Il governo cinese adotta misure volte a contrastare l’eccesso di capacità produttiva e l’ eliminazione di tecnologie obsolete

di Lorenzo Riccardi CommentaIn Fiscalità Estera

In Cina il Ministero dell’ industria e dell’ informazione tecnologica (MIIT) si stà impegnando nel promulgare misure per contrastare l’ eccesso di capacità produttiva in quei settori in cui tale saturazione stà costituendo una minaccia sempre più concreta alla crescita economica.

Come rivelato dal vice ministro del MIIT Mao Weiming nel corso di una conferenza stampa, il governo cinese imporrà un divieto per i nuovi progetti nei settori dell’ acciaio, del cemento, dello alluminio elettrolitico, del vetro piano, e dei cantieri navali fino al 2017. Per gli stessi settori verranno inoltre gradualmente tagliati quei progetti che non rispetteranno gli standards minimi. Il vice ministro si è concentrato sulla sempre maggiore importanza che verrà data dal governo cinese a quelle operazioni di fusione o di scissione tra società volte all’ eliminazione di tecnologie obsolete e alla salvaguardia ambientale, al rispetto degli standards di sicurezza e allo sviluppo di energie rinnovabili. Queste misure sono volte a sanare gli effetti generati da una politica degli anni passati in cui si sono favoriti ingenti investimenti e generosi finanziamenti a settori che si sono sviluppati in modo sproporzionato rispetto all’effettiva domanda di mercato. A favore di queste misure si è espresso anche Wang Jian, segretario generale della Società Cinese di Macroeconomia, che ha invocato misure ad hoc e riforme strutturali per quei settori maggiormente a rischio. L’economista Zou Jiming intervistato dal Moody’s Investors Service ha inoltre messo in evidenza come il Margine netto di profitto delle grani-medie imprese siderurgiche cinesi sia crollato a valori prossimi allo zero a causa di una sproporzionata crescita della capacità produttiva rispetto alla domanda di mercato. Non più confortante è quanto è emerso da un questionario somministrato dallo State Council’s Development Research Center ad un campione di 3.545 imprese in cui il 71% ha apostrofato il problema dell’ eccesso di capacità produttiva come “considerevolmente serio” o “ molto serio”, e il 68% delle imprese del campione ha quantificato in tre anni il tempo necessario per riposizionare la propria capacità produttiva a valori conformi all’ effettiva domanda reale di mercato. Appartiene allo stesso filone di pensiero anche il contributo fornito da Shang Fulin, capo della Commissione responsabile delle banche cinesi, che ha messo in guardia su un possibile effetto a catena che potrebbe derivare dal peggioramento della qualità dei crediti delle imprese che soffrono di eccesso di capacità produttiva e che avrebbe inevitabilmente effetti negativi sull’ economia reale cinese. Tramite queste misure a contrasto dell’ eccesso di capacità produttiva in alcuni settori si mira a sostenere il tasso di crescita economica che ha nel 2013 si è assestato al 7,7% e che, secondo il giudizio degli analisti, nel 2014 si aggirerà intorno al 7,5%.

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Lorenzo Riccardi

Dottore commercialista specializzato in fiscalità internazionale. E’ Professore Associato presso Xian Jiao Tong-Liverpool University dove insegna taxation e advanced taxation ed è autore di articoli e saggi su tematiche di vario genere relative agli investimenti stranieri in Asia Orientale. Vive e lavora a Shanghai, dove si occupa di diritto commerciale e tributario, seguendo gli investimenti stranieri in Cina e Sud Est Asiatico. Ricopre il ruolo di sindaco e consigliere per diversi gruppi societari ed è socio dello Studio di consulenza RSA, specializzato in Asia e paesi emergenti. Ha pubblicato “Guida alla fiscalità di Cina, India e Vietnam” edito da IlSole24Ore ed è membro dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano, del Registro dei Revisori dei Conti in Italia, dell’accountants association del Vietnam e dell’Hong Hong Institute of CPAs in Hong Kong. Tiene seminari e convegni su economia e diritto tributario in Oriente ed è responsabile della sezione “Asia” della banca dati online “Fisco e Tasse” (Maggioli Editore).

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