Il lavoro stagionale 2019

di Nicole Rizzano CommentaIn Contratti di lavoro, Lavoro, Senza categoria

Si avvicina il periodo estivo e con esso la gran quantità di lavoro stagionale. La tipologia è sempre quella del contratto a tempo determinato, benchè, quando si assume un lavoratore per attività stagionali, ci sono delle notevoli differenze con la casistica generale.

Partiamo, innanzitutto, col descriverne le caratteristiche principali.

Il contratto di lavoro stagionale viene adoperato in tutte quelle attività che appunto sono stagionali: svolte cioè soltanto in un periodo preciso dell’anno a seconda delle esigenze. Per fare un comune esempio, uno stabilimento balneare in Italia lavora solo durante i mesi in cui è possibile recarsi a mare. I settori più coinvolti sono, ovviamente, il turistico, l’agricolo, quello delle attività commerciali, ma anche il settore alimentare. Il lavoratore stagionale, durante il rapporto di lavoro, ha gli stessi identici diritti e trattamenti di qualsiasi altro lavoratore. I lavoratori stagionali appartengono in modo generale all’organico aziendale, ma come nel caso del collocamento obbligatorio, esistono precisi criteri per computare tale tipo di lavoratori.

L’iter procedurale per l’instaurazione di un rapporto di lavoro stagionale è quello classico:

– Il contratto deve essere stipulato in forma scritta, pena la nullità, e riportare in modo chiaro quale sia il termine. Ciò è importante perchè, anche nel caso di stagionali, la mancanza della forma scritta porta all’assunzione a tempo indeterminato;

– Il contratto deve rispettare e considerare in primis le leggi in materia e le eventuali disposizioni riportate nei CCNL;

– Il Modello Unilav per l’assunzione deve contenere la data in cui termina il rapporto e deve essere trasmesso entro il giorno antecedente l’inizio della prestazione;

– Le possibili proroghe sono comunicate entro 5 giorni dall’evento sempre con il modello Unilav.

– Valgono le stesse regole per quanto riguarda licenziamenti, dimissioni, tutela alla maternità e paternità, congedo matrimoniale, impugnazione del contratto ecc. Per quest’ultimo, qualora il lavoratore ritenga che vi siano stati elementi di illegittimità nel contratto e/o nel rapporto di lavoro, si ricorda che con il Decreto Dignità i giorni utili per poter impugnare il licenziamento, ad esempio, sono saliti a 180 giorni dalla notifica dell’evento;

Il lavoro stagionale non è ammesso nei casi di sciopero, licenziamenti collettivi avvenuti nei 6 mesi precedenti, azienda che si trovi in situazioni di Cassa Integrazione Ordinaria e Straordinaria, azienda non in regola con le norme in ambito di sicurezza e igiene  sul luogo di lavoro (Dlgs 81/2008);

Come è noto, il contratto di lavoro a tempo determinato ha subito grandi modifiche negli anni. Ricordando quelle recenti del Jobs Act e quelle del Decreto Dignità, c’è da osservare che l’accezione del lavoro stagionale resta pressochè inalterata. Quali sono pertanto quelle disposizioni che non vengono applicate al lavoro stagionale mentre valgono per i restanti contratti a tempo determinato?

In sostanza:

  • Durata massima del contratto: il limite che in ultimo col Decreto Dignità è stato fissato a 12 mesi non trova applicazione per i contratti stagionali;
  • Tra il rinnovo di un contratto di lavoro a termine che ha come oggetto l’attività stagionale e un altro identico non deve essere rispettato alcun periodo di Stop and go;
  • Non è necessaria la causale poiché la natura dell’attività stessa è causa del contratto;
  • Non ci sono contributi aggiuntivi rispetto a quelli ordinari;
  • L’obbligo di contingentamento per le aziende con più di 5 dipendenti, che prevede la stipula di un numero massimo di contratti a termine non superiore al 30% (Decreto Dignità) dei dipendenti a tempo indeterminato o in diverso limite stabilito dai contratti collettivi, non vale per gli stagionali;
  • Il diritto di precedenza può essere manifestato dal lavoratore in questione a prescindere dalla durata del contratto. Non c’è pertanto alcun periodo minimo.

Particolarità vi sono poi anche nel caso di lavoratori stagionali provenienti da paesi Extra UE:

Per l’assunzione dei lavoratori stranieri è prevista una modalità di assunzione speciale che coinvolge anche la Questura e lo Sportello Unico per l’immigrazione. Nel Decreto Legislativo n. 203 del 29 ottobre 2016 si evidenzia che, all’interno della procedura standard di entrata del lavoratore straniero, può essere rilasciato un permesso pluriennale, qualora egli dimostri “di essere venuto in Italia almeno una volta nei cinque anni precedenti per prestare lavoro stagionale e qualora si tratti di impieghi ripetitivi” Il Decreto inoltre sottolinea la durata: “fino a tre annualita’, con indicazione del periodo di validita’ per ciascun anno”.


Autore dell'articolo

Nicole Rizzano

Consulente del Lavoro abilitato. Laurea Magistrale in Scienze delle Pubbliche Amministrazioni, integrata da esami aggiuntivi come Economia Aziendale e Statistica Matematica. Inizia il percorso per l'abilitazione alla professione nel 2016 con uno Studio di Professionisti Associati, con cui collabora ancora, occupandosi di amministrazione del personale, rapporti con le aziende e Istituti previdenziali ed assicurativi, conteggi per cause di lavoro e molto altro. Appassionata della materia giuslavoristica fin dall'università si è trasformata poi in una professione a tutti gli effetti.

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