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Compilazione ed invio dello Spesometro: quali indicazioni per le imprese in fallimento?

di Luigi Risolo CommentaIn Redditometro, Tessera sanitaria

In caso di fallimento non è chiaro se l’obbligo viene posto a carico del Curatore.

Alla luce dell’ultimo provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate ( 2 Agosto 2013 ) e del Decreto Legge Semplificazioni 2013, lo Spesometro, ovvero la comunicazione ed invio dei dati rilevanti ai fini IVA, scade il:
– 12 Novembre per i contribuenti che operano nel regime contabile ordinario ( cosiddetti “mensili” );
– 21 Novembre per i contribuenti cosidetti “trimestrali”.

Dopo di chè, in riferimento alle operazioni relative all’anno in corso, i tempi saranno più ristretti dal momento che, salve future proroghe, le scadenze sono già fissate al:
– 10 Aprile 2014 per i contribuenti c.d. “mensili”;
– 20 Aprile 2014 per i contribuenti “trimestrali”.

Per l’effetto, si genera, nell’arco di pochi mesi, una rilevante mole di lavoro a fronte della quale si innestano tutte le particolarità ed eccezioni per le varie tipologie di contribuenti.

Ma cosa accade per le imprese in fallimento, dal momento che allo stato attuale non si trovano espliciti riferimenti nella normativa e prassi vigente?

A tal proposito, la questione va affrontata in via preliminare sulla scorta di quanto dispone la legge fallimentare ed in particolare in riferimento agli articolo 10 e 104, a titolo di esempio.
L’art. 10 sancisce che: “Gli imprenditori individuali e collettivi possono essere dichiarati falliti entro un anno dalla cancellazione dal registro delle imprese, se l’insolvenza si è manifestata anteriormente alla medesima o entro l’anno successivo. In caso di impresa individuale o di cancellazione di ufficio degli imprenditori collettivi, è fatta salva la facoltà per il creditore o per il pubblico ministero di dimostrare il momento dell’effettiva cessazione dell’attività da cui decorre il termine del primo comma”.

L’art. 104, dispone, invece, che con la sentenza dichiarativa di fallimento, il tribunale può disporre l’esercizio provvisorio dell’impresa o di singoli rami d’azienda.

Dal citato articolo scaturiscono, inoltre, 2 ipotesi:

– continuazione dell’esercizio dell’impresa del fallito o di un suo ramo;

– ripresa dell’attività del fallito; questo caso, tuttavia, si ha quando il tribunale non l’abbia disposta nella relativa sentenza e l’iniziativa spetta al curatore fallimentare e deve essere autorizzata dal giudice delegato con apposito decreto, previo parere vincolante del comitato dei creditori.

Quindi, per le aziende in fallimento che hanno compiuto operazioni rilevanti, in riferimento agli anni oggetto di comunicazione ed invio telematico, ai fini dello “Spesometro ”, non vi è un diretta ed esplicita indicazione normativa o un rinvio indiretto ( atteso che nel diritto tributario resta fermo il principio secondo il quale un imposizione al contribuente deve sorgere dalla normativa primaria e non da quella secondaria ); pertanto, in questo caso la solerzia e cura del curatore fallimentare ad assolvere all’obbligo dello “Spesometro” non sembrerebbe ( con opportuna attenzione a tale condizionale ) prevalere su colui che non intende procedere a tale adempimento, salvo futuri interventi normativi.

Autore dell'articolo
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Luigi Risolo

Ha maturato esperienze lavorative sia nel settore tributario e della consulenza fiscale che nella gestione delle risorse umane nel settore metalmeccanico. Perito esperto in scritture contabili, si dedica alla docenza nelle materie contabili nel settore della formazione professionale. Nella sua esperienza di autore ha pubblicato una guida allegata al quotidiano “Italia Oggi”, del 23 Settembre 2011, intitolata “Cartelle di Pagamento: guida ai ricorsi”. Nel novembre dello stesso anno ha pubblicato con la casa editrice Nuova Giuridica, il volume “Il contenzioso amministrativo e tributario della cartella di pagamento”. Con MAGGIOLI editore ha pubblicato i seguenti volumi: “La rateazione del debito fiscale”, con allegato cd rom ( Giugno 2012 ); “Irap e tutela del contribuente” ( Aprile 2013 ). E’ autore di diversi approfondimenti delle materie fiscali e del lavoro.

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