Cina e creazione della nuova via della seta marittima

Cina: Expo internazionale della Via della Seta Marittima

di Lorenzo Riccardi CommentaIn Fiscalità Estera

Dal 31 ottobre al 2 novembre si è svolta a Dongguan la prima Expo internazionale della Via della Seta Marittima del 21esimo secolo. In tre giorni sono stati siglati contratti per un valore totale di $ 28.6 miliardi, raggiungendo quasi la stessa quantità di contratti siglati in 21 giorni alla Fiera di Canton.

Secondo quanto afferma il comitato organizzativo l’evento ha visto la presenza di 80.000 visitatori provenienti da 42 paesi.

La manifestazione è stata realizzata a seguito della proposta avanzata dal presidente cinese Xi Jinping durante la sua visita in Indonesia.

L’ Expo rappresenta il primo grande passo verso quello che è il vero obiettivo del governo cinese, la costruzione della  “Via della Seta Marittima” e della “Nuova Via della Seta”, la secolare via commerciale lunga 8.000 km che collegava l’Asia all’Europa. Per fare ciò il governo cinese ha predisposto un fondo da $ 40 miliardi con lo scopo di finanziare la realizzazione di infrastrutture per il collegamento dei paesi lungo la via commerciale.

Il finanziamento sarà limitato alle regioni presenti nel piano, cioè Asia Centrale , Medio Oriente, Asia meridionale , Sud-Est asiatico e alcune parti dell’Europa. Il fondo servirà, inoltre, ad espandere la rete ferroviaria cinese e costruire  nuove strade in varie regioni cinesi. Nel prossimi cinque anni verranno creati, inoltre, 20.000 centri dedicati alla formazione dei cosiddetti  “professionisti della connettività”.

Al fine di finanziare la costruzione di infrastrutture nella regione, il Governo Cinese  ha proposto anche la creazione, attraverso un fondo da $ 50 miliardi, della “Asian Infrasctructure Investiment Bank”, che vede fra le 21 nazioni favorevoli alla sua istituzione, India, Vietnam, Singapore e Thailandia.

La nuova via della seta partirà da Xi’an, nella Cina centrale, attraverserà diversi paesi al confine con il Kazakistan, continuerà verso sud-ovest raggiungendo l’Iran e la Turchia, da qui arriverà ad alcuni paesi dell’Europa, come Germania e Olanda concludendo il percorso in  Italia, a Venezia.

Venezia sarà la città dove terminerà il percorso dell’altro grande progetto cinese, parallelo alla nuova via della seta, cioè la costruzione della via della seta marittima. Quest’ultima partirà da Quanzhou raggiungerà Kuala Lumpur, attraverserà l’oceano indiano, farà tappa ad Atene ed infine arriverà a Venezia dove si ricongiungerà con il percorso “terrestre” della nuova via della seta.

La nuova via commerciale permetterà di avvicinare l’Europa e l’Asia creando una comunità, una zona di cooperazione economica, che elimini barriere e generi vantaggi per tutti. Pechino si aspetta che la cooperazione fra i vari paesi della via commerciale possa fare aumentare la produttività di ogni singolo Stato, offrendosi di fornire assistenza tecnologica nei vari settori chiave dei Paesi presenti lungo la via, confermando così la sua compatibilità economica con i paesi facenti parte del progetto.

 

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Lorenzo Riccardi

Dottore commercialista specializzato in fiscalità internazionale. E’ Professore Associato presso Xian Jiao Tong-Liverpool University dove insegna taxation e advanced taxation ed è autore di articoli e saggi su tematiche di vario genere relative agli investimenti stranieri in Asia Orientale. Vive e lavora a Shanghai, dove si occupa di diritto commerciale e tributario, seguendo gli investimenti stranieri in Cina e Sud Est Asiatico. Ricopre il ruolo di sindaco e consigliere per diversi gruppi societari ed è socio dello Studio di consulenza RSA, specializzato in Asia e paesi emergenti. Ha pubblicato “Guida alla fiscalità di Cina, India e Vietnam” edito da IlSole24Ore ed è membro dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano, del Registro dei Revisori dei Conti in Italia, dell’accountants association del Vietnam e dell’Hong Hong Institute of CPAs in Hong Kong. Tiene seminari e convegni su economia e diritto tributario in Oriente ed è responsabile della sezione “Asia” della banca dati online “Fisco e Tasse” (Maggioli Editore).

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