nord-Est Europa.

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