collaborazioni coordinate e continuative

Collaborazioni coordinate e continuative e associazioni in partecipazione 2015

di Rag. Giuseppina Giorgi 2 CommentiIn Lavoro, Le novità del Lavoro

Il nuovo codice dei contratti di lavoro contenuto nel D.Lgs. n. 81/2015, in vigore dal 25 giugno 2015, ha previsto la soppressione del contratto a progetto e delle associazioni in partecipazione.
Conseguentemente, dal 25 giugno 2015 scompaiono:
• le collaborazioni coordinate e continuative a progetto;
• le c.d. mini co.co.co., vale a dire le collaborazioni coordinate e continuative di breve durata (30 giorni) e di importo limitato (5.000 euro) nel corso dell’anno solare con lo stesso committente;
• le co.co.co. svolte dai percettori di pensione di vecchiaia;
• le presunzioni di co.co.co. (introdotte alla Legge n. 92/2012 – Riforma Fornero – con finalità antielusive) per i titolari di partita IVA.
In via transitoria, i contratti a progetto in essere alla data di entrata in vigore del decreto restano vigenti fino alla loro naturale scadenza.
Con l’abrogazione delle suddette norme vengono cancellati anche alcuni diritti previsti a favore dei collaboratori come la gravidanza, la malattia e l’infortunio.
La riforma, a fronte dell’apparente allargamento della platea dei collaboratori coordinati e continuativi, introduce una nuova presunzione di subordinazione con una serie di indicatori per sanzionare gli abusi, riportati in due articoli:
Art. 1 – Il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato costituisce la forma comune di rapporto di lavoro.
Art. 2 – A far data dal 1° gennaio 2016, si applica la disciplina del rapporto di lavoro subordinato anche ai rapporti di collaborazione che si concretano in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative e le cui modalità di esecuzione sono organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro.
Dunque le condizioni che faranno scattare l’applicazione della disciplina del rapporto di lavoro subordinato, ai futuri contratti di collaborazione coordinata e continuativa sono:
prestazione svolta in modo esclusivamente personale: vale a dire senza una minima organizzazione e/o senza il minimo apporto altrui;
in via continuativa: cioè perdura nel tempo e comporta un impegno costante;
organizzata dal committente: cioè la modalità di esecuzione della collaborazione è organizzata dal committente anche per quel che concerne la tempistica e il luogo di lavoro.
Nel rispetto sostanziale e formale dei suddetti indici i nuovi contratti di collaborazione coordinata e continuativa potranno essere stipulati e svolti senza uno specifico progetto e senza limiti di durata e necessità di termine finale.
Restano escluse dalla riconduzione al lavoro subordinato e pertanto si considerano lecite:
a) le collaborazione per le quali i CCNL prevedono discipline specifiche riguardanti il trattamento economico e normativo, in ragione di particolari esigenze produttive ed organizzative del relativo settore;
b) le collaborazioni prestate nell’esercizio di professioni intellettuali per le quali è necessaria l’iscrizione negli appositi albi;
c) le attività prestate dai componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società e dai partecipanti a collegi o commissioni nell’esercizio delle loro funzioni;
d) le prestazioni di lavoro rese ai fini istituzionali in favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive associate e agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal C.O.N.I.
Per i contratti di collaborazione coordinata e continuativa è necessario comunicare al Centro Impiego, almeno il giorno antecedente l’inizio della prestazione lavorativa, l’instaurazione del rapporto di collaborazione, calcolare e versare i contributi previdenziali previsti per la Gestione Separata, applicare le disposizioni fiscali previste per la generalità dei lavoratori in quanto redditi assimilati a lavoro dipendente, predisporre il libro unico del lavoro al momento del pagamento del compenso, comunicare, entro cinque giorni, la cessazione del contratto al Centro Impiego.
Per evitare che alle collaborazioni coordinate e continuative si applichi la disciplina del rapporto di lavoro subordinato, le parti possono chiedere alle Commissioni di Certificazione di attestare l’assenza dei predetti requisiti. La certificazione è una procedura di carattere volontario finalizzata a provare che il contratto che si vuole sottoscrivere abbia i requisiti richiesti dalla legge ed è volta alla riduzione del contenzioso in materia di qualificazione di alcuni contratti di lavoro. Il lavoratore può farsi assistere da un rappresentante sindacale, da un avvocato o da un consulente del lavoro. Il contratto di collaborazione certificato ha effetto verso i terzi, compreso gli enti previdenziali.

Al fine di promuovere la stabilizzazione dell’occupazione mediante il ricorso a contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato, l’art. 54 del D.Lgs. in esame prevede l’estinzione degli illeciti amministrativi, contributivi e fiscali connessi all’erronea qualificazione del rapporto di lavoro (fatti salvi gli illeciti già accertati a seguito di accessi ispettivi effettuati in data antecedente) per i datori di lavoro che, a decorrere dal 1° gennaio 2016, procedono all’assunzione con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato di soggetti già parti di contratti di collaborazione coordinata e continuativa a progetto o titolari di partita IVA con cui abbiano intrattenuto rapporti di lavoro autonomo. Quanto sopra trova applicazione a condizione che:
• i lavoratori interessati all’assunzione sottoscrivano atti di conciliazione in sede protetta o avanti alle Commissioni di Certificazione rinunciando a tutte le possibili pretese riguardanti la qualificazione del pregresso rapporto di lavoro;
• i datori di lavoro non recedano dal rapporto di lavoro nei dodici mesi successivi all’assunzione, salvo che per giusta causa o giustificato motivo oggettivo.
La stabilizzazione, così come prevista dalla norma, trova applicazione sia nei confronti dei soggetti con cui in passato è stata istaurata una collaborazione poi cessata, sia nei confronti dei rapporti di collaborazione in essere, ma non genuini.
Sono interessati alla stabilizzazione, tramite l’assunzione con rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, anche i titolari di partita IVA che non risultano essere lavoratori autonomi puri, ossia quelli la cui prestazione è fornita in modo esclusivamente personale, continuativa e secondo modalità organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e ai luoghi di lavoro (c.d. etero-organizzazione).

L’art. 53 del D.Lgs. n. 81/2015 prevede anche l’abrogazione dell’associazione in partecipazione con apporto di lavoro.
Conseguentemente dal 25 giugno 2015 non possono più essere stipulati nuovi contratti di associazione in partecipazione nei quali l’apporto dell’associato persona fisica consista, in tutto o in parte, in una prestazione di lavoro.
La violazione di questo divieto comporta la trasformazione del contratto stipulato con l’associato in contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato con tutto quello che ne consegue sotto il profilo sanzionatorio amministrativo, contributivo e fiscale.
In via transitoria, i contratti di associazione in partecipazione in essere alla data di entrata in vigore della riforma, sono fatti salvi fino alla loro cessazione.

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Rag. Giuseppina Giorgi

Consulente del Lavoro in Bologna - dal 1978 esercita la professione in forma associata con il rag. Giuliano Vitelli e la rag. Federica Vitelli. Attiva nell’associazionismo professionale ha rivestito per anni la carica di consigliere dell’unione provinciale dell’Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro di Bologna, venendo chiamata al ruolo di presidente negli anni 1991/1992/1993. Sede dello Studio Via Toscana 42/7, Bologna (BO) Tel. 051/475933 – Fax 051/475307 - [email protected]

Comments 2

  1. Nel caso di un artigiano (figlio) e l’associato in partecipazione in pensione (padre) cosa de ve fare?

  2. Buongiorno,
    In data 25 giugno mi hanno prorogato il mio contratto di lavoro a Progetto fino alla data del 30 giugno 2016. Secondo i nuovi decreti del Job acts, partire dal gennaio 2016 il mio contratto a progetto dovrebbe estere trasformato in contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti oppure rimarrà contratto a progetto fino alla data del 30 giugno 2016. Lavoro come impiegata addetta all’Inserimento ordini.

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