Flat tax

Flat Tax: l’aliquota unica del 25%

di Luigi Pellecchia 1 CommentoIn Il peso del fisco, In Evidenza, Testata

Da diverso tempo si parla di cambiare il sistema di imposizione fiscale, da quello attuale con aliquote crescenti in base al reddito a quello con un’unica aliquota (Flat).

L’Istituto Bruno Leoni ha proposto una revisione del sistema fiscale incentrandolo su un’unica aliquota del 25% da applicarsi a IRPEF, IRES  e IVA.

Queste revisioni, poi, si accompagnerebbero all’abolizione di IRAP e IMU.

L’ultimo rapporto sul Fisco in Italia, prodotto dalla Corte dei Conti, evidenzia come sia pesante il carico tributario, con un cuneo fiscale del 10% superiore rispetto al resto dell’Europa. Inoltre redditi sui quali attingere sono diminuiti sia nel tempo, sia in numero e valore.

L’attuale scaglionamento IRPEF prevede, sostanzialmente, un aumento del carico fiscale sopra i 28.000 €. Oltre tale soglia di reddito, infatti, l’aliquota fiscale passa dal 27%  ad un valore medio del 41 % (considerando le tre aliquote 38%, 41% e 43% divise per scaglioni).

Secondo uno studio diffuso da “Il Corriere” i versamenti di tale Imposta,sono distribuiti nel seguente modo:

60% lavoratori dipendenti,
34% pensionati,
5% suddiviso tra imprenditori, commercianti e professionisti.

I benefici di una flat tax, così come proposta dall’Istituto Leoni, per quei soggetti ad aliquota massima  del 43% (si parla di circa 900 mila soggetti) sarebbero evidenti, vista la conseguente diminuzione del carico fiscale.

Inoltre, considerando anche il numero basso di questi ultimi redditi, non occorrerebbe molto per finanziarla. Altresì in questo modo, si creerebbe anche uno stimolo per l’emersione di altri soggetti che vorrebbero regolarizzarsi.

Le attuali regole ordinarie dell’imposta sulle persone fisiche prevedono, oltre tutto, la sottrazione dal carico imponibile di redditi quali quelli relativi a terreni e capitale, che svuotano ancor più il reddito  sul quale effettuare il calcolo dell’imposta.

Sul fronte dell’IVA, invece, la proposta dell’Istituto Leoni trova delle difficoltà, in quanto un aumento dell’imposta sui consumi porterebbe ad un calo dei consumi stessi, oltre che a una diminuzione delle entrate.

Ovviamente la sola Flat tax non basta: il sistema impositivo dovrebbe calibrare, infatti,  le attuali “ Tax Expenditures” ossia le (agevolazioni fiscali che riducono il prelievo per alcuni contribuenti, come le classiche detrazioni e deduzioni d’imposta, (si va dai crediti d’imposta, in genere riservati alle imprese, per finire con le aliquote ridotte, come quelle per l’Iva e le imposte sostitutive come la cedolare secca sugli affitti), con altre che tengano conto meglio anche di fattori socio-economici, quali nucleo familiare e incapienti.

L’attuale sistema fiscale con aliquote crescenti si è ormai svuotato della sua capacità di essere efficiente e la necessità di passare, quindi, ad un fisco migliore e più giusto, che riesca a determinare più efficientemente l’imponibile, è diventata di fatto fondamentale. I

l bisogno vero è quello di far venire fuori la ricchezza del lavoro sia prodotta dai lavoratori sia dalle aziende.

Autore dell'articolo
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Luigi Pellecchia

Laurea in Economia Aziendale conseguita presso l'Università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli”. Referente fiscale presso un'unità periferica di C.A.F.. Autore di articoli su rivista di economia.

Comments 1

  1. Il suo supporto in termini fiscali è come sempre molto utile e professionale, vista la sempre più non chiara informazione da parte di improvvisati dottori in materia.

    Grazie per il suo contributo.

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