Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi

di Andrea Mannara CommentaIn Il peso del fisco, Parliamo di ...

Il Decreto Legge denominato “Competitività” – DL 91 del 2014, convertito in legge – ha previsto la concessione di un credito d’imposta per i contribuenti che effettuino investimenti in beni strumentali nuovi, la norma è contenuta nell’articolo 18 del decreto.

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Soggetti che possono fruire del credito di imposta.
Possono usufruire del credito di imposta soltanto i soggetti titolari di reddito di impresa.
Essi sono tutti coloro che esercitano attività di impresa a carattere artigianale, industriale, commerciale e di servizi.
La forma giuridica di questi soggetti deve essere: ditta individuale, società di persone, società di capitali.
Sono quindi esclusi quei contribuenti che determinano il reddito secondo le regole previste per le altre tipologie di reddito, in particolare sono esclusi dall’agevolazione i professionisti.

Oggetto del credito di imposta.
Oggetto del credito di imposta sono gli investimenti in beni strumentali nuovi.
La norma chiarisce il concetto di beni strumentali e il concetto di novità.

I beni strumentali sono quei beni che necessitano all’impresa per portare a compimento il proprio ciclo produttivo e realizzare i prodotti da mettere in vendita sul mercato.
Data la vastità di oggetti che possono essere considerati beni strumentali, il legislatore ha circoscritto la fruibilità del credito di imposta soltanto a quei beni che sono classificati nella classe 28 della tabella ATECO 2007.

Si tratta dei seguenti beni:

1. Macchine di impiego generale: motori e turbine, motori a combustione interna, pistoni, fasce elastiche, carburatori, turbine, apparecchiature fluidodinamiche, pompe e compressori, rubinetti e valvole, cuscinetti, ingranaggi e organi di trasmissione, cuscinetti a sfere.
2. Altre macchine di impiego generale: forni, bruciatori e sistemi di riscaldamento, caldaie per riscaldamento, ascensori, montacarichi, scale mobili, gru, argani, verricelli, carrelli trasbordatori, carrelli elevatori, piattaforme girevoli, carriole, macchine e attrezzature per ufficio (esclusi pc e periferiche), cartucce e toner, attrezzature di uso non domestico per la refrigerazione e la ventilazione, bilance e altre macchine automatiche per la vendita e la distribuzione, macchine automatiche per la dosatura, la confezione e l’imballaggio, apparecchi per depurare e filtrare liquidi e gas per uso non domestico, macchine per la pulizia per uso non domestico, livelle, metri doppi a nastri, strumenti di precisione meccanica.
3. Macchine per l’agricoltura e la silvicoltura: trattori agricoli, altre macchine per l’agricoltura, la silvicoltura e la zootecnica.
4. Macchine per la formatura dei metalli: macchine utensili per la formatura dei metalli, macchine per la galvanostegia.
5. Macchine per impieghi speciali: macchine per la metallurgia, macchine da miniera e cave, macchine per il trasporto a cassone ribaltabile per impiego specifico in miniera e cave, macchine per l’industria alimentare, macchine per l’industria tessile, macchine per cucire e per maglieria, macchine per l’industria delle pelli, apparecchiature e macchine per le lavanderie e stirerie, macchine per l’industria della carta e del cartone, macchine per l’industria delle materie plastiche e della gomma, macchine per la stampa e la legatoria, robot industriali per usi molteplici, apparecchi per istituti di bellezza e centri benessere, giostre, altalene e altre attrezzature per parchi divertimento, apparecchiature per l’allineamento e il bilanciamento delle ruote.

Il requisito della novità è soddisfatto qualora gli investimenti siano eccedenti rispetto alla media degli investimenti effettuati nei precedenti cinque periodi di imposta, sempre relativamente ai medesimi beni sopra elencati.

Condizioni per usufruire del credito di imposta.
Per usufruire del credito di imposta, la norma richiede che gli investimenti siano destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato, e che gli acquisti siano effettuati dal 25 giugno 2014 al 30 giugno 2015.
Per soddisfare il requisito della novità, l’impresa deve essere in attività da almeno cinque anni. È però prevista l’applicazione del credito di imposta anche per le imprese in attività da meno di cinque anni. In questo caso la media degli investimenti è calcolata considerando tutti i precedenti periodi di imposta. Stessa agevolazione per le imprese che si costituiranno dopo l’entrata in vigore della norma. Per esse il credito di imposta sarà calcolato sul totale degli investimenti realizzati nel 2014 e nel 2015.
Per tutte è però previsto un limite agli investimenti: il credito di imposta dovrà riguardare soltanto investimenti di importo unitario superiore ai 10.000 euro.

Utilizzo del credito di imposta.
Il credito di imposta è pari al 15 per cento delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media degli investimenti degli ultimi cinque periodi di imposta, alle condizioni sopra ricordate. Il credito di imposta deve essere suddiviso in tre quote annuali di pari importo. Sarà indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta in cui nasce il credito e nelle dichiarazioni degli anni successivi.
Il credito di imposta può essere utilizzato solo in compensazione. La prima quota annuale è utilizzabile a partire dal 1° gennaio del secondo periodo di imposta successivo a quello in cui è stato effettuato l’investimento.

Esempio: Investimento effettuato a dicembre 2014 per 60.000 euro.
Tre quote annuali pari a 20.000 euro.
La prima quota annuale sarà utilizzabile in compensazione a partire dal 1° gennaio 2016.

Revoca del credito di imposta.
Il credito di imposta può essere revocato nei seguenti casi:
– se l’imprenditore cede a terzi o destina i beni acquistati a finalità estranee all’esercizio di impresa, prima del secondo periodo di imposta successivo all’acquisto;
– se i beni sono trasferiti in strutture produttive ubicate fuori dal territorio dello Stato italiano.

Il credito di imposta sarà oggetto di controlli da parte degli uffici dell’Agenzia delle Entrate.

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Andrea Mannara

Dottore Commercialista e Revisore Legale dei conti, è iscritto all'Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania. Specializzato in economia aziendale, contabilità e bilancio, opera nell'ambito della consulenza amministrativa, contabile, fiscale e del lavoro. Ha maturato una notevole esperienza nell'ambito della revisione contabile, soprattutto in aziende di credito, finanziarie, assicurazioni, industriali e commerciali. Si occupa anche di contenzioso tributario ed è consulente tecnico del giudice. Dal 2013 collabora con l'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania sulle tematiche relative alla legislazione e alle politiche fiscali del territorio. Impegnato in parrocchia e nel volontariato, è attento conoscitore dei riti liturgici. Amante della musica classica, svolge anche il servizio di organista nella propria parrocchia".

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