Il garage non consente la revoca delle agevolazioni “prima casa”

di Mario La Manna CommentaIn Commenti Giurisprudenza e Prassi, Contenzioso, La Casa

La Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25161 dell’8 Novembre 2013, ha rigettato il ricorso dell’Agenzia delle Entrate avverso la decisione della CTR che aveva confermato l’annullamento dell’avviso di liquidazione emesso nei confronti di un contribuente, cui era stato revocata l’agevolazione “prima casa”. L’avviso veniva emesso e notificato poiché risultava che l’abitazione del contribuente, beneficiante dell’agevolazione, era di lusso in quanto avente una superficie superiore a 240 mq.
Tale maggiore superficie derivava dalla considerazione nel calcolo (effettuato dall’Ufficio in seguito a sopralluogo) di un garage, che veniva considerato abitabile.

 

I giudici di legittimità invece hanno ritenuto che, un locale munito di accesso proprio e con passo carrabile, sia da considerarsi un garage non abitabile.

 

Gli Ermellini fanno proprie le osservazioni del giudice di secondo grado, il quale ha ritenuto che il locale andasse qualificato come garage poiché, oltre alle caratteristiche elencate prima (passo carrabile e accesso proprio), erano molti gli elementi che facevano propendere per una qualificazione in tal senso. Primo fra tutti il fatto che dalle foto depositate dal contribuente, emergeva l’utilizzo di materiali per pavimentazione e infissi che, normalmente, vengono impiegati nei locali adibiti ad autorimessa. A ciò si aggiunga il fatto, di non poco conto, che nell’atto di acquisto il locale era stato indicato come garage.

A tali conclusioni, secondo la Cassazione, si poteva arrivare senza la nomina di alcun CTU poiché il consulente tecnico d’ufficio si ritiene necessario solo nell’ipotesi in cui il contribuente non abbia avuto altre possibilità di dimostrare i propri assunti.

Dello stesso avviso non è l’Ufficio il quale contesta la decisione della CTR per non aver disposto la consulenza. L’occasione viene colta dai giudici di Piazza Cavour per ribadire che la mancata nomina di un tecnico può essere criticata innanzi alla Cassazione unicamente sotto il profilo del vizio di motivazione, “nel senso che si deve criticare la spiegazione del diniego del giudice che consideri la CTU non indispensabile perché la prova poteva essere data con altri mezzi”. (v. Cassazione n. 5264/2012).

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Mario La Manna

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Dottore Commercialista e Revisore Legale dei Conti. Risiede a Nola (NA), classe '88, Laurea Specialistica in "Consulenza e Management Aziendale" conseguita a pieni voti presso l'Università degli Studi di Salerno. Si occupa principalmente di consulenza fiscale e contenzioso tributario. Iscritto dal 2011 all'A.N.CO.T.

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