Welfare aziendale

Il lavoro agile, o smart working, cos’è?

di Gennaro Matacena CommentaIn Lavoro, Le novità del Lavoro

Il lavoro agile o anche Smart Working, si configura come una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato che comporta lo svolgimento della prestazione lavorativa in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno, senza una postazione fissa.

Tale modalità è vincolata al solo rispetto dei limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale e non anche ai vincoli circa la distribuzione oraria giornaliera e il luogo di svolgimento (art. 18 legge n.81/2017). Con questa modalità:

  • da un lato, si soddisfa l’interesse datoriale alla riduzione dei costi attraverso una diminuzione degli spazi attrezzati a disposizione dei dipendenti e
  • dall’altra, si soddisfano gli interessi dei lavoratori grazie alla flessibilità spazio temporale che favorisce la conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare.

La legge 81/2017 dispone che l’accordo tra le parti relativo all’utilizzo del lavoro agile necessita, ai fini della regolarità amministrativa e della prova, della forma scritta e individua i contenuti minimi dello stesso ovvero:

– la disciplina dei tempi di riposo del lavoratore , gli strumenti utilizzati dal lavoratore e le misure adoperate per assicurare la disconnessione del lavoratore dalle strumentazione tecnologiche di lavoro;

– la disciplina sulla modalità di esercizio del potere di controllo da parte del datore di lavoro;

– preavviso in caso di recesso: nella tipologia di lavoro agile a tempo indeterminato o in presenza di un giustificato motivo, deve essere comunicato dalla parti con un preavviso non inferiore a 30gg. (60gg per lavoratori disabili);

– la previsione se la prestazione in modalità di lavoro agile verrà svolta a tempo determinato o indeterminato.

Per utilizzare la modalità di smart working come detto è necessario un accordo scritto tra datore di lavoro e dipendente che dovrà essere inviato telematicamente al Ministero del Lavoro (art. 23 L. n. 81/2017). L’invio deve essere effettuato tramite SPID e durante la compilazione online del modello dovranno essere indicati i dati del datore di lavoro, del lavoratore, della tipologia di lavoro agile (tempo determinato o indeterminato) e della sua durata. I datori di lavoro potranno, inoltre, effettuare la comunicazione in forma massiva qualora sottoscrivano un numero elevato di accordi. Rimane invariata la comunicazione UnificatoLav. Non sono al momento previste scadenze per l’invio della comunicazione e nemmeno sanzioni per il mancato adempimento.

Essendo concepito come una traslazione dell’attività lavorativa al di fuori del consueto posto di lavoro, il datore di lavoro è obbligato a garantire al lavoratore la tutela della salute e sicurezza proprio come se il lavoratore si trovasse nei locali aziendali. Di fatto lo smart worker, è tutelato contro gli eventuali infortuni e malattie professionali occorsi sia durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo prescelto secondo l’ordinaria disciplina dei infortuni in itinere, sia per gli eventuali infortuni occorsi durante lo svolgimento della prestazione di lavoro nel luogo scelto come postazione lavorativa (circolare INAIL n.48/2017).

Al lavoratore che svolge attività lavorativa secondo questa nuova modlaità è riconosciuto un trattamento normativo e retributivo non inferiore a quello applicato per le generalità dei lavoratori che svolgono la prestazione di lavoro esclusivamente nei luoghi aziendali.

Interessante, in tema di lavoro agile, è la spinta che il legislatore italiano ha voluto dare a questa modalità di lavoro. Infatti con la Legge di Bilancio 2019 è riconosciuta una priorità alle richieste di lavoro agile formulate dalle lavoratrici nei tre anni successivi alla conclusione del periodo di congedo di maternità e dai lavoratori con figli in condizioni di disabilità.


Autore dell'articolo
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Gennaro Matacena

Laureato in Scienze dell'Amministrazione. Inizia il percorso in consulenza del lavoro nel 2012 conseguendo poi nel 2014 l'abilitazione all'esercizio della professione, oggi iscritto all'ordine dei Consulenti del Lavoro di Napoli con n.3432. Esperto in amministrazione del personale e consulenza del lavoro con attività dapprima in studio professionale e attualmente in una multinazionale di servizi.

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