Compilazione quadro VC dichiarazione Iva per gli esportatori abituali

Dichiarazione Iva 2018 esportatori abituali: il quadro VC

di Luigi Pellecchia 1 CommentoIn In Evidenza, Primo Piano

Nella predisposizione della Dichiarazione IVA 2018, gli esportatori abituali devono compilare il quadro VC indicando i dati previsti dall’art. 10 del d.P.R. 7 dicembre 2001, n. 435.
Anche i contribuenti che hanno adottato il metodo solare per il calcolo del plafond, devono compilare i singoli righi del quadro VC distintamente per mese, oltre ad indicare i dati totali.

L’elemento cartatterizzante degli esportatori abituali è il plafond iva, inteso come il valore entro il quale è prevista la possibilità di effettuare acquisti di beni/servizi o importazioni senza pagare l’imposta.

Tale modalità è prevista solo in Italia, in quanto negli altri paesi è previsto il rimborso, in genere, entro 30 gg.

L’ammontare del plafond iva è pari al valore delle operazioni di cessione alle esportazioni, cessioni intracomunitarie ed operazioni assimilate, servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali, registrate nell’anno solare precedente.

Si devono considerare, inoltre, anche le successive variazioni degli importi intervenuti mediante l’emissione di note di debito o di credito, relative a fatture emesse oltre l’anno di riferimento, in relazione ad operazioni che avevano in precedenza concorso alla formazione dell’ammontare del plafond disponibile. Oltre a ciò, i beni ceduti a titolo gratuito, senza corrispettivo, non concorrono alla formazione del plafond, ma assumono rilevanza ai fini della qualifica di esportatore abituale (MEF 11/02/98).

Nell’utilizzazione del plafond si deve tenere conto del momento in cui si effettuano gli acquisti e non della data di registrazione delle fatture di acquisto o delle bollette doganali di importazione che, invece, devono essere indicate nel quadro VF al rigo 14.

Il quadro VC si compone di sei colonne nelle quali vanno indicati, per ciascun mese, nei righi da VC1 a VC12, i seguenti dati:

  • colonna 1: ammontare del plafond utilizzato per acquisti in Italia e Paesi intracomunitari; in caso di trasferimento d’azienda, questa colonna deve essere compilata dal subentrante;
  • colonna 2: ammontare del plafond utilizzato per importazioni di beni ( per il trasferimento vedi come colonna 1);
  • colonna 3: volume d’affari, suddiviso per ogni mese, relativo all’anno d’imposta precedente, con esclusione di quelle individuate dall’art. 21, c. 6-bis che concorrono solo alla determinazione del volume d’affari ma non devono essere considerate ai fini della verifica dello status di esportatore abituale;
  • colonna 4: ammontare delle cessioni all’esportazione, operazioni assimilate e/o servizi internazionali, cessioni intracomunitarie, ecc., effettuate mensilmente nello stesso periodo d’imposta;
  • colonne 5 e 6: devono essere indicate solo dai contribuenti che nel corso dell’anno hanno effettuato acquisti e importazioni con utilizzo di un plafond rapportato alle operazioni agevolate realizzate nei 12 mesi precedenti, ciò anche ai fini del riscontro mensile della sussistenza dello status di esportatore agevolato, nonché della disponibilità del plafond in ciascun mese;

Nel rigo 14 si indica la disponibilità del plafond al 01/01/2017, tale ammontare ha validità annuale per coloro che utilizzano il plafond solare, che ovviamente diminuisce con l’effettuazione dei singoli acquisti nel corso dello stesso anno. Vale, invece, per il solo mese di gennaio 2017 esclusivamente per i contribuenti che utilizzano il plafond mensile. Le caselle 2 e 3 del medesimo rigo si barrano a seconda se, il metodo utilizzato per il calcolo del plafond, avvenga su base mensile o solare.

La circolare 50/E/2002 dell’AdE fornisce istruzioni su come regolarizzare le operazioni in caso di utilizzo del plafond oltre il limite disponibile. Tale allineamento avviene attraverso l’emissione di autofattura e conseguente versamento dell’imposta tramite il modello F24, ed indicando il codice tributo del periodo in cui è stato erroneamente effettuato l’acquisto senza l’applicazione dell’IVA. L’imponibile e l’imposta dell’autofattura vanno indicati nel quadro VF nel rigo corrispondente all’aliquota applicata.

L’imposta così regolarizzata va indicata nel quadro VE al rigo 25 e il versamento va inserito nel quadro VL al rigo 30, nei campi 2 e 3. Ai fini della detrazione, l’imponibile e l’imposta risultanti dalla predetta autofattura devono essere indicati nel quadro VF nel rigo corrispondente all’aliquota applicata.

Lo stesso procedimento si applica anche  nel caso di splafonamendo per la ricezione, da parte del  fornitore, di fattura o bolletta doganale in regime di non imponibilità. L’importo della fattura non deve essere indicato nel rigo VF14 (in merito alle procedure utilizzabili per regolarizzare la violazione di cui trattasi confronta anche la risoluzione n. 16/E del 06/02/17).

Per i fornitori degli esportatori abituali, il quadro di riferimento è VI che prevede 6 righi ampliabili.

Nei campi 1 e 2 si indicano la P.Iva e il numero di protocollo attribuito dall’Agenzia alla dichiarazione di intento trasmessa in via telematica.

Leggi anche l’articolo Esportatore abituale: breve excursus dello stesso autore.



Autore dell'articolo
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Luigi Pellecchia

Laurea in Economia Aziendale conseguita presso l'Università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli”. Referente fiscale presso un'unità periferica di C.A.F.. Autore di articoli su rivista di economia.

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