La disciplina delle controllate e collegate (CFC)

di Paolo Battaglia CommentaIn Fiscalità Estera, Fiscalità Estera

La normativa sulle controllate e collegate, ovvero sulle Controlled Foreign Companies (CFC) è una misura mirante a contrastare il fenomeno della localizzazione dei redditi in Paesi a fiscalità privilegiata, strumento di contrasto di situazioni di abuso in cui società partecipate estere, che non svolgono un’attività effettiva, vengono costituite elusivamente al mero scopo di delocalizzare i redditi facenti capo sostanzialmente a soggetti residenti in uno Stato a regime fiscale ordinario. Tale disciplina differisce dalle disposizioni in materia di transfer pricing o dal regime d’indeducibilità dei costi per operazioni intercorse con operatori economici localizzati in Paesi a fiscalità privilegiata, perché riguarda i casi in cui un soggetto residente in un Paese a fiscalità elevata fa svolgere le attività a più alto reddito a proprie società partecipate residenti in Stati a fiscalità privilegiata non distribuendo poi a dette società i dividendi.

L’applicazione della normativa sulle CFC comporta l’imputazione in capo ai soggetti residenti dei redditi prodotti da altri soggetti da loro partecipati e localizzati in Paesi a fiscalità privilegiata, a prescindere dall’effettiva distribuzione dei redditi stessi.

La disciplina si propone, cioè, di rendere imponibili in capo ai soggetti residenti gli utili prodotti da società residenti o localizzate in paesi a regime fiscale previlegiato o a tassazione ridotta indipendentemente dalla distribuzione degli utili stessi sotto forma di dividendi, attribuendo il reddito prodotto dal soggetto estero situato in questi Paesi al soggetto residente che detiene la partecipazione di controllo o di collegamento.

Questo metodo è detto “jurisdictional approach”, laddove, invece, il “transactional approach” è il metodo utilizzato in tutti quegli Stati in cui, mancando nel proprio sistema tributario una definizione normativa dei Paesi a fiscalità privilegiata, viene imputato per intero il reddito prodotto dall’impresa estera in capo al soggetto residente che ne detiene le partecipazioni, in base al criterio della trasparenza, indipendentemente da dove sia localizzata la CFC.

 

L’articolo completo può essere letto sulla Rivista Fiscalità Estera n. 4/2014 di cui si riporta il Sommario Completo:

ASPETTI FISCALI
Tassazione di utili, dividendi e proventi assimilati esteri
– Il Patent box
– La disciplina delle CFC (controllate e collegate)
– Le operazioni tra stabile organizzazione e casa madre
– Il Ruling internazionale alla luce delle modifiche introdotte dal d.l. 145/2013

SOCIETARIO
Costituire una joint venture in Cile
– Le forme societarie in Corea del Sud

VARIE
Islamic finance goes West
– Consulenza per l’internazionalizzazione e il contratto internazionale

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Autore dell'articolo

Paolo Battaglia

Esercita la professione di dottore commercialista e revisore contabile in Sicilia presso lo studio da lui diretto dal 1994, con sede a Ragusa, specializzato in pianificazione fiscale e finanziaria. È presidente della Commissione per la consulenza di direzione aziendale presso l’ODCEC di Ragusa, relatore in convegni su tematiche relative alla pianificazione internazionale di business.

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