Cina: tassazione e monitoraggio dei lavoratori stranieri

di Lorenzo Riccardi 1 CommentoIn Fiscalità Estera, Fiscalità Estera, Lavoratori all'estero

Anche i lavoratori stanieri in Cina sono soggetti alla  Individual Income Tax Law, devono iscriversi presso  il tax bureau,  se lavoratori dipendenti hanno un sostituto di imposta, pagano le imposte mensilmente e presentano la dichiarazione annuale.

L’Amministrazione finanziaria cinese durante l’ultimo biennio ha  intensificato  i controlli fiscali sui lavoratori espatriati. Lo State Administration of Taxation (SAT) ha emesso diverse circolari atte ad implementare il sistema di monitoraggio sulla riscossione dell’IIT e a garantire un’anagrafe tributaria piu’ efficiente.

Il SAT ha rafforzato i poteri di indagine e la frequenza dei controlli sui redditi dei lavoratori dipendenti e sui dati trasmessi dai sostituti di imposta. Si tratta quindi di disposizioni che rendono evidente l’intenzione dell’Amministrazione finanziaria di monitorare maggiormente i lavoratori stranieri e attrarre a tassazione un crescente numero di contribuenti, contrastando le politiche evasive.

Per comprendere i recenti sviluppi, e’ necessario considerare il flusso di lavoratori espatriati, verso la Cina, che ha caratterizzato gli ultimi anni, unitamente al percorso storico della disciplina IIT.
L’individual Income Tax Law e’ stata emanata dal National People’s Congress il 10 settembre 1980 e il sistema d’imposta e’ stato piu’ volte innovato.

Sono soggetti alla Individual Income Tax sui redditi da lavoro dipendente, lavoro autonomo e altre categorie di redditi personali (royalties, interessi e dividendi, canoni di locazione e proventi derivanti dalla vendita di beni), i cittadini cinesi e stranieri che risiedono in Cina o hanno una fonte di reddito localizzabile territorialmente nel paese.

La soggettività tributaria dipende quindi dallo status di residenza in Cina dell’individuo, dalla durata della permanenza per i lavoratori stranieri e della fonte di reddito.

Gli stipendi e i salari sono tassati progressivamente con un’aliquota che varia dal 3% al 45% in sette scaglioni crescenti, mentre i redditi di lavoro autonomo sono soggetti ad aliquote IIT che variano dal 20% al 40% in relazione a tre scaglioni reddituali (artt. 3 e 15 della Individual Income Tax Law).

Per quanto attiene agli adempimenti fiscali a carico dei lavoratori stranieri, va considerato l’obbligo di registrazione presso il tax bureau come nuovi contribuenti, la dichiarazione e il pagamento delle imposte su base mensile (anche mediante ritenuta d’imposta effettuata dal datore di lavoro) ed infine la dichiarazione dei redditi annuale.
Ai sensi degli artt. 2 e 3 della circolare Guo Shui Fa [2006] n. 162, i lavoratori, locali e stranieri, devono infatti presentare a fine anno (entro il terzo mese dell’esercizio successivo) un apposito modello dichiarativo, inerente la propria posizione reddituale nel territorio della RPC.

Sono soggetti a tale obbligo, indistintamente, i soggetti con redditi annui superiori a CNY 120.000, con diverse fonti di reddito (anche fuori dal territorio cinese) e i lavoratori privi di un sostituto di imposta che ne abbia effettuato le ritenute.

Lorenzo Riccardi – Dottore Commercialista, Shanghai
GWA – [email protected]

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Autore dell'articolo
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Lorenzo Riccardi

Dottore commercialista specializzato in fiscalità internazionale. E’ Professore Associato presso Xian Jiao Tong-Liverpool University dove insegna taxation e advanced taxation ed è autore di articoli e saggi su tematiche di vario genere relative agli investimenti stranieri in Asia Orientale. Vive e lavora a Shanghai, dove si occupa di diritto commerciale e tributario, seguendo gli investimenti stranieri in Cina e Sud Est Asiatico. Ricopre il ruolo di sindaco e consigliere per diversi gruppi societari ed è socio dello Studio di consulenza RSA, specializzato in Asia e paesi emergenti. Ha pubblicato “Guida alla fiscalità di Cina, India e Vietnam” edito da IlSole24Ore ed è membro dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano, del Registro dei Revisori dei Conti in Italia, dell’accountants association del Vietnam e dell’Hong Hong Institute of CPAs in Hong Kong. Tiene seminari e convegni su economia e diritto tributario in Oriente ed è responsabile della sezione “Asia” della banca dati online “Fisco e Tasse” (Maggioli Editore).

Comments 1

  1. Gentile Dott. Riccardi, in data 10 Aprile 2013 ho iniziato un Management Training presso Kempinski Hotel Yinchuan, Cina. Una volta arrivato in Cina ho richiesto, sulla base della legislazione locale, un permesso ri residenza che scade il 24 Aprile 2014. Data la natura transitoria del contratto, ho mantenuto la residenza in Italia, a Bologna, dove possiedo un appartamento di proprieta’. Ho pagato l IMU e le tasse calcolate sulla base del regolare contratto di locazione di una delle due stanze dell’ Immobile. Ovviamente l IMU e’ stata calcolata sulla prima casa. Considerando che come Hotel Manager continuero’ ad avere contratti di due anni in due anni e mi muovero’ molto nei prossimi dieci anni, posso mantenere la residenza in Italia e per tanto mantenere i benefici fiscali della prima casa? Mi potrebbe indicare inoltre la legge/art. che regola la materia? La ringrazio in anticipo per la sua disponibilita’. Distinti saluti

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