Finanziamento soci: senza imposta di registro se l’atto è redatto per corrispondenza

di Dott. Piero Bertolaso 1 CommentoIn Accertamento

L’imperversare della crisi rende il finanziamento soci una delle operazioni più frequenti nella pratica professionale per la cronica difficolta di accedere ai finanziamenti bancari.

Innanzitutto bisogna verificare se lo statuto prevede questa forma di finanziamento e regolamenta le relative modalità di erogazione e restituzione dello stesso, alla luce dell’art. 2467 c.c. che ne prevede una postergazione rispetto ad altre passività. Sotto il profilo fiscale si ricorda che gli interessi maturati per il socio persona fisica, non imprenditore, costituiscono reddito di capitale, ex art. 44, co. 4 Tuir. Ritengo inoltre corretto operare la ritenuta del 20% all’atto del pagamento mentre non si applica ritenuta alcuna, se trattasi di soggetto che detiene la partecipazione nel reddito d’impresa, in quanto gli interessi sono tassati come componente positivo di reddito (d’impresa).

Gli interessi incassati da soggetto IVA per il suo finanziamento fruttifero sono soggetti a fatturazione ma sono esenti da IVA in forza all’art. 10, co 1, n 1), Dpr 633/1972. Il versamento alla società costituisce cessione di denaro fuori campo IVA.

 Il problema a questo punto è si applica il registro per il principio di alternatività IVA – imposta di registro?

Nello specifico tra i soggetti coinvolti è opportuno intercorra uno scambio di corrispondenza dal quale si desuma l’impegno del socio a finanziare una determinata somma alla società, con obbligo di quest’ultima alla restituzione della somma. In linea teorica si sostiene che i finanziamenti sono soggetti a registrazione in termine fisso – con applicazione dell’imposta di registro al 3% – sole se risultano da scritture private; se invece risultano da scambio di corrispondenza commerciale o da delibera assembleare che autorizzano il finanziamento l’imposta è dovuta solo in caso d’uso( ad esempio perché vengono depositati presso cancellerie giudiziarie o presso uffici pubblici).

Si rileva per inciso che, ai fini dell’imposta di registro, il contratto stipulato per corrispondenza si distingue dal contratto stipulato per scrittura privata non autenticata per il fatto che nel secondo caso vi è un solo documento nel quale risultano formalizzate le volontà di tutti i contraenti e le loro sottoscrizioni, mentre, se si tratta di “corrispondenza”, in ogni documento è raccolta la volontà unilaterale di un solo contraente.

Peraltro la giurisprudenza del merito nella recente sentenza n. 36/03/12, emessa dalla C.T. Prov. di Treviso (depositata il 7 giugno 2012) afferma che l’atto di finanziamento stipulato tra soci e società non è soggetto a registrazione se redatto per corrispondenza. La sentenza è interessante perché esamina alcuni aspetti dell’imposizione indiretta degli atti di finanziamento dei soci a favore della società. In particolare il Collegio in quella sede ha sostenuto che il contratto di finanziamento dei soci a favore della società è soggetto ad IVA, anche se ne risulta esente e, inoltre, anche se redatto con scrittura privata non autenticata, non sconta l’imposta di registro, neppure in misura fissa, in quanto è soggetto a registrazione in caso d’uso.

Vi terrò informati sull’evoluzione della controversia.

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Dott. Piero Bertolaso

Dottore commercialista, con Studio in Modena e Milano, si occupa essenzialmente di contenzioso tributario. Svolge la propria attività in Emilia Romagna, Veneto e Lombardia assistendo il contribuente sia nella fase istruttoria, rapportandosi con gli Uffici finanziari, sia in sede giurisdizionale davanti alle Commissioni Tributarie.

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