Cina: La distribuzione di dividendi a socio estero

di Lorenzo Riccardi 1 CommentoIn Fiscalità Estera, Fiscalità Estera

Per le società a capitale estero operanti in Cina e che intendono distribuire dei profitti dalla Cina verso l’estero si avvicina il periodo in cui completare la relativa procedura. Ai fini della riconciliazione bisogna lasciare infatti un margine di tempo necessario per predisporre la documentazione di Compliance alla Corporate Income Tax (CIT) e per ottenere quelle documentazioni aggiuntive che possono essere richieste.

Per le Persone Fisiche o Persone Giuridiche che effettuano pagamenti in uscita per un valore di almeno $50.000 è inoltre richiesto di effettuare delle verifiche specifiche presso l’autorità fiscale.

Le società dovranno dunque compilare un documento di archiviazione, presentare un valido contratto ed evidenze documentali della transazione (con allegata copia in lingua cinese). Solo dopo il timbro dell’autorità fiscale locale la società può effettuare il pagamento presentando alla banca il modello di archiviazione e i documenti di transazione rilevanti. Secondo la Guidalines for the Administration of Foreing Exchange under Service Trade collegato con l’ Announcement N. 40 emesso dallo State Administration of foreign Exchange (SAFE ) i documenti necessari per la procedura sono:

Audit Report emesso dalla società di revisione esterna
Delibera del Board sulla distribuzione dei profitti
Report aggiornato sulla verifica di capitale

La verifica dei documenti e la valutazione fiscale saranno condotte entro 15 giorni da quando l’ Agenzia delle Entrate riceve tutta la documentazione e, ricevuta l’approvazione della banca sarà possibile convertire l’ importo in valuta straniera al tasso di cambio giornaliero emesso dalla People’ s Bank of China.

Non tutti gli utili possono essere re-impatriati. Una quota di questi va allocata a riserva (10% se si tratta di società a intero capitale estero); questa è registrata nel patrimonio netto all’interno dello stato patrimoniale. Questo conto di riserva di legge viene movimentato fino al raggiungimento del 50% del capitale registrato e non e’ possibile distribuire utili se le perdite pregresse non sono state coperte.

Il re-impatrio dei dividendi può essere effettuato quando l’annual audit e’ stato completato. Obiettivo dell’audit e’ che l’autorità fiscale possa verificare che le imposte siano state saldate sugli utili distribuiti. Questo e’ il motivo per cui tutte le societa’ a  capitale estero sono soggette a revisione dei conti mentre le societa’ domestiche non sono sempre soggette a tale obbligo.

La procedura di re-impatrio di dividendi prevede gli step sopra descritti e previo il pagamento della relativa ritenuta di imposta, da calcolarsi in base all’accordo contro la doppia imposizione, garantisce il pagamento degli utili alla casa madre.

 

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Lorenzo Riccardi

Dottore commercialista specializzato in fiscalità internazionale. E’ Professore Associato presso Xian Jiao Tong-Liverpool University dove insegna taxation e advanced taxation ed è autore di articoli e saggi su tematiche di vario genere relative agli investimenti stranieri in Asia Orientale. Vive e lavora a Shanghai, dove si occupa di diritto commerciale e tributario, seguendo gli investimenti stranieri in Cina e Sud Est Asiatico. Ricopre il ruolo di sindaco e consigliere per diversi gruppi societari ed è socio dello Studio di consulenza RSA, specializzato in Asia e paesi emergenti. Ha pubblicato “Guida alla fiscalità di Cina, India e Vietnam” edito da IlSole24Ore ed è membro dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano, del Registro dei Revisori dei Conti in Italia, dell’accountants association del Vietnam e dell’Hong Hong Institute of CPAs in Hong Kong. Tiene seminari e convegni su economia e diritto tributario in Oriente ed è responsabile della sezione “Asia” della banca dati online “Fisco e Tasse” (Maggioli Editore).

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