Detrazione delle spese di ristrutturazione nel condominio minimo

Condominio minimo e ristrutturazione edilizia: pagamenti pro quota possibili

di Alessio Scaglia 30 CommentiIn Condominio, La Casa

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione 74/E del 27 agosto 2015, ha reso una risposta all’interpello proposto da un condòmino di un condominio minimo (1) in merito alla possibilità di poter fruire, per le spese sostenute, della detrazione prevista per gli interventi di ristrutturazione edilizia anche se i pagamenti sono stati effettuati pro quota da ciascun condòmino e non dal condominio o da un solo condòmino come previsto dalla circolare n. 11/E del 21 maggio 2014.

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La risoluzione assume una notevole importanza per quanto concerne le detrazioni fiscali per lavori di ristrutturazione edilizia poiché offre la possibilità, a coloro i quali non si siano conformati integralmente a quanto previsto dalla citata circolare n. 11/E del 21 maggio 2014, di poter comunque godere delle detrazioni fiscali previste dall’art. 16- bis del T.u.i.r.

Si ritiene che, secondo le indicazioni fornite dall’amministrazione finanziaria con la circolare 11/E del 2014, le fatture per i lavori di ristrutturazione edilizia, per le quali i singoli condòmini intendano fruire dell’agevolazione fiscale di cui all’art. 16- bis, T.U.I.R., debbono essere intestate al condominio minimo e, pertanto, questo deve necessariamente richiedere l’attribuzione del codice fiscale. I pagamenti delle fatture devono essere effettuati dal conto corrente intestato al condominio o da quello di uno dei condòmini a tal fine appositamente delegato dagli altri.
Nel caso oggetto dell’interpello, invece, sono stati effettuati dei lavori di ristrutturazione edilizia su parti comuni condominiali (di un condominio minimo) e ogni condòmino ha pagato pro quota la fattura di propria competenza.

Ciononostante, i condòmini ritenevano di poter fruire delle detrazioni di cui all’art. 16- bis del T.u.i.r.

L’Agenzia delle Entrate, confermando la validità di quanto statuito con la più volte menzionata circolare n. 11/E del 2014, ha, tuttavia, chiarito che la detrazione fiscale per lavori di ristrutturazione edilizia può spettare anche in casi come quello prospettato dal contribuente a condizione che si adempia ad alcuni precisi obblighi.

In particolare, occorre che:

• tutti i condòmini abbiano effettuato il pagamento della quota di loro spettanza, in modo che gli istituti di credito abbiano potuto operare la ritenuta d’acconto ex art. 25, d.l. 31 maggio 2010, n. 78 (2). Merita di esser ricordato, invece, che nelle ipotesi di spese per le quali è ammessa la detrazione d’imposta per lavori di ristrutturazione edilizia, non si devono operare le ritenute ordinariamente previste dal d.P.R. 600/1973, poiché opera solamente la ritenuta di cui al citato art. 25, d.l. 78/2010.
•  si richieda al competente ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate, entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione dei redditi 2014, l’attribuzione del codice fiscale del condominio;
•  successivamente all’attribuzione del codice fiscale, ma sempre nel medesimo termine previsto per la prestazione della dichiarazione dei redditi 2014, sia stata versata dal condominio, con indicazione del codice fiscale attribuito, la sanzione prevista per la fattispecie di omessa richiesta del codice fiscale, nella misura minima di euro 103,29, mediante il modello F24, utilizzando il codice tributo 8912 (3);

Inoltre, il condominio deve inoltrare all’Agenzia delle Entrate territorialmente competente una comunicazione in carta libera in relazione all’ubicazione del condominio, dove specificare per ciascun condòmino:

•  le generalità e il codice fiscale;
•  i dati catastali delle rispettive unità immobiliari;
•  i dati dei bonifici dei pagamenti effettuati per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio;
•  la richiesta di considerare il condominio quale soggetto che ha effettuato gli interventi;
•  le fatture emesse dalle ditte nei confronti dei singoli condòmini, da intendersi riferite al condominio.

A questo punto, secondo i chiarimenti offerti dal fisco, ogni condòmino potrà inserire le spese sostenute nel periodo d’imposta 2014 nella propria dichiarazione dei redditi 2015 (trattasi del modello UNICO PF 2015 da presentare entro il 30 settembre 2015 o, se ha già presentato il modello 730/2015, nel modello 730/2015 integrativo da presentare entro il 26 ottobre 2015 (4)).

Infine, un’annotazione di particolare importanza riguarda i dati da inserire nella dichiarazione dei redditi. Con la risoluzione in commento, infatti, l’amministrazione ha altresì precisato che è necessario inserire nel modello UNICO PF 2015 nei righi da RP41 a RP47, colonna 3 (codice fiscale), il codice fiscale del condominio e nei righi RP51 o RP52 dovrà essere barrata la casella 2 (condominio); nel modello 730/2015 nei righi da E41 a E44, nella colonna 3 (codice fiscale), si deve inserire il codice fiscale del condominio e nei righi E51 o E52 dovrà essere barrata la casella 2 (condominio).

Al riguardo, l’amministrazione rammenta che non essendo stato nominato in via facoltativa un amministratore di condominio, non deve essere compilato il quadro AC del modello UNICO PF e, quindi, i dati catastali dell’immobile sul quale sono stati effettuati i lavori dovranno essere specificati nella comunicazione, unica per tutti i condòmini, inviata all’ufficio dell’Agenzia delle entrate competente in relazione all’ubicazione del condominio, indicata in precedenza (5).

______________________________________

(1)Si rammenta che il condominio c.d. minimo è quello con meno di otto condòmini, per il quale, ai sensi dell’art. 1129 c.c., non è necessaria la nomina di un amministratore. Per un approfondimento in tema di condominio minimo, con particolare riguardo agli adempimenti per la fruizione delle agevolazioni fiscali per lavori di ristrutturazione, si veda A. Scaglia , Il Condominio senza amministratore , FiscoeTasse , aggiornata a settembre 2015.

(2)Si rammenta che il decreto è stato convertito con modificazioni dalla l. 30 luglio 2010, n. 122.

(3)La sanzione è prevista dall’art. 13, c. 1, lett. a), d.P.R. 29 settembre 1973, n. 605.

(4)Il termine sarebbe il 25 ottobre 2015 che, però, è festivo.

(5)In merito alla comunicazione dei dati catastali dell’immobile sul quale sono stati effettuati i lavori, si rammenta che nelle ipotesi in cui i condòmini abbiano operato in conformità a quanto previsto dalla circolare n. 11/E del 2014, questi devono essere inseriti nella dichiarazione dei redditi di ciascun condòmino.

Autore dell'articolo
identicon

Alessio Scaglia

Avvocato del Foro di Trento. Si occupa di diritto tributario, civile e penale [email protected]

Comments 30

  1. La circolare 11/E 2014 al punto 4.3 fa riferimento, per la ripartizione delle spese relative alle parti comuni, ai millesimi di proprietà o “ai diversi criteri applicabili ai sensi del codice civile (cfr. articoli 1123 e seguenti)”
    Proprio l’art. 1123 recita: “Le spese necessarie per la conservazione e per il godimento delle parti comuni dell’edificio per la prestazione dei servizi nell’interesse comune e per le innovazioni deliberate dalla maggioranza sono sostenute dai condomini in misura proporzionale al valore della proprieta’ di ciascuno, salvo diversa convenzione.”
    Se la convenzione fra due proprietari è che i lavori sono completamente a carico di uno solo in quanto l’altro non ha i soldi per pagare, significa che quello a cui carico rimane l’intero pagamento potrà detrarre tutto?

  2. Gentile lettore,
    la questione da Lei sollevata non è di agevolissima soluzione. Personalmente ritengo che il condomino che sostenga integralmente le spese di ristrutturazione per lavori effettuati su parti comuni condominiali, possa fruire altrettanto integralmente della detrazione (la quale, ovviamente, non spetterà a colui il quale non ha sostenuto alcuna spesa). Al riguardo evidenzio il dato letterale dell’art. 16-bis tuir: “Dall’imposta lorda si detrae un importo pari al 36 per cento (la percentuale varia a seconda dei casi) delle spese documentate, fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 48.000 euro per unita’ immobiliare, sostenute ed effettivamente rimaste a carico dei contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile sul quale sono
    effettuati gli interventi”. La norma dunque parla di spese che sono state sostenute e rimaste effettivamente a carico di chi possieda o detenga l’immobile sul quale sono stati effettuati i lavori.
    Nel caso di condominio minimo, tuttavia, ritengo che le fatture vadano comunque intestate al condominio (e quindi si dovrà seguire la procedura illustrata nella guida sul condominio senza amministratore pubblicata in questo sito) e sia necessario deliberare in assemblea (e far sottoscrivere ad entrambi i condomini) la ripartizione delle spese, esplicitando che queste sono sostenute e restano a carico di uno solo dei condomini.
    In ogni caso, Le suggerisco, prima di procedere, di sentire anche il parere del competente ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate e/o di un professionista del settore tributario.
    Cordialità
    Alessio Scaglia

  3. Buongiorno,
    spiego la mia situazione. Casa bifamiliare con due appartamenti e garage e area in comune.
    L’usufruttuario dell’immobile ha concesso in comodato i due appartamenti e le pertinenze ai due figli nudi proprietari.
    Entro fine anno si farà una divisione dal notaio delle parti in comune e, nel frattempo, sono stati effettuati lavori pagati dai nudi proprietari (e comodatari) ognuno per la sua futura quota di competenza.
    Devo chiedere un codice fiscale per un condominio che entro pochi mesi non esisterà più?
    Non è sufficiente che ognuno detragga le fatture e i bonifici a lui intestati?
    Ringrazio per la risposta.

    1. Gentile Lettore,
      il Suo quesito meriterebbe un’analisi più approfondita di quanto si possa fare in questa sede. In ogni caso, sulla base delle informazioni da Lei fornite, se i lavori sono stati effettuati su parti comuni condominiali, credo che prudenzialmente sia meglio chiedere il codice fiscale del condominio e operare secondo quanto previsto dalla risoluzione 74/E del 2015 dell’Agenzia delle Entrate. Dico questo perché non rileva il fatto che il condominio si estinguerà fra qualche mese, poiché i lavori sono stati effettuati quando questo era ancora esistente.
      Cordiali saluti.
      Alessio Scaglia

  4. buonasera, il pagamento dei lavori se non ho capito male devono obbligatoriamente essere eseguiti da un unico conto corrente oppure i vari condomini possono pagare la propria quota dal conto corrente personale?

  5. Buongiorno,
    per prima cosa occorre distinguere se si tratta di pagamenti che ancora devono essere effettuati o se si tratta di pagamenti già fatti.
    Nel primo caso, i pagamenti delle fatture relative ai lavori di ristrutturazione per i quali si intenda fruire delle agevolazioni fiscali devono essere effettuati mediante bonifico (con apposizione della specifica causale) tratto sul conto corrente intestato al condominio minimo oppure sul conto corrente di uno dei condomini. Rammento che ogni fattura deve necessariamente essere intestata al condominio minimo.
    Nel secondo caso, in base alla risoluzione commentata nel testo, era possibile effettuare un pagamento pro quota da parte di ciascun condomino, a condizione che si adempisse a tutti gli oneri previsti dalla medesima risoluzione. Tuttavia, tale facoltà era concessa fino al termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi 2015 per l’anno 2014 e, permane ancora, fino al termine per la presentazione del modello integrativo. Fermo restando però che entro il medesimo terimne si sia proceduto a regolarizzare l’intera posizione fiscale del condominio minimo (cioè chiedere l’attribuzione del codice fiscale e pagare la sanzione).
    Cordiali saluti
    A.S.

  6. Un condominio che ha con amministratore 3 abitazioni e tutto il resto uffici A/2 e A/10 per le spese straordinarie l’Amminisyratore paga il fornitore con bonifico ordinario dicendoci che rasento solo 3 Appartamenti non abbiamo diritto a beneficiare delle detrazioni fiscali. Tale comportamento non credo che sia regolare come ci dovremmo comportare ? Sarebbe forse opportuno versare le nostre quote al condominio come spese straordinarie con trattenuta fa parte dell’Istituto di credito. Grazie Stefano

    1. identicon
  7. Gentile Stefano,
    la questione da Lei indicata richiederebbe un esame più approfondito e la visione dei documenti.
    Il diritto alla detrazione non dipende dal numero di condomini né di appartamenti, ma dalla tipologia di lavori effettuati.
    Probabilmente i lavori che avete effettuato non sono compresi tra quelli per i quali è prevista l’agevolazione.
    Escludo, comunque, che il diritto alla detrazione fiscale possa sorgere solo perché accreditate dellle somme al condominio imputandole a spese straordinarie e, inoltre, dubito che la banca effettui la relativa ritenuta.
    Cordiali saluti
    A.S.

  8. Vorrei sottoporre un quesito di difficile gestione.
    Un condomino paga le rate relative alla ristrutturazione dello stabile in un’unica soluzione. I rimanenti 54 condomini pagano la ristrutturazione in rate di tre anni.
    Il condomino che paga tutto subito ha diritto oppure no’ di detrarre tutto il suo importo o deve assogettarsi alla delibera di tutto il condominio.?
    Ringrazio anticipatamente per una risposta.
    Cordialmente.

  9. Gentile Attilio,
    sulla base delle informazioni da Lei fornite mi pare di capire che vi sia una delibera assembleare che ripartisce le spese di ristrutturazione dello stabile in tre anni. Lei, dal canto suo, non ha inteso pagare in maniera rateale ma ha deciso di saldare subito l’ammontare delle spese a Lei imputate. Ai fini fiscali credo di poter ragionevolmente affermare che Lei ha diritto alla detrazione spettante da calcolarsi su quanto Lei ha effettivamente pagato. Infatti, ai sensi dell’art. 16-bis del Tuir, parla chiaramente di spese “sostenute ed effettivamente rimaste a carico” del contribuente che possiede o detiene l’immobile sui sono effettuati i lavori.
    E’ chiaro che, comunque, si tratta di una informazione di massima, poiché per dare una risposta specifica occorrerebbe verificare tutta la documentazione.
    Cordiali saluti.
    Alessio Scaglia

  10. Due fratelli con condominio minimo di due appartamenti. Eseguiti lavori sia ai rispettivi appartamenti che al vano scale in comune. E’ possibile avere una fattura intestata e pagata singolarmente da ogni fratello, che comprenda il singolo costo individuale a cui si aggiunge la spesa condiminiale già ripartita secondo i millesimi del palazzo? In caso contrario qual’è la procedura da attuare?

  11. Condominio di 6 unità abitative con regolare codice fiscale del condominio, sede di assemblea si nomina un proprietario per l’autogestione del condominio. Si delibera per lavori di tinteggiatura esterna perimetrale per 2 metri in altezza dell’edificio, si decide di versare – come d’obbligo- la somma sul conto corrente del condominio-preventivata si ha la cil dal Comune. In fase di versamenti dato che questi andavano a rilento ed i lavori volgevano al termine, 3 condomini hanno effettuato bonifico fiscale con regolare ritenuta d’acconto e gli altri 3 hanno effettuato bonifico ordinario sepa naturalmente senza ritenuta d’acconto . Alla fine l’addetto condominio alla gestione ha effetuato a favore della ditta che ha presentato fattura per l’importo , come da sua offerta già accettata da tutti , è stato effettuato il saldo per fine lavori con bonifico ordinario sempre intestato al conominio . Domanda : I condomini che hanno effetuato bonifico fiscale hanno diritto alle detrazioni IRPEF, gli altri 3 conomini non hanno diritto.
    ricordo ancora che il saldo lavori lo hanno effetuato con bonifico sepa italia.
    Ringrazio e saluto e ripropongo la mia email [email protected]

  12. Gentile Armando,
    La situazione da Lei esposta è piuttosto intricata e meriterebbe un maggiore approfondimento rispetto a quello che si può fare in questa sede.
    La procedura seguita è alquanto anomala. In ogni caso, se i condomini che hanno fatto il bonifico con ritenuta hanno pagato direttamente l’impresa per la quota di loro spettanza e possiedono la relativa fattura ad essi intestata, dovrebbero poter fuire della detrazione (ovviamente solo in relazione all’importo da essi pagato). Ricordo che devono comunque predisporre l’autocertificazione attestante che i lavori sono stati effettuati su parti comuni condominiali.
    Gli altri condomini non possono fruire di alcuna detrazione, né può essere invocata la detrazione in merito al pagamento del saldo effettuato dal condominio.
    Cordiali saluti.
    Alessio Scaglia

  13. Posso saper se ho una risposta al mio quesito e quando l’avrò.
    Nel salutare ringrazio Armando

    1. Gentile Armando, per quanto possibile ho provato a rispondere al Suo quesito, ma come detto, la situazione da Lei esposta è piuttosto complicata e merita approfondimenti che non possono essere effettuati in questa sede.
      Cordialità
      Alessio Scaglia

  14. Condominio minimo di 4 condomini senza amministratore ne codice fiscale. Fatti alcuni lavori di ristrutturazione ordinaria di parti comuni di edificio qualche giorno fa. Pagamento senza tabella millesimale, ma bensì, come da accordi diviso 4. La mia quota è stata pagata con apposito bonifico a seguito di fattura a me intestata. Fatta pure, per mio conto, dichiarazione sostitutiva di atto notorio per i lavori che non avevano bisogno di autorizzazioni, ma ho paura che non sia proprio così. Posso stare tranquillo o è preferibile non detrarre l’importo della fattura e lasciare perdere come stanno facendo 2 condomini che non sono convinti? Datemi un aiuto, vi prego.

  15. In un condominio (con codice fiscale) formato da 12 condomini, si stanno eseguendo lavori di ristrutturazione sulle parti comuni. L’impresa edile ha emesso la prima fattura di acconto dei lavori eseguiti nei confronti del condominio. Il pagamento di detta fattura di acconto tramite bonifico per “recupero edilizio”, anziché essere effettuato dal c/c del condominio, è stato effettuato dai singoli condomini in quota parte (in base ai millesimi). Gli stessi condomini che hanno effettuato il bonifico “particolare” per gli interventi per recupero patrimonio edilizio direttamente nei confronti dell’impresa edile, hanno indicando il numero della fattura, hanno specificato che trattasi della propria quota parte, hanno indicato il C.F. del Beneficiario (cioè l’impresa edile) e hanno indicato il C.F. del beneficiario della detrazione (cioè il c.f. del condomino che effettua il bonifico). Si chiede se tale procedura sia corretta e se i pagamenti effettuati direttamente dai condomini possano essere portati in detrazione nel 730.

    1. Gentile Antonio,
      Trattandosi di un condominio per il quale è obbligatorio avere un amministratore, mi pare di poter dire che la procedura da seguire per fruire delle detrazioni sia quella che prevede che il pagamento venga effettuato dal conto condominiale e sia poi l’amministratore a indicare i dati catastali dell’immobile in sede dichiarativa e a consegnare ad ogni condomino (che ha fornito la provvista) la certificazione per poter fruire della detrazione.
      Cordiali saluti.
      Alessio Scaglia

      1. Grazie per il gentile riscontro, ma mi permetto di chiederLe se Lei ritiene che così come è la situazione (ossia bonifici effettuati dai singoli condomini in quota parte) è possibile per i condomini poter usufruire della detrazione fiscale.

        1. Sulla base di quanto riferito, mi verrebbe da dire che per la fattura del primo SAL non sia possibile – o comunque sia rischioso – fruire delle detrazioni (eventualmente si potrebbe ragionare in merito alle fatture successive, se il pagamento avviene secondo la procedura corretta).
          Tuttavia la questione andrebbe studiata in modo più approfondito per poterLe dare una risposta dettagliata e specifica.

  16. buongiorno vorrei un chiarimento un condominio di 4 unità con codice fiscale senza amministratore effettuano la sostituzione dei videocitofono, il mio quesito è si può fare la fattura a nome del singolo condomino riguardo la propria parte pagata che poi detrarà dal 730, oppure la fattura deve essere fatta al condominio e deve pagare un condomino e poi cosa bisogna fare nella dichiarazione dei redditi per avere la detrazione
    grazie

  17. Gentile Lettrice,
    il Suo quesito tocca un punto dolente.
    L’Agenzia delle Entrate con la Circolare 2 marzo 2016, n. 3, ha chiarito che “In assenza del codice fiscale del condominio, i contribuenti, per beneficiare della detrazione per gli interventi edilizi e per gli interventi di riqualificazione energetica realizzati su parti comuni di un condominio minimo, per la quota di spettanza, possono inserire nei modelli di dichiarazione le spese sostenute utilizzando il codice fiscale del condòmino che ha effettuato il relativo bonifico”.
    L’Amministrazione ha chiarito, altresì, che devono ritenersi superate le indicazioni fornite con la precedente circolare 11/E del 2014 e con la risoluzione n. 74/E del 2015.
    Invero, l’Agenzia nulla ha affermato in relazione ai casi, come il Suo, dove il condominio minimo invece è dotato di un codice fiscale.
    Un’interpretazione letterale della circolare, indurrebbe a dire che nel Suo caso si debba seguire la “vecchia” prassi introdotta con la circolare n. 11/E del 2014.
    Un’interpretazione logico-sistematica indurrebbe ad affermare che, anche nel SUo caso, si possa operare fatturando a ciascun condomino la quota di sua spettanza.
    Cordiali saluti.
    Alessio Scaglia

  18. Nell’anno 2016 ho pagato per impianto di termoregolazione euro 633,36. L’amministratore mi ha mandato la segnalazione annuale per la detraibilità delle spese solo per 474,77. Interpellatolo mi ha risposto che siccome non ha ancora saldato il fornitore, la differenza la troverò su una seconda segnalazione l’anno prossimo. Mi chiedevo se l’Agenzia Entrate, in caso di accertamento, possa contestarmi il fatto che la mia uscita di cassa avvenuta totalmente nell’anno 2016, venga poi riportata dal condominio in due anni diversi 2016- 2017..
    A mio parere l’amministratore avrebbe dovuto 1) aspettare a richiedere il saldo ai condomini l’anno successivo, oppure 2) a pagare il fornitore entro il 31/12/ dell’anno in cui ha introitato i soldi dai condomini. Mille grazie angelo galli

    1. Gentile sig. Galli,
      La sua spesa è avvenuta nel 2016, tuttavia il Suo condominio non ha saldato l’intero importo entro tale annualità. Dubito che l’Amminizione Finanziaria possa contestarLe alcunché se Lei porta in detrazione le spese certificate dall’amministratore.
      A mio avviso, infatti, la spesa diviene detraibile nel momento in cui il condominio effettua il pagamento secondo le modalità previste dalla legge (bonifico con causale specifica, ritenuta a titolo di acconto fatta dalla banca) e non quando il singolo condomino fornisce la provvista.
      Cordiali saluti.
      avv. Alessio Scaglia

  19. Salve,
    vivo in un condominio di 30 unità immobiliari in cui si sta procedendo ad un lavoro di bonifica dell’eternit. L’Amministratore ci ha inviato 5 rate da pagare entro il 31/12/16, al fine di poter usufruire delle detrazioni, premettendo che io le ho pagate tutte; l’Amministratore mi informa tuttavia che avendo pagato in parte il costo del lavoro alla ditta io potrò usufruire solo in parte delle rate che ho versato. E’ corretto ciò che sta facendo l’Amministratore oppure il sottoscritto ha diritto all’ intero importo versato sul c/c condominiale?. La ringrazio anticipatamente Alex66

    1. Gentile Alex66,
      Credo che il comportamento dell’amministratore condominiale in questo caso sia corretto.
      Come detto anche in precedenza, il diritto alla detrazione sorge nella misura in cui il condominio abbia effettuato i pagamenti secondo le modalità previste dalla legge.
      Pertanto, Lei nella dichiarazione dei redditi 2017 potrà portare in,detrazione solo la quota di spese effettivamente sostenuta dal condominio a lei imputabile in base ai millesimi o agli altri criteri di ripartizione delle spese.
      Cordiali saluti.
      avv. Alessio Scaglia

  20. Buongiorno,

    possiedo un appartamento in una villetta con tre u.i. senza C.F. e senza amministratore;
    dovendo eseguire dei lavori di manutenzione urgenti alle parti comuni dello stabile avremmo pensato di non nominare un amministratore.
    Le chiederei per cortesia di spiegarmi quali oneri impone la normativa al condomino che ne facesse le veci, sia per l’esecuzione dei lavori che per ottenere le agevolazioni fiscali, e se la ditta può emettere tre fatture intestate ai singoli per la detrazione, oppure se la fattura debba essere unica
    La ringrazio
    Franco

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