Proroga per il 2012 del termine che consente di esplicitare l'attività di controllo da parte del collaudatore in corso d'opera tramite una relazione tecnica

Contratti d’appalto superiori a 200.000 euro: gli adempimenti a partire dal 2020

di Gennaro Matacena CommentaIn Appalti, Testata

Il decreto fiscale 2020 ha introdotto, ai fini di contrastare l’omesso o insufficiente versamento delle ritenute fiscali, anche mediante l’utilizzo di crediti, il nuovo art. 17-bis D.Lsg. n. 241/1997 prevedendo, in capo ai committenti, appaltatori, subappaltatori e affidatari di opere e servizi una serie di adempimenti ulteriori da rispettare a far data dal 01.01.2020 anche se i primi chiarimenti ad opera dell’Agenzia delle Entrate sono arrivati con la circolare n. 1/E del 12 Febbraio 2020.

“Il comma 1 impone ai soggetti che rivestono la qualifica di committente e che affidano il compimento di opere o di servizi di importo complessivo annuo superiore a euro 200.000 a un’impresa, tramite contratti di appalto, subappalto, affidamento a soggetti consorziati o rapporti negoziali caratterizzati da prevalente utilizzo di manodopera presso le sedi di attività del committente con l’utilizzo di beni strumentali di proprietà di quest’ultimo o ad esso riconducibili in qualunque forma, di richiedere all’impresa appaltatrice o affidataria e alle imprese subappaltatrici, copia delle deleghe di pagamento relative al versamento delle ritenute, trattenute dall’impresa appaltatrice o affidataria e dalle imprese subappaltatrici ai lavoratori direttamente impiegati nell’esecuzione della commessa. Il successivo comma 2 prevede che entro i cinque giorni lavorativi successivi alla scadenza del versamento l’impresa appaltatrice o affidataria e le imprese subappaltatrici trasmettono al committente copia delle deleghe di pagamento di cui al comma 1 e un elenco nominativo di tutti i lavoratori, identificati mediante codice fiscale, impiegati nel mese precedente nell’esecuzione di opere o servizi affidati dal committente, con il dettaglio delle ore di lavoro prestate da ciascun percipiente, l’ammontare della retribuzione corrisposta al dipendente collegata a tale prestazione e il dettaglio delle ritenute fiscali eseguite nel mese precedente nei confronti di tale lavoratore.”

Il nuovo impianto normativo si applica ai soggetti residenti ai fini delle imposte sui redditi nel territorio dello Stato, che esercitano imprese commerciali o agricole quali: enti e società ex art. 73 comma 1 TUIR – società e associazioni di cui all’art. 5 TUIR – persone fisiche che esercitano imprese commerciali/arti e professioni – curatori fallimentari – commissari liquidatori – condomini (tutte le altre categorie non menzionate sono escluse dall’applicazione della novellata disciplina). Inoltre, tutti i predetti “soggetti” possono rivestire la qualifica di committente nell’ambito dei rapporti a catena.

“Tali obblighi (commi 5 e 6), non trovano applicazione se le imprese appaltatrici o affidatarie o subappaltatrici consegnano al committente la certificazione DURF messa a disposizione dall’Agenzia delle entrate, che attesta la sussistenza dei requisiti indicati alle lettere a) e b) del comma 5 del suddetto articolo.”

I requisiti verificati dall’Agenzia delle Entrate sono:

  • esistenza in vita da almeno 3 anni;
  • la regolarità degli obblighi dichiarativi;
  • i versamenti in conto fiscali non inferiori al 10% dei ricavi e compensi;
  • l’assenza di debiti non soddisfatti.

La certificazione è messa a disposizione a partire dal terzo giorno lavorativo di ogni mese e ha una validità di quattro mesi dalla data di rilascio.

Da questo inedito dettato normativo discendono tre nuovi obblighi in capo ai soggetti coinvolti in tali casistiche ovvero:

  1. divieto di compensazione: i soggetti interessati sono obbligati al versamento delle ritenute, da essi trattenute ai lavoratori impiegati nell’esecuzioni delle opere o servizi, con distinte deleghe per ciascun committente, senza possibilità di compensazione. Tale divieto non interessa però i crediti maturati dall’impresa in qualità di sostituto d’imposta come ad esempio quelli derivanti da erogazione del cd. Bonus Renzi;
  2. invio e verifica dati: le aziende appaltatrici/affidatarie sono obbligate ad inviare entro 5 giorni successivi alla scadenza del versamento copie deleghe pagamento e prospetti contenenti i dati, le ore e le retribuzioni dei lavoratori impiegati nella commessa. I committenti invece hanno l’obbligo di verificare la correttezza dei dati ricevuti;
  3. sospensione dei pagamenti: il committente ha l’obbligo di sospendere i pagamenti dei corrispettivi maturati dall’impresa appaltatrice o affidataria, qualora entro il termine previsto di 5 giorni successivi alla scadenza del versamento non abbiano inviato la documentazione di cui al comma 2 del novellato art. 17-bis. La sospensione è effettuata finché l’inadempienza perdura e sino a concorrenza del 20% del valore complessivo dell’opera o servizio, o per un importo pari all’ammontare delle ritenute non versate rispetto ai dati risultanti dai prospetti trasmessi. Inoltre, il committente è tenuto entro 9ogg a dare comunicazione all’Agenzia dell’Entrate dell’inadempimento. Qualora il committente non richieda all’appaltatore/affidatario quanto su descritto dovrà pagare una somma pari alla sanzione irrogata all’appaltatore per errata determinazione delle ritenute o omesso versamento delle stesse.

Per schematizzare, assumendo come soddisfatto uno dei principali requisiti dell’art. 17 bis ovvero commessa superiore ai 200.000,00 € possiamo riassumere quanto segue:

Sono un committente:

  1. richiedo all’appaltatore/affidatario copia del DURF;
  2. nel caso l’appaltatore/affidatario non abbia ottenuto la certificazione DURF per mancanza di uno dei requisiti previsti provvedo a richiedere e verificare quanto segue:
  • copie F24;
  • elenco nominativo di tutti i dipendenti impiegati sulla commessa e identificati mediante codice fiscale;
  • dettaglio delle ore prestate dai dipendenti sulla commessa interessata con relativa esposizione delle retribuzioni erogate a quest’ultimi;
  • dettaglio delle ritenute che in qualità di sostituto d’imposta ha trattenuto e versato mediante F24.

3. nel caso l’appaltatore/affidatario abbia ottenuto la certificazione     DURF non sono soggetto alla procedura su descritta.

Sono appaltatore/affidatario:

  1. inoltro all’Agenzia delle Entrate richiesta di rilascio certificazione DURF;
  2. nel caso l’Agenzia delle Entrate non abbia rilasciato la certificazione DURF per mancanza di uno dei requisiti previsti provvedo a inviare al committente/i entro 5 giorni lavorati successivi alla scadenza del versamento quanto segue:
  • copie F24 con esposizione del codice fiscale del relativo committente;
  • elenco nominativo di tutti i dipendenti impiegati sulla commessa e identificati mediante codice fiscale;
  • dettaglio delle ore prestate dai dipendenti sulla commessa interessata con relativa esposizione delle retribuzioni erogate a quest’ultimi;
  • dettaglio delle ritenute che in qualità di sostituto d’imposta ho trattenuto e versato mediante F24.

3. nel caso la richiesta di rilascio certificazione DURF all’Agenzia delle          Entrate abbia avuto esito positivo provvedo ad inoltrarne copia al              committente.



Autore dell'articolo
identicon

Gennaro Matacena

Laureato in Scienze dell'Amministrazione. Inizia il percorso in consulenza del lavoro nel 2012 conseguendo poi nel 2014 l'abilitazione all'esercizio della professione, oggi iscritto all'ordine dei Consulenti del Lavoro di Napoli con n.3432. Esperto in amministrazione del personale e consulenza del lavoro con attività dapprima in studio professionale e attualmente in una multinazionale di servizi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *