Il lavoro autonomo occasionale svolto all’estero

di Gioacchino De Pasquale 9 CommentiIn Lavoratori all'estero, Lavoro

I redditi di lavoro autonomo occasionali svolti all’estero sono soggetti al principio di tassazione su base mondiale, in base al quale le persone fisiche sono tassate in Italia sui redditi ovunque prodotti. 

Ma vediamo piu’ in dettaglio la natura di tali redditi e la loro tassazione:

I redditi derivanti dallo svolgimento di attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente sono ricompresi tra i redditi diversi di cui all’art. 67, co. 1, lett. l), D.P.R. 917/1986.

Le modalità di determinazione di tali redditi sono individuate dall’art. 71, co. 2, D.P.R. 917/1986.

La citata disposizione stabilisce che i redditi derivanti da attività di lavoro autonomo occasionale «sono costituiti dalla differenza tra l’ammontare percepito nel periodo d’imposta e le spese specificamente inerenti alla loro produzione».

La locuzione utilizzata dal Legislatore «ammontare percepito» fa rientrare, tra i proventi percepiti e, dunque, nel concorso del reddito imponibile, anche i rimborsi spesa inerenti alla produzione del reddito.

Per ciò che riguarda lo svolgimento di attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente all’estero, va segnalato che l’art. 3, co. 1, D.P.R. 917/1986, sancisce il principio di tassazione su base mondiale, in base al quale le persone fisiche sono tassate in Italia sui redditi ovunque prodotti. 

Di conseguenza, la persona fisiche che svolgono attività di lavoro autonomo occasionale all’ estero soggiaceranno alla potestà impositiva italiana e dovranno dichiarare tali redditi nel quadro RL del Modello UNICO PF 2013.

Le istruzioni al modello unico precisano, infatti, al quadro RL, rigo RL 15, UNICO PF 2013, l’indicazione nel rigo RL 15 anche dei compensi derivanti da attività di lavoro autonomo, anche se svolte all’estero, non esercitate abitualmente.

L’esercizio della potestà impositiva italiana – L’esercizio della potestà impositiva italiana va commisurata, tuttavia, alle Convenzioni contro le doppie imposizioni stipulate dall’Italia. Generalmente, le Convenzioni contro le doppie imposizioni stipulate dall’Italia, nel paragrafo 14 , in tema di professioni indipendenti, prevedono la tassazione esclusivamente nello Stato di residenza del soggetto, a meno che il lavoratore non disponga una base d’affari nel paese estero, fattispecie che NON è collegabile allo svolgimento di lavoro autonomo occasionale.

Di conseguenza, verrà esercitata la potestà impositiva italiana sui redditi da lavoro autonomo occasionale prodotti all’estero da persone fiscalmente residenti In Italia.

L’applicazione della ritenuta alla fonte –  L’art. 25, co. 1, D.P.R. 600/1973 prevede l’applicazione sui compensi comunque denominati, anche sotto forma di partecipazione agli utili, per prestazioni  di  lavoro autonomo, ancorché non esercitate abitualmente di una  ritenuta  del  20 per cento a titolo  di  acconto  dell’imposta  sul  reddito  delle  persone fisiche dovuta dai percipienti,  con  l’obbligo  di  rivalsa.

Nel caso di lavoro autonomo occasionale svolto all’estero per conto di società estere, in merito alla possibilità che una società di diritto estero possa agire in qualità di sostituito d’imposta, si segnala che i soggetti elencati tassativamente nell’articolo 23, co. 1, D.P.R. 600/1973 sono sempre obbligati, nel nostro ordinamento, a effettuare la ritenuta a titolo di acconto.

Vi rientrano anche le società non residenti nel territorio dello Stato.

Il Ministero delle Finanze con la R.M. 08.07.1980, n. 649, ha chiarito che l’ente estero è senza dubbio ricompreso fra i sostituti d’imposta, precisando, tuttavia, che nel caso «di enti che non sono tenuti alla presentazione della dichiarazione dei redditi nel nostro Paese in quanto quivi non soggetti d’imposta, si esprime l’avviso che nei confronti di tali enti mancherebbero i presupposti per attribuire loro la funzione di sostituto d’imposta».

Le istruzioni al modello 770/2013 non includono, tra i soggetti obbligati alla presentazione del modello, le società non residenti nel territorio dello Stato.

In sostanza:

  1.  se la società di diritto estero è tenuta a presentare la dichiarazione dei redditi in Italia, essa sarà obbligata ad agire come sostituto d’imposta;
  2. se la società di diritto estero non è tenuta a presentare la dichiarazione dei redditi in Italia, essa non sarà obbligata ad agire in qualità di sostituto d’imposta.

Sui lavori occasionali per il cui svolgimento è previsto solo il rimborso delle spese  segnaliamo questa recentissima risoluzione dell’11/7/2013

 


Autore dell'articolo
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Gioacchino De Pasquale

Laureato in Economia e Management presso la Facoltà di Economia dell'Università di Roma Tor Vergata, è consulente nella materia fiscale, con particolare attenzione ai riflessi fiscali nazionali degli investimenti esteri. Si occupa prevalentemente di problematiche di bilancio e reddito di impresa, fiscalità delle operazioni straordinarie, fiscalità internazionale, IVA. E' autore di articoli per diverse riviste ed opera prevalentemente tra Calabria e Veneto.

Comments 9

  1. Buongiorno e grazie per il vostro eventuale tempo nel rispondermi. Io vivo a Barcellona e mi hanno offerto un lavoro occasionale di traduzione dall’Italia, per la collaborazione non è previsto un contratto ma una nota, in cui comparirebbe la mia dichiarazione e numero fiscale italiano con l’importo e la ritenuta IRPF visto che l’Iva non è prevista.La mia domanda è essendo io fiscalmente residente in Spagna, posso fare questo tipo accordo , essendo l’importo inferiore ai 1000 euro? Dovrei poi comprenderlo nella dichiarazione dei redditi sapgnola solo o va dichiarato anche in Italia? che cosa comporterebbe e che tipo di tassazione su un importo così ridotto? Spero mi possiate chiarire, ad ogni modo grazie di nuovo per la disponibilità, Cordialmente, Francesca

  2. Buongiorno,
    sono un lavoratore dipendente, residente in Italia.
    L’anno scorso ho svolto anche una consulenza professionale occasionale presso un organismo internazionale IVA esente, che quindi non ha effettuato alcuna ritenuta d’acconto.
    Per la dichiarazione dei redditi posso semplicemente indicare nel 730 questo reddito come reddito da lavoro autonomo con ritenuta d’acconto nulla, oppure devo agire diversamente?
    Grazie per l’aiuto.
    Angelo Cruciani

    1. Sembra corretto dichiarare tale reddito tra i redditi di lavoro autonomo occasionale nel 730, sempre che non si tratti di redditi esenti. Tale ultima questione va approfondita alla luce della disciplina che regola i redditi corrisposti da taluni organismo internazionali.

  3. Buongiorno sono un lavoratore dipendente in Italia. Ho appena firmato un contratto da visitor professor in Cina che prevede un compenso annuale di 10000 euro. Può essere considerato un reddito occasionale? Devo aprire la partita iva?

  4. Buongiorno
    io sono lavoratore frontaliere in Ticino. MI hanno chiesto una consulenza in Ticino (cifra abbondantemente sotto i 5000€) ma non avendo partita IVA non posso fatturare. Mi sapreste aiutarmi su come mi dovrei comportare a riguardo?
    Grazie mille

  5. Salve, l’imposta di bollo: va applicata per notule di prestazione occasionale a cliente estero? va applicata per fatture con partita iva forfettario, sempre a cliente estero?

    Grazie

  6. Gent.mo Dott. Giocchino de pasquale gradireda Lei la seguente informazione:
    debbo vendere un file in CD ad una soc.tà con sede in cina come prestazione occasionalee, io risiedo in italia e non ho partita iva sono io che debbo emettere una ritenuta di acconto a detta soc.tà? E la posso eseguire. La ringrazio sentitamente.

  7. Gent.mo Dr. Giocchino De Pasquale gradirei da Lei la seguente informazioni;
    Sono un sanitario lavoratore dipendente e sto effettuando degli studi per l’UNICEF, nell’anno 2019 ho percepito un compenso di 5.100 euro e tale attività prosegue non continuamente, ma in più tempi anche nel 2020. Le chiedo gentilmente devo effettuare la denuncia dei redditi come lavoro occasionale ? questo cosa mi comporta a livello di versamenti INPS(gestione separata, mio eventuale ente previdenziale ) e cosa comporta come lavoratore dipendente? Posso rientrare tra i lavoratori dove l’autorizzazione non serve (personale sanitario ) per svolgere attività libero professionale di ricerca scientifica-
    Grazie se è possibile la contatto anche privatamente.

  8. Gentilissimo Dr.,
    Io vorrei chiederle, un aiuto riguardo al lavoro autonomo occasionale(senza P.IVA.) all’estero per una società che non è sostituto d’imposta in Italia. Mio marito nel 2015 ha lavorato come lavoratore autonomo occasionale per una ditta Svizzera, che come le dicevo non è sostituto d’imposta in Italia, come tecnico metallurgico, per procedere alla dichiarazione del pagamento delle tasse sui compensi , ma anche per i versamenti previdenziali( Inps ),non sapendo come fare ci siamo rivolti ad un CAF, il quale ci aveva consigliato di consultare un commercialista dandoci alcuni riferimenti al riguardo;tali riferimenti sono un articolo pubblicato da Euroconference News di Fabio Pauselli dove si diceva che ,cito l’articolo, “nei casi in cui il committente estero non è sostituto d’imposta in Italia,nel silenzio della norma chi scrive ritiene che in presenza di redditi occasionali erogati da tale committente, dovrà essere il percipiente residente a dover auto-liquidare il dovuto in sede di dichiarazione dei redditi.In particolare il calcolo e la liquidazione del contributo alla Gestione Separata dovrà essere effettuato nell’apposita sezione RR del Mod .Unico compilando attentamente i relativi riquadri ( Circolare Inps n. 74/2014 ).Ora l’Inps tali versamenti non li vuole accettare,perché mio marito si è iscritto alla gestione separata nel 2016.Ma come può essere che un contribuente paghi le tasse sui propriredditi e non gli si consenta di versare su tali redditi anche la parte riguardante l’aspetto contributivo come sembrava poter essere consentito dall’articolo che ho citato?
    La ringrazio anticipatamente.
    Cordialmente
    Patrizia

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