Il 5 per mille al non profit e i rilievi della Corte dei Conti

di Dott. Sergio Ricci CommentaIn No Profit

Il 5 per mille al vaglio della Corte dei Conti.

Con la delibera 14 del 23 dicembre 2013 la Corte dei Conti ha effettuato una attenta, accurata e complessa disamina sull’istituto del 5 per mille ed ha espresso alla fine una valutazione non del tutto lusinghiera sulla destinazione e gestione del 5 per mille.

Il 5 per mille viene ritenuto “confuso ed inadeguato al possibile nuovo ruolo istituzionale del privato sociale” dalla Corte dei Conti. Il giudizio è espresso nella relazione inviata nel dicembre scorso al Parlamento e alle principali amministrazioni dello Stato.

Il documento , corredato dall’obbligo di comunicare alla Corte e al Parlamento entro sei mesi le “misure consequenziali adottate” o in alternativa entro 30 giorni “un provvedimento motivato” ove ritengano “di non ottemperare ai rilievi formulati”, elenca una serie di inefficienze del 5 per mille ad opinione dei magistrati contabili.

Alcuni rilievi della Corte dei Conti sono totalmente condivisibili. Ad esempio il tetto di spesa annuo, secondo i giudici , “ é in contrasto con le determinazioni dei contribuenti” ed in effetti ciò è ampiamente condivisibile, essendo diventato il 5 per mille ormai un 4 per mille. Lo stesso dicasi per i gravi ritardi nelle erogazioni dati dallo scarso coordinamento tra Amministrazioni Pubbliche, specie in un periodo come l’attuale in cui molti enti non profit sono afflitti da gravi crisi di liquidità, ritardi “dovuti alla pluralità di amministrazioni coinvolte, con scarso coordinamento tra loro, e a disfunzioni interne a ciascuna di esse, sono causa dell’incertezza sulla disponibilità delle risorse per i beneficiari”.

Alcune altre osservazioni della Corte dei Conti non appaiono, ad avviso dello scrivente, di particolare rilievo, potendosi ricondurre nelle valutazioni sulle ingiustizie sociali generali dell’umanità. Ad esempio il fatto che la disciplina “agevola, di fatto, gli organismi di maggiori dimensioni e più strutturati” e l’attribuzione delle risorse in base al reddito e quindi alla relativa Irpef alla stretta capacità contributiva “fa sì che alcuni enti che possono raccogliere il favore di optanti abbienti ottengano, anche con un basso numero di scelte, somme assai rilevanti”, in quanto nessuna scelta è ovviamente possibile per i milioni di cittadini che non pagano l’Irpef, essendo il 5 per mille appunto una quota dell’Irpef medesima. Ma non deve essere mai dimenticato, ad esempio che il 5 per mille è comunque un istituto che coinvolge 17 milioni di firme e che è uno dei pochi successi in termini di coinvolgimento diretto, anche in termini di fiscalità, dei cittadini negli ultimi anni. Inoltre, ed è invece questa un’analisi interessante da parte della Corte dei Conti “sussiste un conflitto di interesse di numerosi enti che, anche indirettamente, gestiscono i Centri di assistenza fiscale e sono potenziali beneficiari del 5 per mille”.

Anche alla luce di tale analisi della Corte dei Conti,, in particolar modo al capitolo 9 della relazione che evidenzia “raccomandazioni” e possibili soluzioni, diversi parlamentari hanno sottoscritto in favore di una stabilizzazione del cinque per mille ( in modo che diventi legge strutturale) e dell’eliminazione del tetto del cinque per mille medesimo. Si tratta infatti di due elementi che è necessario definire strategici per gli enti non profit, per le loro finanze e per la loro programmazione in quanto permetterebbe, quanto meno di prevedere una continuità minima dei progetti che vengono finanziati ( e non dimentichiamo, anche rendicontati) ogni anno da parte degli enti non profit con tali risorse.

 

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Dott. Sergio Ricci

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Il dr. Sergio Ricci è uno degli esperti italiani del settore non profit e cooperativo con particolare riferimento agli aspetti manageriali, organizzativi , finanziari, tributari e contabili. Come consulente di direzione è iscritto Apco 2012/0019 ed è qualificato internazionalmente (Certified management consultant). In tale veste di esperto collabora da circa venti anni con le più importanti riviste e testate, italiane e anche straniere, vantando circa 350 pubblicazioni sul tema del non profit. Tra le riviste e testate dove vi sono suoi articoli e commenti, si segnalano : la rivista Terzo Settore del Sole 24 Ore, Il Consulente Non profit del Quotidiano Avvenire, la Rivista della Guardia di Finanza dell’Ente Editoriale della Guardia di Finanza, la rivista Enti Non Profit di Ipsoa Wolters Kluver Editore, la rivista Non Profit di Maggioli Editore, il giornale Volontariato Oggi del Centro Nazionale del Volontariato, la Rivista Associazioni & Sport di Euroconference Editore, solo per citarne alcune. Tra le altre pubblicazioni, è autore del libro “Trust e Non Profit” ( gennaio 2013) pubblicato da Maggioli Editore ed è curatore del Codice del Non Profit pubblicato da Novecento Media Editore ( gennaio 2014). Tiene altresì molti corsi di formazione e seminari sul tema degli enti non profit, in particolare è docente al Corso di Specializzazione sul Terzo Settore e Non Profit tenuto presso l’Università Cattolica di Milano ed al Corso di Perfezionamento “Diritto, Fisco e Società Civile nel Terzo Settore” tenuto presso l’Università Statale di Milano. Lo Studio Professionale del dr. Ricci Sergio, da sempre specializzato nel non profit e nella cooperazione, è lo studio di consulenza che segue molte importanti realtà del terzo settore e dell’economia sociale italiana. Lo Studio professionale opera, in conformità alla legge 4/2013, fornendo un’assistenza complessiva a tutte le tipologie di enti non profit con particolare riferimento alla gestione direzionale, organizzativa, manageriale, contabile, finanziaria e tributaria ivi compresa l’assistenza allo sviluppo dell’economia innovativa e sociale. Maggiori informazioni si possono trovare anche su : www.riccisergio.com oppure su www.studioriccinonprofit.com

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