Il boom dell’arte contemporanea cinese

di Lorenzo Riccardi 2 CommentiIn Attualità, Fiscalità Estera

Se l’economia cinese muove una crescita capace di trainare il resto del globo, la cultura e l’arte seguono il progresso e gli interessi dello sviluppo economico dettato da Pechino.
L’anno scorso l’arte contemporanea proveniente dall’Asia ha rappresentano quasi un quarto del fatturato globale d’asta. Tra gli artisti piu’ quotati sul mercato mondiale, due sono cinesi, Zhang Xiaogang e Zeng Fanzhi.
Fino a pochi anni fa’ l’arte contemporanea cinese è stata destinata ai collezionisti europei e americani piu’ attenti e curiosi che hanno acquistato a buon mercato per poi valutare l’incremento costante delle quotazioni delle tele e dei pezzi acquistati. Ci si e’ mossi sulla scia dell’interesse crescente per l’Oriente piu’ che in base alla valutazione di un nuovo movimento sul mercato contemporaneo.
Lo sviluppo recente e’ avvenuto invece tra collezionisti asiatici, che hanno recentemente acquisito un nuovo appetito per l’arte contemporanea. Taiwan si e’ dimostrata la piazza piu’ sofisticata e attenta agli artisti cinesi. Ad Hong Kong, il gusto locale sembra invece preferire l’arte internazionale, subendo il contagio delle tendenze europee e statunitensi.
La maggior parte degli artisti cinesi vivono a Pechino, mentre il gruppo piu’ esteso di collezionisti e cultori della nuova arte si trova a Shanghai, il centro finanziario del Paese.
Quello su cui tutti i collezionisti cinesi concordano è la superiorità della pittura sulle altre tecniche. Il prezzo più alto mai pagato per una scultura di un artista contemporaneo cinese è poco più di 800.000 USD (per un opera in acciaio di Zhan Wang), meno di un decimo del prezzo massimo pagato per un dipinto di Zhang, venduto al valore di 10 milioni di USD. La tradizione cinese non considera la scultura come vera e propria arte, ma la riconduce all’artigianto e ad una tecnica inferiore nei significati.
Pechino è la capitale intellettuale della Cina e ha una scena fiorente tra artisti e gallerie nel proprio quartiere d’arte, chiamato 798. E’ importante essere vicini agli artisti, se si vuole aprire a Pechino. Le migliori gallerie, sono imprese abituate ai ritmi asiatici; spingono sugli artisti locali organizzando un ciclo continuo di mostre ed eventi a New York, Parigi e Basilea.
A contribuire alla vitalità degli artisti locali vi sono due istituzioni: la Central Academy of Fine Arts (CAFA) e l’Accademia d’arte di Hangzhou. l’Accademia ammette solo uno su 30 candidati e attrae i piu’ ambiziosi artisti cinesi. Molti artisti cinesi sono diventati noti attraverso uno stile fortemente riconoscibile, come i volti rosa e sorridenti nei dipinti di Yue Minjun. Ma la popolarità di questo tipo di lavoro sembra essere in declino e i nuovi artisti cercano differenti chiavi e significati.
Il modo in cui Zeng si e’ presentato al mondo dei collezionisti è esemplificativo di una tendenza generale. Nel 1990, l’artista vendeva la maggior parte dei suoi dipinti direttamente dal suo studio. In seguito ha lavorato con una serie di galleristi, stabilendosi con ShanghART. Ora ha firmato un accordo in esclusiva mondiale con Larry Gagosian per tutte le vendite fuori dal territorio cinese e l’artista e’ oggi considerato da alcuni critici come il Jackson Pollock del 21° secolo, valutando la carriera del grande espressionista astratto, che fu il primo pittore americano a ottenere il riconoscimento internazionale.
Il mondo dell’arte cinese si sta sviluppando rapidamente, con un numero di gallerie in costante crescita e artisti sempre piu’ quotati sul mergato globale. La cultura e l’arte seguono lo sviluppo economico ma comprare arte di qualità raramente è un buon modo per fare soldi alla svelta e i collezionisti cinesi sembrano puntare sull’arte con gli stessi criteri con cui investono nelle speculazioni record delle borse di Shanghai e Shenzhen.

Lorenzo Riccardi, Dottore Commercialista
GWA – [email protected]

Lorenzo Riccardi è un dottore commercialista specializzato in fiscalità internazionale presso l’IBFD di Kuala Lumpur e ha conseguito un master in economia all’Università UIBE di Pechino. E’ autore di articoli e saggi su tematiche di vario genere relative agli investimenti stranieri in Asia Orientale. Vive e lavora a Shanghai, dove si occupa di diritto commerciale e tributario, seguendo gli investimenti stranieri in Cina e Sud Est Asiatico. Ricopre il ruolo di sindaco e consigliere per diversi gruppi societari ed e’ socio dello Studio di consulenza GWA, specializzato in Asia e paesi emergenti. Ha recentemente pubblicato “Guida alla fiscalita’ di Cina, India e Vietnam” edito da IlSole24Ore.

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Lorenzo Riccardi

Dottore commercialista specializzato in fiscalità internazionale. E’ Professore Associato presso Xian Jiao Tong-Liverpool University dove insegna taxation e advanced taxation ed è autore di articoli e saggi su tematiche di vario genere relative agli investimenti stranieri in Asia Orientale. Vive e lavora a Shanghai, dove si occupa di diritto commerciale e tributario, seguendo gli investimenti stranieri in Cina e Sud Est Asiatico. Ricopre il ruolo di sindaco e consigliere per diversi gruppi societari ed è socio dello Studio di consulenza RSA, specializzato in Asia e paesi emergenti. Ha pubblicato “Guida alla fiscalità di Cina, India e Vietnam” edito da IlSole24Ore ed è membro dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano, del Registro dei Revisori dei Conti in Italia, dell’accountants association del Vietnam e dell’Hong Hong Institute of CPAs in Hong Kong. Tiene seminari e convegni su economia e diritto tributario in Oriente ed è responsabile della sezione “Asia” della banca dati online “Fisco e Tasse” (Maggioli Editore).

Comments 2

  1. Cerco informazioni sugli artisti europei che sono stati contatti da gallerie cinese (Shanghai) via on-line per esporre in grandi gallerie. Cerco di capire quali procedure seguono i cultori di queste gallerie….in due parole, sono successo “imbrogli” opere non restituite? Sono gradite testimonianze di esperienze positive per aiutare come funziona la mostra, i tempi di esposizione, il modo di contattare potenziali acquirenti….
    grazie
    C.

  2. Pingback: Il boom dell’arte contemporanea cinese | Galleria Bologna Tedofra

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