Trasmissione telematica fatture emesse e ricevute

Fatture elettroniche: il punto al 1 luglio 2019 – data fatture, reverse charge, bollo

di Sergio Massa 6 CommentiIn Iva, Testata

Fatturazione elettronica dall’1.7.2019 – come cambiano le regole

Sta per finire la tolleranza dell’Ag. Entrate per i vari peccatucci commessi in questa prima fase sperimentale di fatturazione elettronica, anche se a noi sta per finire la pazienza di sopportare quotidianamente le numerose modifiche normative sulla materia, tra l’altro ancora in fase di discussione.

Cosa cambia nel 2° semestre 2019?

Intanto e’ bene premettere che:

– la fattura elettronica (FE) si genera quando la si redige ma ancora non la si trasmette allo SdI;

– la FE si emette quando la si trasmette allo SdI (Sistema di Interscambio, cioe’ Agenzia delle Entrate);

– il momento impositivo Iva e’ sempre quello di cui all’art. 6/633, cioe’ il momento di effettuazione dell’operazione, che coincide con la spedizione del bene, con il pagamento di un acconto, con il pagamento di un servizio o comunque con l’emissione della FE.

E’ comunque da tener presente una regola fondamentale: il Fisco esige l’Iva sempre come mese di effettuazione dell’operazione, non dopo.

Generare una FE senza trasmetterla allo SdI vuol dire NON AVERLA EMESSA.

Vediamo ora date e termini da rispettare dall’1 luglio, distinguendo tra FE immediata e FE differita.

1) Maggiori termini per emettere la fattura elettronica immediata

La fattura elettronica immediata e’ quella che si emette lo stesso giorno di effettuazione dell’operazione: tipicamente ad es. quando si riceve un acconto da clienti. Il campo “Data” della fattura e’ la data di effettuazione dell’operazione, non la data di trasmissione allo SdI, in quanto questa data puo’ essere successiva e viene gia’ certificata dall’Ag. Entrate.

Esempio: si riceve un acconto da clienti il 14 luglio. La fattura e’ immediata e va datata 14 luglio con numerazione progressiva, ma la trasmissione allo SdI puo’ essere ritardata di 10 giorni (12 secondo il Decreto che sta per essere approvato). Quindi la trasmissione allo SdI al massimo deve avvenire entro il 26.7.

Se l’acconto viene ricevuto a fine mese, ad es. il 26.7, la trasmissione allo SdI puo’ avvenire entro il 7.8 ma tale Fattura e tale Iva deve partecipare alla liquidazione del mese di luglio.

Estremizzando, se l’acconto viene ricevuto il 31.7 occorre generare la fattura con Data 31.7, poi puo’ essere trasmessa allo SdI anche dopo, entro 12 giorni, purche’ nel Registro Iva partecipi ai calcoli Iva del mese di luglio.

2) Data e termini della fattura elettronica differita

Nulla pare cambiato.

E’ tale quella che viene emessa, in presenza di DDT o altro analogo documento, successivamente all’effettuazione dell’operazione. La norma prevede che la FE differita possa essere emessa entro il 15 del mese successivo, purche’ partecipi alla liquidazione Iva del mese di effettuazione dell’operazione, cioe’ a quella del mese precedente. Per cui se il gestionale non consente di generare fatture con data del mese successivo facendole partecipare all’Iva del mese precedente, non rimane che generare tali fatture, al massimo, con la data di fine mese corrente.

Altri sintetici esempi, per capire meglio, ipotizzando che il gestionale Iva non consenta di emettere (=trasmettere allo SdI) FE con data del mese dopo liquidandole come Iva nel mese precedente:

a) Fattura immediata

Acconto del 10.7; data della fattura immediata 10.7 scrivendo nel corpo fattura che in data 10.7 abbiamo ricevuto un acconto; trasmissione allo SdI max entro il 22.7.

b) Fattura immediata

Acconto del 10.7; consegna merce il 15.7. Dobbiamo generare e trasmettere due fatture: la prima immediata datata 10.7 con obbligo di trasmetterla max entro il 22.7. La seconda di saldo e’ una FE differita e la possiamo generare max entro il 31.7 con obbligo di trasmetterla allo SdI max entro il 15.8.

c) Fattura differita (in caso di DDT o di Report di interventi)

DDT del 10.7 e del 20.7; genero la fattura successivamente; la dato 20.7 o, al max, 31.7; la trasmetto allo SdI max entro il 15.8.

E’ comunque buona norma tener conto anche delle esigenze dei clienti, i quali non vedono l’ora di poter detrarre l’Iva, per cui suggeriamo di datare le fatture al massimo come fine mese e di trasmetterle allo SdI subito dopo, affinche’ il cliente, pur ricevendola nei primi giorni del mese successivo, possa comunque detrarre l’Iva nel mese precedente (N.B. questa possibilita’ non vale, stranamente, per le fatture di dicembre che si ricevono in gennaio).

Naturalmente, se il gestionale lo consentisse, e’ sempre possibile emettere fatture differite anche con la data (massima) del 15 del mese successivo, a patto che partecipino alla liquidazione Iva del mese precedente, anche istituendo un sezionale Iva apposito.

Registrazione delle fatture emesse

Il testo attuale dell’art. 23/633 dice che “Il contribuente deve annotare in apposito registro le fatture emesse, nell’ordine della loro numerazione, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni e con riferimento allo stesso mese di effettuazione delle operazioni.”

E’ stato quindi eliminato ogni riferimento alla data di emissione.

Per cui e’ sufficiente che la registrazione segua l’ordine della numerazione delle fatture emesse, prescindendo dalla loro data. Se ci sono date che si accavallano (ad es. registrazione della FE n. 3 del 9.7.2019 e successivamente registrazione della FE n. 4 dell’8.7.2019) secondo noi va ugualmente  bene: infatti e’ stata rispettata nella registrazione l’ordine di numerazione, che e’ quello che conta.

Le regole da rispettare, quindi, in sintesi sono:

1) la fattura emessa va univocamente identificata, e per far cio’ e’ sufficiente la diversa numerazione;

2) la fattura emessa deve partecipare SEMPRE alla liquidazione Iva del mese di effettuazione dell’operazione.

Un’eccezione e’ costituita dalle triangolazioni nazionali, dove i termini slittano al 15 del mese successivo a quello di emissione/trasmissione.

Fatture cartacee

Sono quelle, ad es., emesse da soggetti esonerati dalla fatturazione elettronica.

Nel campo data si indica la data di emissione fattura, salvo indicare nel corpo anche la data di effettuazione dell’operazione.

Fatturazione elettronica e Reverse Charge

Esistono 2 tipi di reverse charge, quello chiamato interno e quello esterno.

Il primo riguarda FE ricevute da operatori italiani, senza addebito di Iva (es.: imprese di pulizie, installazione impianti e completamento di edifici, ecc.). Si riconosce dal codice TD01 del campo TipoDocumento.

La FE in reverse charge, non potendo essere integrata a mano come si faceva una volta poiche’ immodificabile, va stampata su carta, numerata ed integrata con l’Iva, con registrazione sia nel Registro acquisti che in quello vendite.

In alternativa e’ consentito emettere un secondo documento, da allegare al file della FE ricevuta, per inviarlo allo SdI: il vantaggio e’ solo quello della conservazione digitale.

Il reverse charge esterno riguarda fatture (es.: quelle ricevute ricevute da fornitori UE) normalmente non elettroniche, per le quali, oltre alla integrazione sopra vista, vige anche l’obbligo di inserirle nell’Intrastat e nell’esterometro.

Fatturazione elettronica ed Autofatture

Le Autofatture vengono emesse, anziche’ dal fornitore, dal cliente. Riguardano casi particolari, come gli acquisti da agricoltori esonerati, gli acquisti di servizi da soggetti ExtraUE (che vanno nell’Esterometro), e le Autofatture-denuncia, che sono quelle emesse dal cliente che non ha ricevuto la FE nei 4 mesi.

Poi esistono anche le Autofatture dove fornitore e cliente coincidono (es.: autofatture per autoconsumo, per omaggi) che vanno emesse in formato elettronico e devono transitare dallo SdI.

Fatturazione elettronica e Bolli

Ricordiamo intanto che l’imposta di bollo va versata ogni 3 mesi, entro il 20 del mese successivo al trimestre. Il prossimo versamento pertanto scadra’ il 20.7.2019.

Nei calcoli occorre aggiungere anche il bollo dovuto su eventuali fatture emesse extra SdI, ad es. verso clienti esteri. L’importo che lo SdI calcola, infatti, non comprende queste fatture in quanto non transitano dallo SdI.

Naturalmente il bollo non si calcola sulle fatture scartate dallo SdI.

Infine ricordiamo che il bollo e’ dovuto, per solidarieta’, da tutti i soggetti interessati, quindi anche il cliente che riceve una FE sprovvista della dicitura del bollo, se non regolarizza l’omissione entro 15 giorni, e’ ritenuto solidalmente responsabile.


Autore dell'articolo
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Sergio Massa

Dott. Sergio Massa, iscritto all'Albo Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Bologna col n. 214/A, Revisore Svolge attività di consulenza nei confronti di societa', imprese e professionisti in materia contabile, amministrativa, tributaria e societaria, contenzioso tributario,revisione società, procedure concorsuali.

Comments 6

  1. Io ho un problema.
    Ho ricevuto uno scontrino in ritardo con data 28/06 ho dovuto emetterla con data 1/07 (Perché prima ho registrato uno scontrino datato 1/07).
    È sanzionabile?

    1. Mi puo’ per favore riscrivere piu’ dettagliatamente la domanda?
      Non ho capito se lo scontrino l’ha ricevuto (come acquisto ?) e non capisco cosa ha dovuto emettere l’1/7.
      Grazie

  2. Impresa di impianti meccanici, lavoriamo con un cliente su SAL mensili, ma prima di fatturare dobbiamo avere autorizzazione.
    con SAL al 30/06/2019 se ci autorizzano il 15/07/2019 possiamo fatturare al 30/06/2019?
    grazie

    1. Buongiorno.
      Se lavorate su SAL mensili significa che effettuate una prestazione di servizi.
      Nulla e’ cambiato con l’avvento della fatturazione elettronica, le regole sono sempre le stesse.
      Come prestazione di servizio il momento impositivo e’ quello del pagamento, ovvero quello dell’emissione della fattura se anticipata rispetto al pagamento.
      Pertanto, a mio parere, se vi autorizzano il SAL il 15.7.2019, in generale potete emettere fattura elettronica dal 15.7 in avanti, datandola 15.7 o successivi.
      Tuttavia nessuno vi vieta di emetterla con data 30.6, immagino per guadagnare sui termini di pagamento, ma a patto che quell’Iva sia da voi liquidata come mese di giugno, non di luglio. Infatti il SAL e’ stato equiparato ad un DDT, nel senso che da’ diritto alla fatturazione differita, la quale puo’ avvenire entro il 15 del mese successivo (cioe’ puo’ essere trasmessa allo SdI entro il 15 del mese successivo a patto che partecipi alla LIPE del mese precedente, cioe’ giugno. Verifichi se il suo gestionale glielo consente).
      Ma con l’amarezza per il cliente di detrarre quell’Iva solo nel mese di luglio, in quanto la ricevera’ dallo SdI dopo il 16 luglio.
      In conclusione bene sarebbe datare la fattura, ad es., 15.7 e trasmetterla nei termini allo SdI.
      Se la datate 30.6 potete trasmetterla allo SdI al massimo il 15.7, ma quell’Iva va pagata entro il 16.7.

  3. Salve, io non ho capito una cosa: emetto fatture differite da ddt, quindi emetterò per ogni cliente una fattura unica con data quella dell’ultimo ddt emesso. Ma posso emettere, ad esempio, fattura n. 50 del 30/07/2019, fattura n. 51 del 26/07/2019, fattura n. 52 del 29/07/2019?? O devo stare attenta alla data dell’ultimo ddt ed emettere le fatture in fila?’ Spero di essermi spiegata, grazie.

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