Controllo ritenute fiscali negli appalti

di Rag. Giuseppina Giorgi CommentaIn Adempimenti, Appalti, In Evidenza, Testata

Il Decreto Fiscale (L. 157/2019) per contrastare l’illecita somministrazione di mano d’opera, ha introdotto, dal 1° gennaio 2020 nuovi adempimenti sulle  ritenute fiscali sui redditi dei lavoratori occupati negli appalti e nei subappalti, in capo sia al committente che alle imprese appaltatrici.

La normativa necessita ancora di molti chiarimenti che si auspicano a breve vista  l’imminente scadenza (22 febbraio 2020, che slitta al 24 per la festività).

(Segnaliamo che in merito l’Agenzia delle entrate è intervenuta con la circolare di chiarimenti n.1 /2020. – N.D.R.)

Le novità riguardano gli appalti, i subappalti, gli affidamenti a soggetti consorziati o rapporti negoziali comunque denominati che abbiano congiuntamente le seguenti condizioni:

  • valore annuo complessivo dell’appalto superiore a 200.000 euro. Tale limite va riferito alla singola impresa, considerando tutti i contratti in essere col medesimo committente e, quindi, sommando tutti i relativi importi. Si ritiene che rientrino nella nuova normativa anche i “vecchi” contratti stipulati prima del 1° gennaio 2020, ma la cui esecuzione, anche parziale, avvenga nel corso del 2020;
  • prevalente utilizzo di manodopera c.d. “labour intensive” cioè laddove vi è una prevalenza nell’utilizzo della mano d’opera rispetto alle attrezzature ed ai mezzi messi a disposizione dall’appaltatore;   
  • presso le sedi del committente;
  • utilizzo di beni strumentali di proprietà del committente o ad esso riconducibili in qualunque forma (es. affitto, noleggio, ecc.).

Il campo di applicazione non riguarda solo l’edilizia e l’impiantistica, ma (in via esemplificativa, non esaustiva) la logistica, la macellazione delle carni, il facchinaggio, le mense aziendali, la vigilanza, la grande distribuzione, i servizi infermieristici nelle strutture sanitarie, l’agricoltura, ecc. ecc. 

Qualora l’appalto abbia congiuntamente le caratteristiche suesposte, entro i 5 giorni successivi alla scadenza di pagamento delle ritenute fiscali, l’appaltatore deve trasmettere al committente le deleghe  pagate (Modelli F. 24) con le ritenute fiscali dei dipendenti occupati nell’appalto, compilate separatamente per ciascun committente e un elenco contenente:

  •     il codice fiscale dei lavoratori impegnati nel mese precedente nell’esecuzione dell’appalto;
  •     le ore di lavoro prestate da ciascun lavoratore;
  •     l’ammontare della retribuzione corrisposta a ogni singolo lavoratore;
  •     il dettaglio delle ritenute fiscali eseguite nel mese precedente nei confronti dei lavoratori occupati nell’appalto.

Dal canto suo, il committente  è obbligato a richiedere all’appaltatore la trasmissione di copia delle deleghe di pagamento e l’elenco nominativo di cui sopra al fine di verificare che le ritenute siano state effettivamente versate e in misura sufficiente.  

Se l’appaltatore non trasmette le deleghe di pagamento e l’elenco nominativo, oppure se il versamento delle ritenute  risultasse omesso o insufficiente, il committente deve:

  • sospendere  il pagamento del corrispettivo all’appaltatore sino a concorrenza del 20% del valore complessivo dell’appalto, ovvero per un importo pari all’ammontare delle ritenute non versate;
  • dare comunicazione dell’inadempimento, entro novanta giorni, all’Agenzia delle Entrate.   

Qualora il committente non richieda la copia delle deleghe di pagamento delle ritenute fiscali, oppure non proceda al blocco dei pagamenti, dovrà pagare una somma pari alla sanzione irrogata all’appaltatore per l’errata determinazione delle ritenute o per il parziale o omesso versamento delle stesse.

La procedura appena descritta non si applica qualora l’impresa appaltatrice o subappaltatrice, presenti  al committente una certificazione “di affidabilità” rilasciata dall’Agenzia delle Entrate (valida per i quattro mesi successivi alla data del rilascio), attestante la sussistenza dei seguenti requisiti:

  • sia in attività da almeno 3 anni;
  • sia in regola con gli obblighi dichiarativi;
  • abbia eseguito nell’ultimo triennio  versamenti registrati  nel conto fiscale per un importo non inferiore al 10 per cento dell’ammontare dei ricavi o compensi risultanti dalle dichiarazioni dei redditi;
  • non abbia iscrizioni a ruolo o accertamenti esecutivi o avvisi di addebito affidati agli agenti della riscossione relativi alle imposte sui redditi , all’IRAP, alle ritenute e ai contributi previdenziali per importi superiori ad euro 50.000, per i quali i termini di pagamento siano scaduti e siano ancora dovuti pagamenti o non siano in essere provvedimenti di sospensione. Tale disposizione non si applica per le somme oggetto di piani di rateazione per i quali non sia intervenuta decadenza.              

L’Agenzia delle Entrate ha predisposto in questi giorni il modello per la certificazione “di affidabilità” . Si attende anche una circolare con ulteriori chiarimenti sulle modalità applicative.

All’inizio detta certificazione andrà richiesta direttamente presso gli sportelli dell’Agenzia delle Entrate che provvederanno al rilascio immediato, mentre in un secondo tempo sarà disponibile all’interno del cassetto fiscale.   

 



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Rag. Giuseppina Giorgi

Consulente del Lavoro in Bologna - dal 1978 esercita la professione in forma associata con il rag. Giuliano Vitelli e la rag. Federica Vitelli. Attiva nell’associazionismo professionale ha rivestito per anni la carica di consigliere dell’unione provinciale dell’Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro di Bologna, venendo chiamata al ruolo di presidente negli anni 1991/1992/1993. Sede dello Studio Via Toscana 42/7, Bologna (BO) Tel. 051/475933 – Fax 051/475307 - [email protected]

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