Fatturazione elettronica e consenso del destinatario – La posizione dell’Agenzia spagnola

di Belén Cabrera Vendrell 1 CommentoIn Fiscalità Estera, Iva

Una delle finalità perseguite dal Legislatore comunitario nell’introduzione della nuova normativa di recepimento della Direttiva 2010/45/UE risiede nella volontà di favorire l’utilizzo della fattura elettronica garantendone l’equiparazione con la fattura cartacea.  Tale equiparazione risponde all’obiettivo della Direttiva di promuovere l’utilizzo di questo strumento per diminuire costi e rendere più competitive le aziende.

Così come dispone la Direttiva è necessario il consenso del destinatario della fattura a ricevere la stessa in formato elettronico.  Ma tale consenso come deve essere manifestato? In quale forma?

A questo proposito – non essendo ancora arrivati chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate italiana – vi proponiamo quanto detto dall’Agenzia delle Entrate spagnola nell’”Informe de la Dirección General de Tributos” del 16.01.2013.

In riferimento alla forma da utilizzare per il consenso, il citato documento espone che è stata la stessa Commissione Europea nelle note esplicative sull’interpretazione degli articoli della Direttiva 45/2010/UE che ha interpretato tale questione:

“La menzione specifica che il ricorso ad una fattura elettronica è subordinato all’accordo del destinatario trova la sua ragione di essere principalmente nei requisiti tecnici necessari per ricevere una fattura elettronica o nella capacità del destinatario di assicurare l’autenticità, l’integrità e la leggibilità, in quanto si tratta di aspetti per i quali occorre essere preparati e che non esistono per le fatture cartacee.

Tenuto conto che le fatture cartacee e quelle elettroniche devono ricevere lo stesso trattamento, l’accettazione di una fattura elettronica da parte del destinatario può essere determinata in modo analogo a quello in cui una fattura cartacea può essere considerata accettata dal destinatario. Può trattarsi di un’accettazione scritta, sia essa formale oppure no, o di un tacito accordo attraverso, per esempio, la trattazione o il pagamento della fattura ricevuta.

In ogni caso, la decisione di ricorrere a una fattura elettronica dipende in ultima analisi dall’accordo tra le controparti commerciali”.

Il documento citato afferma che né la Direttiva né il Regolamento di recepimento spagnolo hanno stabilito la forma nella quale debba essere dato il consenso al ricevimento delle fatture elettroniche. Ciò che risulta chiaro dalle parole citate poc’anzi è che l’accettazione potrà essere espressa o tacita, ma deve trattarsi di un consenso informato, ovvero, il destinatario deve disporre delle conoscenze e strumenti necessari a ricevere la fattura elettronica.

Il consenso informato dovrà specificare in che modo si procederà, una volta accettato, a ricevere la fattura elettronica e la possibilità per il destinatario, che ha dato il suo consenso, di revocare lo stesso.

In questo senso, non sarà sufficiente che il soggetto passivo che invia la fattura elettronica, conosca o richieda un indirizzo di posta elettronica al destinatario della fattura, o informi lo stesso della possibilità di accedere e scaricare la fattura tramite un portale o una casella di posta elettronica dalla quale, con connessione ad Internet, sarà possibile scaricare o visualizzare la fattura.

Sarà invece necessario che vi sia la costanza espressa (ad esempio, con l’invio dell’accettazione esplicita o, se del caso, della non accettazione della fatturazione elettronica) o tacita (per esempio, dal riscontro che il destinatario ha avuto accesso alla pagina web o al portale elettronico dell’emittente della fattura dove vengono messe a sua disposizione le fatture elettroniche e non ha comunicato il suo rifiuto a ricevere fatture elettroniche) che il destinatario ha dato il suo consenso informato alla fatturazione elettronica.

Tale documento ci può dare delle utili indicazioni in attesa che l’Agenzia delle Entrate italiana si esprima sulla questione.

VERSIONE ORIGINALE IN SPAGNOLO

Uno de los objetivos perseguidos por la Comunidad Europea con la introducción de la nueva legislación de transposición de la Directiva 2010/45/UE es la voluntad de promover el uso de la factura electrónica garantizando su equivalencia con la factura en papel. Con dicha equivalencia la Directiva tiene como fin promover el uso de esta herramienta para reducir gastos y aumentar la competitividad de las empresas.  Tal y  como dispone la Directiva, para que la emisión de facturas electrónicas sea válida es necesario el consentimiento del destinatario de la factura a recibir la misma en formato electrónico. Este consentimiento ¿cómo se debe manifestar? ¿En qué forma?

En este sentido, la Administración Tributaria italiana no ha dado ningún tipo de aclaración al respecto. No obstante sí lo ha hecho la Agencia Tributaria española en el ‘”Informe de la Dirección General de Tributos” del 16.01.2013. En dicho informe se establece en referencia a los requisitos formales sobre forma de manifestar el consentimiento que la Comisión Europea en las notas aclaratorias sobre la interpretación de los artículos de la Directiva 45/2010/UE ha establecido la cuestión aquí analizada:

La mención específica de que el uso de facturas electrónicas deberá ser aceptado por el destinatario tiene su justificación en los requisitos técnicos necesarios para recibir una factura electrónica o en la capacidad del destinatario de garantizar la autenticidad, la integridad y la legibilidad, para lo cual podría ser necesario disponer las medidas adecuadas, circunstancia que no se da en el caso de facturas en papel.

Dado que procede aplicar el mismo trato a la facturación en papel y la facturación electrónica, para determinar la aceptación de una factura electrónica por el destinatario se podrían aplicar criterios similares a los que se aplican para determinar la aceptación de una factura en papel.

Cabe citar, entre otros, cualquier aceptación por escrito, ya sea formal o no, o el acuerdo tácito mediante, por ejemplo, el procesamiento o el pago de la factura recibida.

En cualquier caso, la decisión de usar  facturas electrónicas sigue siendo, en última instancia, un asunto que deberá ser acordado por los socios comerciales.”

Asimismo, la Dirección General de Tributos de España establece en el citado informe que lo que se desprende de las palabras de la Comisión Europea transcritas anteriormente, es que la aceptación puede ser expresa o tácita, pero debe ser un consentimiento informado puesto que el destinatario debe tener el conocimiento y las herramientas necesarias para recibir una factura electrónica.

El consentimiento informado deberá especificar cómo se procederá, una vez aceptada, a la recepción de la factura electrónica y la posibilidad, para el destinatario que ha dado su consentimiento, a revocar el mismo.  En este sentido, no será suficiente que el sujeto pasivo que envía la factura electrónica, conozca o solicite una dirección de e-mail al destinatario de la factura o informe al mismo de la posibilidad de acceder y recepcionar la factura a través de un portal o buzón electrónico desde el que, con conexión a internet, pueda descargar o consultar la factura.

En cambio, será necesaria  la constancia expresa (por ejemplo, mediante la remisión expresa de la aceptación o, en su caso, de la no aceptación, de la factura electrónica) o tácita (por ejemplo, mediante la constatación de que el destinatario ha accedido a la página web o portal electrónico del expedidor de la factura en el que se ponen a su disposición las facturas electrónicas y no ha comunicado su rechazo a la recepción de las facturas electrónicas) de que el destinatario ha dado su consentimiento informado a la facturación electrónica.

Este documento puede darnos algunas útiles reflexiones a la espera de la posición de la Agencia Tributaria italiana sobre la cuestión.

Belén Cabrera

Diana Pérez Corradini


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Belén Cabrera Vendrell

Laureata in Giurisprudenza presso la Facoltà di Ciencias Jurídicas de la Universidad Rovira i Virgili di Tarragona (1999-2003). Máster in Consulenza e Management Tributario presso la Escuela Superior de Administración y Dirección de Empresas (ESADE) di Barcellona (2004). Dal 2006, Avvocato esercente nel Colegio de Abogados de Barcelona (ICAB). L’area professionale in cui opera, dal 2005 nello Studio SFFR Advocats i Economistes di Barcellona, è il Diritto Tributario. Relatrice in diversi corsi e seminari presso il Colegio de Economistas di Barcellona.

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