E’ possibile, tecnicamente, eliminare il contante?

di Pierpaolo Falchi 2 CommentiIn Attualità, In Evidenza, Parliamo di ...

La moneta è strumento indispensabile per il funzionamento del sistema economico, non vi è dubbio, ma pare possibile passare esclusivamente alla banconota elettronica esattamente come avvenne dalla metallica alla cartacea? Si segua il seguente ragionamento.

Si cominci a considerare la moneta metallica coniata dai vari Re, appare evidente che , per poter battere moneta occorreva innanzitutto il metallo, da qui un importante principio per il lettore: la proprietà di un bene è precedente necessario per il sorgere di un mezzo di pagamento di comune accettazione.

Il primo surrogato della moneta metallica fu il biglietto di banca: chi era in possesso di tale biglietto poteva chiederne il cambio in moneta sonante, l’emittente (tipicamente la banca) lo emetteva dietro consegna di metallo. Sebbene le ragioni di tale surrogato paiono evidenti (praticità negli scambi, sicurezza, ecc.) vi è un essenziale punto fermo anche nelle moderne economie: un debito con funzione monetaria (biglietto di banca) sorge come mezzo di pagamento di un bene (moneta in metallo prezioso), ossia nel patrimonio della banca sorge un debito e contestualmente un attivo.

La circolazione del biglietto apparve allora interamente connessa con il convincimento che il titolo fosse di fatto convertibile in toto in metallo. Tuttavia, se fosse stato così, la stampa delle banconote sarebbe stata un’attività in continua perdita dal momento che graverebbero tutti i costi di stampa e di conservazione del metallo. Per evitare tale danno allora occorreva emettere biglietti in più al fine di sostenere i costi, in altre parole il valore nominale delle banconote era (ed ‘è) superiore alle garanzie metalliche, ovvero l’assicurazione è parziale, la circolazione monetaria è sempre fiduciaria.

Del resto, il lettore ormai dovrebbe aver intuito: chi mai può pensare che la banca detenga tutti i contanti (in luogo delle vecchie monete d’oro) di noi risparmiatori in un cassetto? Evidentemente il sistema bancario e quindi finanziario, poggia sul fatto che noi tutti non sentiamo l’esigenza, contestuale, di prelevare il contante o come accadeva prima, l’oro.

Riprendendo il discorso, la circolazione della moneta fiduciaria cessa di essere conveniente non appena prevalga nel pubblico il desiderio di convertirla in oro. Ed ecco spiegato perché l’introduzione dei biglietti legali o si dice, a corso forzoso, inconvertibili per i residenti di un Paese in oro, ossia unico strumento per il pagamento di un debito non rifiutabile da parte del creditore per legge: moneta legale.

Chi bene osservi la successione logica dei fatti fin qui descritti intende subito che con lo stesso meccanismo con cui la moneta legale è più del metallo, parimenti, la moneta scritturale (assegni, bonifici, ecc.) è più della moneta legale. Se immaginassimo un’unica banca privata, oltre la banca centrale stampante, da 100 di moneta legale (bancone), questa riuscirebbe a far prestiti per un multiplo di tale cifra basandosi sul fatto che i suoi debiti (assegni ad esempio), non vengano convertiti in toto, dai possessori, in contante.

Si badi che un sistema del genere, si dice di riserva frazionata, non è un male ma funge da propulsore al sistema economico oltre che da strumento di politica monetaria ed economica da parte delle Istituzioni.

Venendo al quesito, titolo del presente articolo, si fa presente che governare la moneta legale di un Paese significa da un lato supportare il debito pubblico e dall’altro supportare la bilancia dei pagamenti con l’estero.

Se vi fosse dubbio fra la stretta relazione fra governo della liquidità e debito pubblico basti pensare al quantitative easing di Draghi, oppure al fatto che fino a non moltissimo tempo fa, Bankitalia al fine di sostenere i debiti del Tesoro, acquistava titoli di Stato indebitandosi o addirittura stampando moneta.

In altre parole, per chi sostiene che la moneta legale possa passare da cartacea a virtuale pecca, a giudizio di chi scrive si intende, almeno per due ordini di motivi:

1 – Attraverso il governo della liquidità ossia la stampa della moneta legale, la banca centrale riesce ad attuare politiche monetarie ed economiche influenzando i tassi di interesse e sostenendo il debito pubblico. Se la moneta cartacea fosse sostituita in toto dalla moneta elettronica, tale governo non sarebbe possibile. In un Mondo così immaginato, le Banche private attraverso assegni o bonifici, produrrebbero moneta legale con ben altri scopi rispetto al benessere diffuso. Forse, un’ipotesi più realistica potrebbe essere una moneta elettronica legale prodotta dalla Banca Centrale distinguibile dalla moneta elettronica comune. In tal caso il meccanismo di governo della liquidità potrebbe essere riprodotto, tuttavia una simile soluzione richiederebbe un controllo tecnologico, specialmente in tema di sicurezza e falsificazione, molto avanzato esponendo intere Nazioni ad attacchi informatici in grado di minare la stabilità dell’intero sistema economico.

2 – Chi afferma che parimenti alla circolazione forzosa delle banconote, ossia alla non sussistenza di legami fra capacità di acquisto della moneta e oro, si possa attuare una circolazione forzosa della moneta elettronica pecca in quanto il nesso è assolutamente necessario per quanto attiene ai pagamenti internazionali, ossia il corso dei cambi.

Le riserve auree di cui si sente parlare, è vero che non hanno alcun nesso con la moneta cartacea messa in corso, tuttavia esse devono rimanere in armonia con le variazioni del conto dei pagamenti con l’estero al fine di evitare speculazioni contro la moneta Nazionale e il debito pubblico. Tale meccanismo viene replicato per alcune monete, come ad esempio il dollaro U.S.A., che svolge anche funzioni di riserva valutaria.

In conclusione, il contante, bene materiale non facilmente riproducibile, pare almeno ai giorni nostri, insostituibile strumento di governo della liquidità e di attuazione di politiche monetarie ed economiche. La moneta elettronica ne è invece dipendente e non sostituto.



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Pierpaolo Falchi

Comments 2

  1. Un articolo interessante ma nell’ipotesi di una moneta elettronica legale prodotta dalla Banca Centrale l’utilizzo della tecnologia blockchain non ritiene che potrebbe garantire in tema di sicurezza e falsificazione un livello analogo, se non superiore, a quello del contante bene materiale non facilmente riproducibile? Grazie per l’attenzione.

    1. Sicuramente la blockchain, in futuro, potrà’ offrire tante opportunità in tal senso. L’obbiettivo dell’articolo tuttavia e’ porre all’attenzione del lettore il fatto che il contante e’ strumento di politica economica su base fiduciaria, tutte caratteristiche difficilmente riproducibili in un futuro prossimo dal digitale. Senza contare il fatto che per essere eliminato richiederebbe un’ accordo prima di tutto a livello di Unione Europea (e sappiamo quanto e’ difficili metter d’accordo tutti gli Stati membri). In un futuro più lontano poi non si sa, tutto possibile, ritengo che internet sia un po’ come la scoperta del fuoco, ancora non ne abbiamo appreso le potenzialità e rischiamo di bruciarci. Certamente l’eliminazione della moneta materiale in un futuro prossimo mi pare impossibile.

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