Effetti della notificazione degli atti tributari

Effetti notificazione degli atti tributari: doppio momento perfezionativo fra decadenza e prescrizione

di Mario La Manna 1 CommentoIn Accertamento, Contenzioso

Gli effetti della notificazione eseguita a mezzo del servizio postale si producono:

per il notificante, al momento della consegna del plico all’ufficiale giudiziario (ovvero al personale del servizio postale)
– e per il destinatario, al momento della ricezione;

ciò con riferimento sia agli atti processuali (e agli eventuali effetti sostanziali prodotti da questi ultimi) che a quelli d’imposizione tributaria.

Questo il principio cui si è recentemente uniformata la Commissione Tributaria Regionale per il Molise, con la sentenza n. 59 del 13 Febbraio 2017.

La decisione in commento trae origine dal gravame col quale il contribuente censurava la pronuncia del giudice di prime cure, per aver confermato un avviso notificato a prescrizione già spirata. L’accertamento, infatti, avente ad oggetto la tassa automobilistica del 2005, veniva recapitato solamente il 9 Gennaio 2009. Lamentava perciò il contribuente che, in applicazione dell’articolo 5 del D.Lgs, 953/1982, il pagamento doveva considerarsi non dovuto perché prescritto, senza che a ciò ostasse la consegna dell’avviso all’ufficio postale prima dei tre anni.

Dal canto suo, la Regione Molise, resisteva in giudizio sostenendo proprio che, in ossequio al principio della c.d. “scissione soggettiva” dei momenti perfezionativi della notifica, l’atto fosse pienamente valido in quanto spedito – ovvero consegnato alle Poste – prima dello spirare del 31/12/2008.

Il giudice molisano, inquadrata la questione sottopostagli (“verificare se, nella fattispecie in atti, detto diritto di credito è stato raggiunto dall’eccepita prescrizione”), rigettava l’appello, ritenendo tempestiva la spedizione dell’atto.

La questione, pure eccepita, che la regola della scissione avrebbe potuto rilevare solo ai fini della decadenza e non della (interruzione della) prescrizione, non veniva minimamente presa in considerazione dal Collegio.

C’è da dire che altri giudici sono giunti a conclusioni diametralmente opposte, proprio sulla scorta di tale osservazione, ovvero la riferibilità del principio alla sola decadenza.

Si riporta il contenuto della sentenza n. 569/10/2017 della Commissione Tributaria Provinciale di Napoli, in base alla quale “contrariamente alla impostazione difensiva dell’Ente con argomentazioni sostenibili con riferimento alla decadenza, in materia di prescrizione la consegna all’ufficiale giudiziario dell’atto da notificare non è idonea ad interrompere il decorso del termine prescrizionale del diritto fatto valere, dovendosi ritenere che il principio generale – affermato dalla sentenza n. 477 del 2002 della Corte Cost. – secondo cui, quale sia la modalità di trasmissione, la notifica di un atto processuale si intende perfezionata, dal lato del richiedente, al momento dell’affidamento dell’atto all’ufficiale giudiziario, non si estenda alle ipotesi di estinzione del diritto per prescrizione in quanto, perché l’atto, giudiziale o stragiudiziale, produca l’effetto interruttivo del termine, è necessario che lo stesso sia giunto alla conoscenza (legale, non necessariamente effettiva) del destinatario (cfr. Cass. Sez. L, Sentenze n. 13588 del 11/06/2009).

Il giudice napoletano, contrariamente al collega molisano, pur confondendo prescrizione e decadenza, sottolinea come la c.d. “postalizzazione” non valga per la prima. Non solo, per la commissione campana la portata della scissione è circoscritta agli atti processuali, e solo se la relativa notifica avviene mediante ufficiale giudiziario.

In maniera conforme, sempre la CTP Napoli, sentenza n. 21885/21/2016 che, citando la pronuncia della Corte di Cassazione a Sezioni Unite n. 24822/2015 (richiamata anche dalla CTR Molise), aggiunge come la regola del c.d. doppio binario, “sancita dalla giurisprudenza costituzionale con riguardo agli atti processuali e non a quelli sostanziali”, si estende anche agli effetti sostanziali dei primi ove il diritto non possa farsi valere se non con un atto processuale.

In tal caso, la prescrizione è interrotta “dalla consegna dell’atto all’ufficiale giudiziario per la notifica, mentre in ogni altra ipotesi tale effetto si produce solo dal momento in cui l’atto perviene all’indirizzo del destinatario”.

 

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Mario La Manna

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Dottore Commercialista e Revisore Legale dei Conti. Risiede a Nola (NA), classe '88, Laurea Specialistica in "Consulenza e Management Aziendale" conseguita a pieni voti presso l'Università degli Studi di Salerno. Si occupa principalmente di consulenza fiscale e contenzioso tributario. Iscritto dal 2011 all'A.N.CO.T.

Comments 1

  1. Buongiorno,

    io ho ricevuto un atto tributi 2012 il 04/01/2018 depositato il 28/12/2017 posso procedere con la richiesta di annullamento per prescrizione dei termini?

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