Crediti di imposta nel Decreto Rilancio

di Dott. Giacomo Rasile 4 CommentiIn Agevolazioni, Finanziamenti imprese e professionisti, In Evidenza, Testata

Come detto nel nostro precedente articolo, nel nuovo Decreto trovano spazio vari Crediti di imposta:

  • Credito d’imposta sulle Locazioni
  • Credito d’imposta per la patrimonializzazione delle medie imprese
  • Credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro
  • Credito d’imposta per la sanificazione e acquisto di dispositivi di protezione

Il Credito d’imposta si conferma, quindi, come uno dei principali strumenti utilizzati dall’amministrazione finanziaria per intervenire sulle politiche economiche del paese.

Si aggiunge inoltre, in via sperimentale, la possibilità per il beneficiario dei crediti d’imposta di optare per la cessione del credito, anche parzialmente, a favore di terzi.

1.  Credito d’imposta sulle locazioni (1)

Viene concesso un credito d’imposta ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, sui canoni effettivamente pagati nel periodo Marzo, Aprile e Maggio (2) e relativi ad immobili – anche in leasing – destinati all’attività d’impresa a condizione che i predetti soggetti:

  • Abbiano conseguiti ricavi o compensi non superiori a 5 Milioni di euro nel periodo di imposta 2019 (3)
  • Abbiano subito un calo del fatturato di almeno il 50% nei periodi di riferimento

La misura del credito d’imposta è determinata nel:

  • 60% per i canoni di Locazione di immobili ad uso non abitativo e destinati allo svolgimento dell’attività
  • 30% per i canoni relativi a contratti di prestazioni di servizi complessi – ivi compresi i canoni relativi all’ Affitto d’Azienda – che comprendano almeno un immobile

Il Credito è utilizzabile nella Dichiarazione Redditi relativa al periodo di imposta di sostenimento della spesa oppure in compensazione in seguito all’avvenuto pagamento dei canoni.

Tale credito non rileva ai fini della composizione della base imponibile IRES; IRPEF e IRAP.

2.   Credito d’imposta per la patrimonializzazione delle medie imprese (4)

Il Decreto “Rilancio” prevede due tipi di credito d’imposta per la patrimonializzazione del tessuto economico italiano, il primo relativo al soggetto che effettua il conferimento ed un altro in capo alla società che usufruisce dell’aumento di capitale.

Per poter usufruire del credito occorre che la società oggetto dell’aumento di capitale rispetti i seguenti requisiti:

  • Siano società di Capitali (5) con sede in Italia. Sono escluse dalla norma le società finanziarie e assicurative
  • Abbia conseguito nel corso dell’esercizio 2019 ricavi non inferiori a 5 Milioni e non superiori a 50 milioni (6)
  • Abbia subito un calo del fatturato, a causa dell’emergenza COVID-19, di almeno il 33% nei mesi di Marzo ed Aprile 2020 rispetto agli stessi periodi del 2019 (7)
  • Abbia deliberato ed integralmente versato, successivamente all’emanazione del Decreto e comunque entro il 31.12.2020, un aumento di capitale a pagamento (8). 

Al soggetto che ha effettuato l’aumento di capitale spetta un credito di imposta pari al 20% dell’importo versato in aumento che non può eccedere i 2 Milioni di Euro (9)

La Relazione Tecnica ha chiarito che possono beneficiare della norma sia persone fisiche che giuridiche ma è espressamente previsto che non possano usufruirne le “società che controllano direttamente o indirettamente la società conferitaria, sono sottoposte a comune controllo o sono collegate con la stessa ovvero sono da questa controllate (10)”

Il soggetto cui spetta il credito decade dal beneficio nei seguenti casi:

  • Mancanza del possesso della partecipazione relativa all’aumento di capitale al 31.12.2023
  • Distribuzione di Riserve di qualsivoglia tipo prima della stessa data

Oltre al credito di imposta a beneficio del soggetto che ha effettuato l’aumento di capitale si trova un credito di imposta anche per la società oggetto dell’aumento di capitale.Tale credito spetta nella misura del 50% calcolato sulle perdite che eccedono il 10% del Patrimonio Netto fino al massimo del 30% dell’aumento di Capitale.

3. Credito di imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro (11)

Per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, nonché a fondazioni ed enti del terzo settore, la cui attività si svolga in luoghi aperti al pubblico così come indicati nell’allegato n° 1 (12) del DL in commento, è riconosciuto un credito d’imposta del 60%, fino ad un massimo di € 80.000, delle spese sostenute nel 2020 per il rispetto delle misure per il contenimento della diffusione del COVID-19.

Fra le spese riconosciute rientrano, oltre gli interventi edilizi e gli acquisti di arredi di sicurezza, anche gli investimenti per lo sviluppo o l’acquisto di tecnologie per lo svolgimento della propria attività (13).

Si ricorda infine che la misura in commento è cumulabile con altre agevolazioni riguardanti le stesse spese ed è usufruibile nell’esercizio 2021 esclusivamente in compensazione.

4. Credito di imposta per la sanificazione e i dispositivi di protezione (14)

La disposizione in commento riconosce agli esercenti attività d’impresa, arte e professioni nonché agli enti non commerciali, un credito d’imposta pari al 60% delle spese sostenute nell’esercizio in corso per la sanificazione degli ambienti, degli strumenti di lavoro e per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale.

La misura massima del Credito d’imposta è di Euro 60mila.

Le spese che permettono di riconoscere il credito di imposta sono:

  • La sanificazione degli ambienti di lavoro e degli strumenti utilizzati nell’attività
  • L’acquisto di dispositivi di protezione individuale e sicurezza
  • L’acquisto di prodotti detergenti e disinfettanti
  • L’acquisto di dispositivi per garantire la distanza di sicurezza interpersonale, incluse le eventuali spese di installazione.

L’utilizzo del credito d’imposta è utilizzabile in dichiarazione dei redditi relativa al periodo di sostenimento della spesa ovvero in compensazione.


5. Cessione dei crediti d’imposta (15)

La norma introduce la possibilità di cedere fino al 31 Dicembre 2021, anche parzialmente, a terzi, ivi compresi istituti di credito ed altri intermediari finanziari, i seguenti Crediti d’imposta (16):

  • Credito d’imposta per i canoni di locazione
  • Credito d’imposta per l’adeguamento dei luoghi di lavoro
  • Credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione

I soggetti terzi hanno la possibilità di usufruire del credito anche in compensazione con le stesse modalità con cui sarebbe stato usufruito dal soggetto originario. La quota di Credito non utilizzata nell’anno non può essere riportata avanti negli anni successivi e non può essere oggetto di rimborso.

Le modalità attuative della norma saranno definite attraverso provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate.


(1) Art. 28 del DL 34/2020

(2) Per le attività turistiche a carattere stagionale il periodo di riferimento è invece da Aprile a Giugno

(3) Per le strutture alberghiere e simili non rileva il limite del fatturato

(4) Art. 26 DL 34/2020

(5) Anche in forma di Cooperativa

(6)Per le società facenti parte di un gruppo si fa riferimento “al valore dei citati ricavi su base consolidata, al più elevato grado di consolidamento, non tenendo conto dei ricavi conseguiti all’interno del gruppo”

(7) Per le società facenti parte di un gruppo si fa riferimento “al valore dei citati ricavi su base consolidata, al più elevato grado di consolidamento, non tenendo conto dei ricavi conseguiti all’interno del gruppo”

(8)Non è chiarito dalla norma, né dalla relazione, tecnica se tale aumento debba necessariamente essere effettuato tramite versamento di denaro. In attesa di eventuali chiarimenti possiamo presumere si possa configurare anche tramite conferimenti in natura

(9) A tale proposito è necessario che il soggetto beneficiario si doti di una certificazione della società conferitaria che attesti il non superamento degli importi di cui al successivo comma 20 recante la complessa disciplina del massimale delle misure di aiuto erogate, ovvero 800mila (limiti più bassi sono previsti per le industrie della pesca e dell’agricoltura)

(10) Art. 26 comma 5

(11) Art. 120 DL 34/2020

(12) A titolo di esempio si tratta di strutture alberghiere; ristorazione; cinema; musei

(13) Il MISE potrà emanare decreti per l’ individuazione di altri soggetti beneficiari, allargando quindi la platea di cui all’allegato, nonché altri tipi di spese

(14)Art. 125 DL 34/2020

(15)Art 122 DL 34/2020

(16) Ai seguenti crediti occorre aggiungere il credito d’imposta per botteghe e negozi presente nel cd. Decreto “Cura Italia”


Autore dell'articolo
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Dott. Giacomo Rasile

Titolare dello Studio Rasile, le sue competenze si sviluppano con particolare attenzione nella consulenza alle imprese per quanto riguarda la fiscalità diretta e indiretta sia nazionale che internazionale approfondendo inoltre gli aspetti fiscali, civilistici ed organizzativi delle operazioni straordinarie. Ha maturato una rilevante esperienza in materia di Diritto Societario con particolare riguardo ai patti sociali e parasociali e modelli di governance. E' inoltre uno dei soci fondatori di Florence Firm Forum, un’associazione che ha lo scopo di informare le imprese, far crescere la cultura manageriale ed aiutare l’economia del territorio.

Comments 4

  1. Buonasera, se possibile, chiedo delucidazioni in merito ai buoni vacanze, come si puo’ utilizzare il credito derivante da questi buoni spesi da clienti per soggiornare in strutture extralberghiere.
    Grazie

    1. Buongiorno,
      il cd. “Bonus Vacanze”, contemplato all’art. 176 del DL Rilancio, prevede un credito a favore di nuclei familiari con ISEE inferiore ad Euro 40mila utilizzabile nel periodo dal 1° Luglio al 31 Dicembre 2020 in strutture ricettive ubicate nel territorio nazionale.

      Tale credito, la cui misura varia da un massimo di euro 500 (nuclei composti da 3 o più persone) ad un minimo di euro 150 (per i nuclei composti da un solo soggetto) viene riconosciuto a condizione che:
      1. l’importo venga speso in un’unica struttura ricettiva
      2. la spesa deve essere documentata da fattura elettronica ovvero documento commerciale contenete il CF del soggetto beneficiario
      3. il pagamento del servizio non deve essere mediato da piattaforme o portali telematici

      Il credito è fruibile dal soggetto beneficiario per l’80% attraverso uno sconto praticato,previo accordo, dalla struttura ricettiva ed il restante 20% in sede di dichiarazione dei redditi.

      La struttura ricettiva recupera lo sconto attraverso un credito d’imposta in compensazione (resta ferma la facoltà di cessione a terzi del credito)

      Occorre precisare, però, che le modalità applicative per potersi vedere riconosciuto il bonus, dovranno essere oggetto di un provvedimento del direttore dell’agenzia delle entrate.

      Cordiali Saluti

  2. Salve mi potrebbe dire se i crediti d’imposta per i canoni di locazione possono essere trasferiti ai locatari? Nel decreto si parla di terzi, ma non è specificato se fra questi ci sono i locatari. Mi potrebbe cortesemente chiarire questo punto? Grazie

    1. Buongiorno,

      il Decreto Rilancio all’art. 28 prevede un credito di imposta a favori dei locatari a fronte dei canoni di locazione pagati per i canoni relativi ad immobili non abitativi (ivi compresi i contratti di servizi e i contratti di affitto di azienda nei quali sia ricompreso almeno un immobile non abitativo (per ulteriori approfondimenti relativi alle limitazioni e al periodo di competenza dei canoni che danno diritto al Credito d’imposta si rimanda all’articolo postato).

      Lo stesso decreto (art. 122) prevede la cessione, anche parziale, di tale credito a terzi soggetti ivi compresi istituti di credito.

      La norma quindi non esplicita alcun divieto nella cessione del credito, da parte del locatario, anche al soggetto locatore.

      Cordiali Saluti.

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