Il futuro dell’Unione Europea ? Gli Stati Uniti d’Europa

di Prof. Dott. Francesco Verini CommentaIn Attualità, Parliamo di ...

Quando si sentono i contrasti aspri ed i veti incrociati di questi giorni, viene in mente il cammino compiuto dall’Unione, le motivazioni che l’hanno indotta e, soprattutto, le prospettive future.
Quando si tratta di prendere decisioni importanti, ogni Stato (ma la Germania in particolare) vuole rivendicare a sé la scelta definitiva che tuteli, innanzitutto, la propria situazione nazionale.
Ma allora ha ancora senso parlare di Europa Unita ? Alla domanda tutti si affrettano a dichiarare che l’euro è un processo irreversibile. Ma i padri fondatori l’avrebbero attuata così l’Unione ? Cosa volevano raggiungere ?
La prima ragione della nascita della Comunità Europea fu, senza dubbio, quella di evitare in futuro la distruzione di un’altra guerra degli Stati confinanti, la costruzione di una pace duratura; la seconda lo scambio commerciale attraverso la libera circolazione delle merci, senza il pagamento dei dazi doganali e la moneta unica avrebbe dovuto sostenere il mercato unico, quindi, l’economia reale.
E che ne è dell’integrazione politica e legislativa ? La rappresentanza democratica è espressa dai cittadini di ogni Stato attraverso l’elezione dei propri rappresentanti nel Parlamento Europeo mentre il Consiglio d’Europa ha bisogno della partecipazione dei Capi di Governo per essere propositivo come anche la Banca Centrale Europea ha al suo interno tutti i Governatori delle banche centrali nazionali.
Vi è una sorta di duplicazione della rappresentanza quasi che i “problemi” di ogni Stato vengono messi in comune ma poi nessuno è disposto ad accollarsi quelli degli altri perché sono troppo legati alla sua individualità che non potrà mai cambiare. Non è possibile immaginare l’Unione solo come una “ciambella di salvataggio” che interviene quando la “situazione” diventa difficile !
E qui tornano i dubbi “amletici” sul destino dell’Europa. La questione forse andrebbe incardinata nella possibilità di orientare il Trattato Europeo verso una Repubblica Federale Presidenziale in cui ogni Stato mantiene la propria autonomia ma elegge un Presidente che rappresenta tutti ed ha potere decisionale sulle questioni comuni.
In considerazione delle differenze e delle individualità di ogni Stato, la forma di coesione può essere solo la federazione.
L’unione monetaria soltanto non è più sufficiente e non riesce nemmeno più a mantenere il mercato unito !
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Prof. Dott. Francesco Verini

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Dottore Commercialista e Revisore Legale dei Conti, Revisore degli Enti Locali in Roma, L’Aquila e Pescara. Ha svolto le funzioni di Giudice Tributario in grado di appello a L’Aquila. Componente dell’Osservatorio Regionale per gli Studi di Settore presso l’Agenzia delle Entrate - Direzione Regionale Abruzzo. Libero Docente di Economia. Docente di Conciliazione Civile e Commerciale, di ADR Network con sede in Roma, accreditato al Ministero della Giustizia. Componente della Commissione Consultiva sul Processo Tributario presso L'Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Roma. Economista. Giornalista Pubblicista.

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